La sconfitta subita dal Rugby Varese nell’ultimo impegno di campionato contro Sondrio ha rispecchiato i pronostici della viglia: i padroni di casa, nonostante una prestazione sicuramente buona, non sono riusciti a portare a casa una vittoria. L’incontro ha infatti visto trionfare gli ospiti per 29-12, i quali, si sono confermati senza dubbio una squadra forte e molto ben organizzata, come specificato anche dallo stesso tecnico biancorosso Massimo Mamo a fine partita. Varese che, come detto, in termini di attitudine ha però ben poco da rimproverarsi, vista anche la prestazione non sufficiente messa in campo nel turno precedente contro Milano, che è stata, almeno in parte, riscattata. Prossimo impegno esterno contro il Rugby San Mauro: trasferta che si auspica possa portare ad un esito positivo anche in termini di risultato finale.

In attesa dell’incontro, è intervenuto ai nostri microfoni l’MPV biancorosso dell’ultimo match, Stefano Stocco, che ci ha parlato della sconfitta subita e del prossimo impegno che attende la squadra. Partendo dal suo percorso di crescita personale, che ha visto sbocciare la sua passione per il rugby, abbiamo ripercorso insieme le tappe principali vissute con la maglia biancorossa, che lo hanno particolarmente segnato; passando poi alle ambizioni future e a tutto ciò che ha rappresentato, che rappresenta e che rappresenterà, per lui, il Rugby Varese.

Partiamo dall’ultima partita contro Sondrio, che commento dà a questa sconfitta?
“Nonostante sia stata solo la mia seconda partita giocata in Serie B, credo che l’abbiamo giocata a testa alta. Non abbiamo mai mollato, abbiamo sempre tenuto un ritmo abbastanza alto provandoci fino alla fine, quindi, sono abbastanza felice. La prima partita fatta con la prima squadra, contro CUS Milano, era andata nettamente peggio; tenendo conto che Sondrio è la terza in classifica, sono molto felice”.

Lei è stato nominato MPV della partita, è soddisfatto del suo percorso fino ad oggi?
“Sì sì assolutamente, quasi da sogno mi verrebbe da dire. Felice del premio e del lavoro però adesso si deve continuare su questa strada”.

Guardando invece alla prossima sfida contro San Mauro, che gara si aspetta?
“Ci arriviamo con aspettative alte, in particolare dopo la partita che abbiamo fatto con Sondrio, per questo mi aspetto una vittoria. Ovviamente bisogna essere umili, entrare in campo con la testa e cercare di vincere. Speriamo in un buon esito”.

Andando più su quella che è la sua passione per il rugby, ci racconta com’è nata e come si è sviluppata negli anni?
“Ormai sono un bel po’ di anni che gioco a rugby, ho iniziato nel 2014, quando avevo 6 anni. All’inizio insieme a mio papà, quando stavamo scegliendo uno sport, abbiamo visto che a Varese il rugby era molto ben promosso; abbiamo dunque provato e da lì è iniziato un percorso lunghissimo ma bellissimo. In questi anni ho conosciuto quasi tutti gli amici che ho ora e poi chiaramente è diventata una passione, anche perché tutte le esperienze che ho fatto, tra tornei e partite, tra vittore e sconfitte, sono sempre state tutte molto importanti e hanno lasciato un segno in me”.

Guardando alla sua carriera fino ad oggi, tra vittorie e sconfitte, ci sono delle partite che l’hanno segnata o che ricorda particolarmente?
“Sicuramente la partita d’esordio con la Serie B è quella che resterà sempre nel mio cuore. Una partita che però ricordo con piacere è anche una di un torneo a Treviso, l’ultimo che abbiamo giocato, in cui abbiamo perso contro le Fiamme Oro: nonostante la sconfitta, ho capito che avevamo dato tutto e che era stata una bellissima esperienza. Nel torneo poi, siamo stati anche la prima squadra tra tutte quelle della Lombardia presenti, quindi avevamo fatto un posizionamento molto buono”.  

Pensando invece al futuro, qual è il suo sogno sportivo?
“Spero chiaramente di andare sempre più in alto. Penso che il sogno di tutte le persone che giocano a rugby sia quello di arrivare alla Nazionale. Il mio sogno personale però, sarebbe quello di portare il Rugby Varese in serie A. È chiaramente difficile ma quello sarebbe veramente il sogno di una vita”.

Attualmente cosa rappresenta per lei il Rugby Varese?
“Il Rugby Varese per me è famiglia e casa, sicuramente. Ci ho passato tutta la mia vita fino ad ora, mi ha accompagnato in qualsiasi percorso che ho intrapreso e le persone che ci sono sono fantastiche: dalla Seniores all’Under 6, tutti. È gruppo davvero speciale che so mi aiuterà sempre e credo che anch’io aiuterò per sempre, perché è veramente una famiglia”.

Lorenzo Guidali

Articolo precedente26 marzo – Alcaraz: “Ora stacco per qualche giorno. Contro di me giocano tutti senza pressione”
Articolo successivoVaresina – Leon si gioca d’anticipo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui