Non c’è due senza tre: e così, anche quest’anno, la Solbiatese inaugurerà il mese di gennaio su un palcoscenico delle grandi occasioni, quello dello stadio “Ferruccio” di Seregno, teatro della finale regionale di Coppa Italia. L’appuntamento è fissato a domani (martedì 6 gennaio), con calcio d’inizio alle ore 16:00, contro la formazione bergamasca del Lemine Almenno.

Era il 7 gennaio 2024 quando i nerazzurri superavano per 9-8 il Ciliverghe dopo i calci di rigore, alzando al cielo un trofeo che li catapultò nella fase nazionale della competizione. Ed era il 5 gennaio 2025 quando il Rovato Vertovese si imponeva per 4-0, impedendo una doppietta che sarebbe entrata nella storia. Ora, una terza occasione tra le mani, da giocarsi su novanta minuti, o centoventi più eventualmente i penalty.

Nell’arena di gladiatori, troveremo, con il numero 5 stampato sulla schiena, Neculai Cocuz, al suo secondo anno a Solbiate Arno dopo la doppia promozione in Eccellenza e Serie D con la maglia della Nuova Sondrio. Di origini rumene ma cresciuto calcisticamente in Spagna, il centrocampista classe 1997 è l’asse portante della mediana nerazzurra, di cui stringe saldamente le redini con il suo distintivo mix di qualità, eleganza e una spiccata visione periferica. Passato ai microfoni della nostra redazione nei giorni di preparazione al big match, el niño del barrio ha condiviso con noi speranze e propositi per questo nuovo anno, che per la sua squadra potrebbe riservare sin da subito forti emozioni.

Questa sarà la tua seconda finale in dodici mesi. Per te e per i compagni con cui hai condiviso anche la passata stagione, potrebbe essere un’occasione di riscatto?
“Quella sconfitta ci aveva lasciato tanto amaro in bocca, ma sinceramente non ci pensiamo più di tanto. Il passato è passato, quindi da quel punto di vista non sentiamo alcun tipo di pressione. Ora abbiamo tra le mani una nuova opportunità per fare bene e l’unico nostro pensiero è di vincere questa partita”.

Il pubblico, in queste occasioni, è sempre numeroso. Che effetto fa giocare in uno stadio gremito?
“Più gente verrà e meglio sarà per noi. Anche l’anno scorso lo stadio era pieno e giocare queste partite è sempre molto bello. La nostra è una squadra matura, dove quasi tutti i giocatori sono abituati a situazioni di questo tipo, quindi non vediamo l’ora”.

L’obiettivo della società è molto chiaro. Tra campionato e Coppa, quale pensi che sia la strada più fattibile?
“Di facile non ci sarà nulla, perché per arrivare fino in fondo il margine di errore dovrà essere minimo. Da parte nostra, proveremo a fare bene su entrambi i fronti; poi, quando arriveremo a fine stagione, vedremo cosa saremo riusciti a ottenere. Penso che la Coppa, forse, sia un po’ più complicata, perché basta sbagliare anche solo una partita per rimanere fuori. In campionato, invece, c’è l’Arconatese che sta facendo qualcosa di straordinario e ha già tanti punti di vantaggio. Andremo avanti per la nostra strada, con l’idea di giocarci almeno i playoff o chissà… Per il primo posto non è finita e noi ci crediamo ancora”.

Per riuscirci, di cosa avrete bisogno?
“Penso che dovremo fare tutti qualcosa in più, perché in questa prima metà di campionato abbiamo perso tanti punti per disattenzioni su palle inattive o in altre situazioni in cui avremmo potuto fare meglio. Ci stiamo lavorando e secondo me il segreto sarà proprio la concentrazione e la voglia di vincere le partite”.

Cosa ti ha lasciato il 2025 e cosa ti auguri, personalmente e collettivamente, per il 2026?
“Il 2025 è stato un anno in cui ho vissuto tanti bei momenti insieme ai miei compagni, ma che ci ha anche lasciato qualche sconfitta. Nel 2026, a livello personale, spero, un po’ come tutti, che non manchino salute, pace e felicità. A livello professionale, mi auguro che sia un anno ricco di successi, a cominciare proprio dal 6 gennaio; mentre a medio e lungo termine, spero di coronare l’obiettivo della società e conquistare la Serie D”.

A questo proposito, che impressioni hai avuto alla ripresa degli allenamenti?
“Le sensazioni sono positive. Dopo questi giorni di vacanza, siamo tornati al campo con la testa libera e il pieno di energie per affrontare al meglio i prossimi impegni. In generale, in tutto l’ambiente si percepisce tanto entusiasmo per questa finale, quindi sarebbe ancora più bello vincere per tutte le persone che ci sostengono”.

Il percorso della Solbiatese

Nelle gare da dentro o fuori, i nerazzurri non solo non hanno mai sbagliato un colpo, ma non hanno neanche corso particolari rischi. Conquistati 9 punti su 9 nel girone tutto varesotto di qualificazione, hanno poi espugnato Tribiano agli ottavi, piegato per 3-0 l’Arconatese ai quarti di scena al “Chinetti” e superato 3-1 la Caronnese nella semifinale disputata sul campo neutro del Meda. Ora, per gli uomini di mister Grieco, si fa sempre più vicina la possibilità non solo di mettere un trofeo in bacheca, ma anche di dare il là a un cammino che, tappa dopo tappa, potrebbe schiudere le porte della Serie D.

Uno sguardo al Lemine Almenno

Una stagione sicuramente particolare quella dei gialloblù, che nelle sei gare di Coppa Italia disputate finora non hanno fatto sconti a nessuno. Dopo il primo posto nel girone a tre con Ponte SP Mapello e Cisanese, hanno eliminato Caravaggio, Juvenes Pradalunghese e Carpenedolo, vincendo sia gli ottavi che la semifinale dal dischetto. Meno brillante, invece, il percorso in campionato, chiuso a dicembre 2025 in tredicesima posizione con un bottino di 18 punti frutto di 4 vittorie e 6 pareggi. Attenzione, però, all’effetto sorpresa di una squadra che, contro le big, sembra avere una marcia in più, come confermano i sei punti messi a segno contro Tritium e Seregno, rispettivamente al secondo e sesto posto del Girone B.

Silvia Alabardi

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