Il 2026 del Varese Femminile si aprirà con la fase a gironi di Coppa Italia, competizione che darà modo alle biancorosse di misurare la propria crescita anche fuori dal percorso “ordinario” dell’Eccellenza. Virtus Cantalupo, Real Trezzano e Rhodense sono avversarie che raccontano di un girone equilibrato e stimolante, con la sfida alle orange che si preannuncia decisiva per il passaggio del turno, oltre ad essere particolarmente attesa a livello emotivo visto il precedente di campionato.

All’interno di questo contesto, una delle giocatrici chiamate a fare la differenza è Rebecca Petruzzi. Trequartista classe 2003, tecnica sopra la media e alla terza stagione in biancorosso, Petruzzi ha mostrato nel girone d’andata un rendimento in crescita rispetto agli anni precedenti. Talento che non è mai stato in discussione, ma che ora sta trovando maggiore continuità e maturità. Le manca forse ancora quel pizzico di freddezza sotto porta, ma il percorso intrapreso sembra quello giusto. E, come già accaduto in passato, il girone di ritorno potrebbe essere il suo terreno ideale.

Prima di tutto, però, Petruzzi si concentra sul presente e riprende le parole di mister Faccone: “A parte qualche punticino perso, il bilancio è molto buono. Ci sono partite che ancora fanno male se ci ripenso: la Rhodense, per esempio, con un rigore che non esisteva, ma anche Trezzano e Cavenago, dove abbiamo lasciato per strada punti che oggi ci farebbero comodo”.

Il 2025 si è chiuso con il pareggio contro il FiammaMonza: che partita è stata?
“Non era il risultato che ci aspettavamo. Tutti parlavano di una squadra in crisi, ma il girone d’andata che hanno fatto ha dimostrato il contrario. Su quel campo, poi, abbiamo sempre fatto fatica. C’è anche un po’ di mea culpa: arriviamo spesso in porta, creiamo, ma a volte ci manca la cattiveria per vincere o chiudere le partite”.

A livello personale, come giudichi la tua stagione fin qui?
Mi sento di stare facendo bene. L’inizio è stato un po’ complicato perché in questa stagione ci sono state tante novità, ma col tempo ho capito meglio il mister e la squadra. Ora mi sento più dentro i meccanismi e più consapevole”.

Continua anche la famosa scommessa con tuo padre?
“Assolutamente sì, e sta andando molto bene! L’anno scorso l’ho vinta, quest’anno abbiamo alzato l’asticella: l’obiettivo è quota 15, quelli delle partite perse non contano e quelli decisivi valgono doppio. Per il resto le regole sono le stesse: 20 euro a gol… vediamo come finisce (ride, ndr)”.

Ormai sei una delle veterane: cosa ti sta dando il Varese?
“Tantissimo. Sono arrivata qui dopo uno stop e ho ritrovato la passione che mi mancava, soprattutto grazie al gruppo. L’anno scorso non è stato semplice, eravamo poche e ci sono state situazioni difficili, ma quest’anno lo staff ha lavorato benissimo. Il mister ci piace molto per il modo in cui ci insegna calcio e per la tranquillità che ci trasmette. E poi il gruppo è davvero unito: squadra, staff e dirigenza combattono per noi”.

Quanto conta il lavoro delle figure societarie e tecniche?
“Tantissimo. Luca Manfrin quest’anno si è aperto molto di più, Claudio Vincenzi è onnipresente e ci stimola sempre ad alzare l’asticella. Mi ritrovo molto nelle sue parole su di me: so che mi manca un po’ di freddezza sotto porta, ed è una questione mentale. A volte segno i gol più difficili e sbaglio quelli semplici (ride, ndr). Su Faccone, poi, va detto che dopo Bottarelli, tecnico che ha dato tantissimo ma che era giunto alla fine di un ciclo, serviva un allenatore diverso. Lui mi dà grande serenità e mi trovo molto a mio agio”.

Rispetto allo scorso anno, che squadra è questo Varese?
“Siamo più forti tatticamente e anche mentalmente. Quello che ci manca ancora è la cattiveria sotto porta: sbagliamo troppo. Abbiamo perso qualche punto di troppo, ma questa è una squadra da secondo o terzo posto perché solo contro l’Erbusco abbiamo mollato nel finale. Per il resto, il campionato è molto più competitivo e non esistono partite facili”.

Cosa manca per avvicinarsi al livello dell’Erbusco?
“La tenuta tra primo e secondo tempo: loro sono molto più forti atleticamente. Noi facciamo anche fatica a tirare da fuori e a volte ci intestardiamo nel cercare soluzioni complicate”.

Che girone di ritorno ti auguri?
“Il terzo posto dobbiamo prenderlo per forza, poi vediamo. Se recuperiamo qualche punto perso all’andata possiamo puntare anche ai 60 punti. Le partite che aspetto di più? Sicuramente quella con la Rhodense, ma anche la Doverese: lì c’è tanta amarezza per non aver vinto”.

Come avete vissuto la sosta e che aspettative avete sulla Coppa Italia?
“Praticamente non ci siamo mai fermate, ci siamo allenate con grande costanza. Società e mister ci hanno chiesto di fare bene in Coppa e vogliamo farlo. Quest’anno, rispetto al passato, possiamo giocarci davvero la qualificazione. Le avversarie sono alla portata e vogliamo andare oltre. Poi, chissà: in partita secca anche l’Erbusco può essere battibile… dipende da tanti fattori, in primis il campo, perché ad esempio l’anno scorso da loro abbiamo perso 9-3 e al ritorno da noi pareggiato 3-3. Di sicuro daremo il massimo”.

Matteo Carraro

COPPA ITALIA – GIRONE B

CALENDARIO
Domenica 11 gennaio

Virtus Cantalupo – Varese
Real Trezzano – Rhodense
Domenica 18 gennaio
Rhodense – Virtus Cantalupo
Varese – Real Trezzano
Domenica 25 gennaio
Rhodense – Varese
Virtus Cantalupo – Real Trezzano

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