L’investimento nella conoscenza crea l’ambiente ideale per il progresso, plasmando il futuro delle comunità e dei giovani talenti”. Questa frase risalta tra le mura della Smartt Valley, un luogo dove Radio Liuc ha avuto l’occasione di seguire Marco Colombo, imprenditore, sindaco di Daverio e mente della Smartt Valley in un tour che è molto più di una visita: si tratta di attraversare il futuro mentre ancora si sta costruendo.

Marco Colombo ci viene incontro con passo sicuro e un sorriso semplice, portando dietro di sé l’energia di chi crede con tutto se stesso in ciò che fa. Nei suoi occhi si leggono passione e gioia, ma anche quella punta di orgoglio di chi cede prendere forma qualcosa che all’inizio era solo un progetto, un sogno. Camminando a fianco a lui apriamo porte che rivelano il profumo di materiali nuovi, angoli di lavoro dove si intravede già il futuro e sale che riecheggiano di possibilità. Ogni gesto e ogni parola sembrano trasformarsi in un invito a immaginare, costruire e investire nella conoscenza, come se ogni metro quadrato della Smartt Valley fosse un capitolo di un racconto ancora tutto da scrivere.

Alla domanda “Cosa l’ha spinta a entrare in politica?”, il sindaco non esita neanche un istante. La risposta gli esce naturale, quasi fosse lì da sempre, pronta: la volontà di restituire qualcosa alla sua comunità. Non si parla di un’idea astratta, ma di un desiderio nato dalle cose semplici: i rapporti quotidiani, le esigenze concrete delle persone e la voglia di mettersi in gioco. Ascoltandolo, si percepisce la convinzione che la politica, quando è vissuta con autenticità, può essere anche un gesto di cura.

Dopo 4 anni di mandato, il progetto che lo rende più orgoglioso ha un nome preciso e un orizzonte che va ben oltre i confini comunali; la Smartt Valley. Nel momento in cui inizia a parlare gli si illuminano gli occhi tramite i quali si vede una finestra che si spalanca sul futuro. La descrive come un luogo in cui innovazione, imprese, ricerca e comunità si intrecciano inevitabilmente. Qui la tecnologia e la tradizione non si scontrano, ma dialogano e si amplificano. Non è un polo, ma un posto capace di generare opportunità reali. La sua spiegazione è semplice e diretta, ma la visione che incarna è ambiziosa: la Smartt Valley come motore di sviluppo, un laboratorio pronto a ridare energia al proprio territorio. Un’idea che parte da Daverio, ma che guarda lontano, con la fiducia di chi da che i cambiamenti più grandi spesso iniziano da luoghi piccoli e da persone che credono profondamente nel loro valore.

Quando il discorso scivola sui giovani, la voce del sindaco cambia: si fa più intensa. Opportunità di lavoro, spazi dove sperimentare, una rete di imprese e istituzioni pronta a sostenere chi ha idee nuove: è questo, secondo lui, il vero motore capace di trattenere i talenti e farne nascere di nuovi. A un certo punto, la domanda arriva spontanea: “C’è davvero spazio per chi vuole fare impresa?“. La sicurezza con cui Colombo risponde nasce dall’esperienza di chi ha visto crescere progetti concreti. La Smartt Valley infatti, si propone come un luogo pensato per favorire la nascita e la crescita di nuove iniziative imprenditoriali, offrendo spazi, competenze e opportunità di collaborazione tra giovani, imprese e realtà del territorio.

L’intervista prosegue e, quasi inevitabilmente, ritorna un titolo che spesso accompagna il nome di Combo: il Sindaco del Made in Italy. Per lui non è solo un’etichetta, ma una responsabilità profonda. Gli scorre nelle vene grazie alla storia della sua famiglia: il salumificio che porta avanti ha più di un secolo e, nella sua voce, si percepisce tutto il peso dolce di questa eredità. “Tradizione e innovazione convivono afferma l’imprenditore, ma non si deve avere paura di sperimentare e di sbagliare”.

Da qui si apre una riflessione che si allarga, che tocca temi più grandi: la cucina italiana che diventa patrimonio UNESCO, il valore delle imprese agroalimentari della nostra provincia e l’importanza dell’internazionalizzazione. Colombo vede nelle radici la spinta per andare lontano. Essere imprenditori, soprattutto in questo ambiente, non è solo economia, ma vuol dire raccontare una storia, portare nel mondo un frammento del proprio territorio. Per Colombo la storia può anzi, deve diventare motore del futuro. La tradizione non è un freno, ma un punto di partenza. Ogni innovazione ha senso solo se sa riconoscere da dove arriva. In chiusura, un pensiero dedicato agli studenti che ascolteranno l’intervista nei corridoi dell’università, con le cuffie nelle orecchie, i libri tra le mani e la mente piena di sogni e cose da imparare: “Credete nel Made in Italy, ma con lo sguardo aperto sul Mondo. Studiate, viaggiate e tornate. E poi innovate, sempre, perdendo la paura di sbagliare e ricominciare”.

Quando i microfoni si spengono, rimane una sensazione precisa, quasi tangibile: la percezione di aver ascoltato un uomo che non parla di futuro per retorica, ma perché ci crede davvero. Forse è proprio questa autenticità, così rara e necessaria, a rendere speciale un momento e a lasciare un mix di emozioni indescrivibili già respirate durante il tour.

Francesca Meoni

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