
Il Varese non incanta, ma cresce. E soprattutto, adesso, sa dove mettere le mani quando la partita si sporca. L’1-0 contro il Saluzzo riflette l’immagine di una squadra consapevole di avere un ristrettissimo margine d’errore, capace di restare dentro la partita, colpire quando serve e tenere botta fino al triplice fischio; aspetti che, a questo punto della stagione, servono più di qualsiasi altra cosa. La vittoria di domenica è stata imprescindibile per difendere le ambizioni playoff dei biancorossi (che si confermano al quinto posto a +1 sul Chisola e a -1 dal Sestri Levante), ma è coincisa soprattutto con un balzo in avanti a livello mentale. L’efficacia, molto spesso, paga più della brillantezza.
Il filo conduttore è sempre lo stesso: compattezza. Le assenze, gli acciacchi, la fatica accumulata non sono più un alibi, ma quasi un collante. Lo si vede nelle scelte, negli atteggiamenti, nella disponibilità di un gruppo che continua a rispondere presente anche quando le rotazioni si accorciano. L’episodio che decide la gara, lo strappo di Sovogui e la zampata di Marangon, è solo la punta dell’iceberg di un lavoro collettivo che, per intensità e sacrificio, sta diventando riconoscibile (e forse lo è sempre stato).
Con questo spirito, la trasferta di Lavagna assume connotati ben diversi da quelli ipotizzabili solo qualche giornata fa. Sulla carta è una partita che sembrerebbe aver poco da dire: i bianconeri sono già retrocessi e il Varese deve obbligatoriamente vincere per blindare i playoff. Ma è qui che subentra la componente mentale, quella più delicata, che i biancorossi dovranno dimostrare di poter attuare ancora una volta. Il Varese ha il destino nelle proprie mani: può difendere il quinto posto, può assaltare la quarta posizione, ma può anche complicarsi la vita. Contro il Derthona è stato decisivo l’approccio (l’1-0 di Tentoni è arrivato subito), contro il Saluzzo ha vinto la pazienza; domenica servirà la lucidità. Non servono calcoli perché il rischio più grande è sentirsi arrivati. Ancora una volta Ciceri dovrà fare i conti con una squadra non al meglio e un avversario che non ha nulla da dimostrare, che però scenderà in campo con l’orgoglio di chi non vuole lasciare la categoria con l’ennesima sconfitta; il Varese, comunque, è pronto perché ha già dimostrato di sapersi accendere quando conta davvero.
Lo sguardo alla classifica è d’obbligo perché i risultati incrociati dagli altri campi potrebbero influire al pari di una vittoria nel posizionamento finale: sia Sestri Levante che Chisola hanno le possibilità di vincere le rispettive sfide (in casa contro la Sanremese e in trasferta sul campo della Valenzana Mado, due squadre tranquille e senza obiettivi di classifica), ma entrambe non stanno certo vivendo il proprio miglior momento stagionale. Va da sé che ogni scenario sia ancora aperto (al vaglio una trasferta a Genova contro il Ligorna o a Biella), ma tutto passerà dai prossimi 90′: dopo due 1-0 consecutivi, vincere domenica a Lavagna rappresenterebbe la chiusura di un cerchio portando ai playoff un Varese più concreto che spettacolare. Non necessariamente un male; anzi, tutt’altro.
A referto
Ridotte le squalifiche a Verdini (già in panchina contro il Saluzzo) e Abaterusso (che tornerà proprio a Lavagna); tutti arruolabili per mister Ciceri, con il Giudice Sportivo che si è limitato a notificare le ammonizioni di Bruzzone, Agnelli e Costante. Nessuno squalificato anche sul fronte ligure.
NOTIFICHE BIANCOROSSE
– In diffida (quattro ammonizioni): Palesi
– Otto ammonizioni: Malinverno
– Sette ammonizioni: Guerini
– Sei ammonizioni: Bruzzone
– Cinque ammonizioni: Bertoni, De Ponti
– SQUALIFICA PER UNA GARA (cinque ammonizioni): /
– In diffida (quattro ammonizioni): Marangon, Tentoni
– Tre ammonizioni: Agnelli, Romero
– Due ammonizioni: Berbenni, Costante, Sovogui, Qeros, Ciceri (allenatore)
– Una ammonizione: Barzotti, Bianchi, Bugli, Cogliati, Fabris, Taina
Matteo Carraro

























