Il momento non è dei più semplici, ma la fiducia resta intatta. In casa Varese Femminile le ultime settimane hanno portato più rimpianti che punti, e la sconfitta contro la Rhodense ne è stata l’ennesima dimostrazione. Eppure, nell’analisi del dirigente biancorosso Luca Manfrin, il quadro va letto in maniera più ampia, partendo da lontano e tenendo ben salde le basi costruite nel tempo.

Quest’estate ci siamo trovati senza allenatore, senza secondo e senza preparatore atletico, oltre ad avere poche ragazze a disposizionespiega Manfrin. Sappiamo quello che è purtroppo successo al povero Luca, cosa che ci ha portato a dover cercare un nuovo mister del quale, lo sottolineo subito, siamo sempre stati convinti fin dal principio e tuttora ne siamo altamente soddisfatti. Nonostante tutte le difficoltà, però, siamo riusciti a costruire un gruppo importante, inserendo ragazze splendide all’interno di una base già ottima”.

Un’estate complicata, resa ancora più delicata da un contesto esterno tutt’altro che favorevole: “C’erano addirittura voci disfattiste secondo cui il Varese non sarebbe riuscito nemmeno a fare la squadra. Invece la squadra è stata costruita e oggi, a inizio aprile, siamo ancora in corsa per tutti gli obiettivi. Basta ascoltare le interviste delle ragazze per capire il livello di questo gruppo e della stagione che stanno facendo. Addirittura, si stanno allenando con noi, con regolare nulla osta, alcune ragazze provenienti da categorie superiori che prima hanno apprezzato il progetto da fuori e ora lo stanno vivendo dall’interno. Questo per noi è motivo di grande orgoglio”.

Il presente, però, racconta anche di risultati che non stanno premiando quanto prodotto: “Non siamo soddisfatti, è chiaro, ma le sconfitte sono state tutte diverse tra loro. A Desenzano, ad esempio, nel primo tempo abbiamo calciato 17 volte in porta contro una loro, e siamo andati sotto 2-1. Poi nella ripresa non siamo stati all’altezza. Con la Doverese, invece, sul 2-1 per loro a un quarto d’ora dalla fine abbiamo avuto due occasioni clamorose per pareggiare. E contro l’Erbusco, una squadra fortissima, siamo rimasti in partita per 80 minuti”.

Diverso, invece, il discorso per l’ultima gara. “Domenica è stata inspiegabile ammette Manfrin, non per il valore delle avversarie che riconosco assolutamente, ma perché per la prima volta abbiamo completamente sbagliato l’approccio. I primi 25 minuti sono stati disastrosi e hanno compromesso il risultato. Poi, però, il calcio sa essere incredibile: dopo quel blackout, le ragazze hanno giocato i 20 minuti migliori della stagione e un secondo tempo di grande determinazione. Avremmo meritato almeno il pareggio”.

La strada per uscire da questo momento è chiara: “Bisogna ripartire da tutto quello che abbiamo costruito in questi cinque anni. Analizzare con attenzione gli aspetti negativi senza sottovalutare nulla, ma senza dimenticare quanto di buono è stato fatto. Servono serenità, ottimismo e la voglia di andare a prenderci più vittorie possibili da qui alla fine”. E il finale di stagione offre ancora prospettive importanti: “Guardiamo avanti con grande determinazione, perché abbiamo ancora tutti gli obiettivi a portata di mano e una finale di Coppa da conquistare. Non sottovaluteremo il FiammaMonza solo perché è dietro di noi in classifica: saranno due partite difficili, da affrontare con rispetto e attenzione. Ma ci faremo trovare pronti”.

Matteo Carraro

Articolo precedenteIn Primo Piano – Stadio nuovo? No, pesce d’aprile! La Pallacanestro Varese parla con RedBird
Articolo successivoL’AI prevede un ribaltone: Cistellum campione. Un playoff e un playout pronti a saltare: intrecci tutti da vivere

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui