Undici punti nelle prime sette giornate del 2026: questo il bottino conquistato dalla Rhodense, che dopo aver iniziato il girone di ritorno con le due sconfitte contro Arconatese e Sedriano, ha poi trovato un filotto di vittorie contro Saronno, Vergiatese e Ardor Lazzate, a cui hanno fatto seguito due pareggi con Vigevano e Besnatese. Ora in settima posizione con trentacinque punti, sta alle calcagna delle dirette concorrenti, con lo sguardo fisso verso la vicina zona playoff.

Al suo primo anno in orange dopo cinque mesi alla Sestese, Matteo Arrigoni fa della qualità e della visione di gioco i suoi tratti più caratteristici. Pedina di esperienza per la mediana e valore aggiunto per la categoria, il centrocampista classe ’97 ha alle spalle un lungo percorso in Serie D con le maglie, tra le altre, di Caronnese, Pro Patria, Arconatese e Castanese. Ora, in quella che è la sua seconda stagione in Eccellenza, proverà insieme ai compagni a sfruttare nel migliore dei modi le dieci giornate da qui all’ultimo triplice fischio.

Domenica con la Besnatese siete andati in vantaggio due volte e altrettante siete stati riacciuffati. Pensi che abbiate guadagnato un punto o che ne abbiate persi due?
“È stata una partita dai due volti; nel primo tempo abbiamo avuto un ottimo approccio, siamo andati in vantaggio e abbiamo anche avuto qualche occasione per fare un altro paio di gol. Nel secondo tempo la Besnatese è riuscita a organizzarsi meglio e ci ha creato qualche problema in più, trovando per due volte il pareggio. Nonostante tutto, penso che sia stato un punto importante che ci ha comunque permesso di accorciare sulle dirette concorrenti, visti gli altri risultati di giornata. Anche la stessa Besnatese è un’ottima squadra che deve salvarsi e contro avversari di questo tipo sono sempre partite difficili che si possono sia vincere che perdere”.

Se la stagione fosse iniziata a gennaio, ora sareste primi in classifica. C’è stata una svolta rispetto al girone di andata?
“Sicuramente l’arrivo del nuovo mister ci ha dato un po’ di linfa e stiamo lavorando molto sia sulla fase di possesso che su quella di non possesso. Tutti i giorni in allenamento cerchiamo di limare il più possibile gli errori che stiamo commettendo, in modo che non si ripetano la domenica. Vero è che nelle ultime partite sono arrivati solo risultati utili, e questo è molto importante, perché quando non si riesce a vincere i pareggi portano pur sempre punti che alla lunga, verso la fine della stagione, potranno fare la differenza”.

Nelle prossime gare vi aspettano due scontri diretti con Vis Nova e Magenta e l’infrasettimanale con la Sestese, che all’andata vi aveva negato la vittoria all’ultimo secondo. Dopodiché, filotto di big match con le squadre dei piani alti. In questo calendario ostico, quali sono gli avversari che temete di più?
“È una domanda difficile… Ovviamente, guardando la classifica, le partite più difficili dovrebbero essere quelle che giocheremo più avanti, con Solbiatese, Caronnese e Legnano. D’altro canto, anche le squadre che stanno dietro di noi possono essere molto impegnative perché hanno bisogno di punti per raggiungere i loro obiettivi. Non ci sarà nulla di facile, a partire dalle stesse Vis Nova, Magenta e Sestese, che sono squadre organizzate capaci di dare fastidio”.

Dopo l’inarrivabile Arconatese, il vostro al momento è il secondo miglior attacco del girone, con l’accoppiata Giangaspero-Mancosu che ha totalizzato ben 25 reti. Chiederti se è il vostro punto di forza è forse una domanda retorica…
“Giangaspero e Mancosu sono due giocatori che fanno veramente la differenza davanti; hanno qualità superiori alla categoria e fortunatamente per noi lo stanno facendo vedere. Statistiche alla mano, i gol all’attivo in effetti sono il nostro punto di forza e il merito è di tutti. La nostra è una squadra che prova sempre a giocare e cercare trame offensive, facilitando di conseguenza il lavoro degli attaccanti che, proprio per il fatto di avere dietro di loro molti giocatori di qualità, sanno di poter ricevere il pallone in una certa maniera e di essere quindi più propensi a segnare”.

In un campionato che sin da subito si è rivelato complesso e imprevedibile, c’è qualche squadra che ti ha impressionato in modo particolare?
“Sembra scontato da dire, ma ovviamente l’Arconatese è giusto che sia lì in alto, non solo per i valori in campo, ma soprattutto perché la società è stata intelligente a confermare molti giocatori delle annate precedenti. Sono un gruppo amalgamato, mister compreso, e questo secondo me, in categorie come la nostra e nel calcio in generale, può segnare la svolta rispetto a un club che cambia spesso. A parte loro, penso che tra andata e ritorno la squadra che mi ha impressionato di più sia la Vergiatese, che per essere una rosa così giovane ha davvero molti punti, e tutti meritati”.

Rispetto alle ambizioni di inizio stagione, vi considerate in linea con la tabella di marcia?
“Credo che le ambizioni della società fossero di arrivare il più in alto possibile. Forse a questo punto della stagione avremmo dovuto avere qualche punto in più, ma per come abbiamo giocato e le prestazioni fatte siamo in linea con quello che ci eravamo prefissati. Ci troviamo in una zona di classifica in cui possiamo ancora lottare per un obiettivo importante come i playoff, quindi da qui a fine stagione cercheremo di vincere più partite possibili e, quando sarà il momento, tracceremo una riga e valuteremo il nostro operato. Al momento siamo dentro la forbice di punti e dobbiamo ancora giocarci lo scontro diretto… Le possibilità ci sono, starà solamente a noi”.

Personalmente sei soddisfatto di come sta andando la stagione? E che ambiente hai trovato in questo capitolo orange della tua carriera?
“Sì, diciamo che sono soddisfatto. Chiaramente si può sempre migliorare ed è quello che spero di fare nelle dieci giornate che rimangono. A Rho ho trovato un ambiente sano, fatto non solo di giocatori forti ma anche di persone con la mentalità e l’atteggiamento giusti. Siamo un gruppo unito, in cui è facile integrarsi, e credo che in queste ultime partite possiamo fare molto bene e toglierci qualche bella soddisfazione, come è più che giusto che sia”.

Silvia Alabardi

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