La vittoria di Vinovo non è stata solo una liberazione emotiva né esclusivamente una partita da ricordare per il suo epilogo rocambolesco. È stata, soprattutto, una risposta. Una risposta a settimane di riflessioni, recriminazioni e sensazioni contrastanti che accompagnano il percorso del Varese dall’inizio della stagione. Il 4-3 sul campo del Chisola ha messo in vetrina tutto ciò che questa squadra può essere quando riesce a restare dentro la partita, anche quando la partita sembra volerla respingere più volte.

Il punto, però, è proprio questo: Vinovo non cancella ciò che è stato prima, ma lo rende ancora più evidente. Perché vedere il Varese vincere una battaglia di quel livello, su un campo difficile e contro una diretta concorrente, riapre inevitabilmente il capitolo dei punti persi per strada. Un capitolo che pesa e che spiega perché oggi il campionato, nei fatti, sembri aver imboccato la direzione esclusiva di una corsa a due tra Ligorna e Vado. Il -10 dalla vetta non è un dettaglio, ma restituisce quello che è il livello del Varese paventato da inizio stagione: questa squadra, ad oggi, non può che oscillare fra il terzo e il quinto posto.

Ecco perché il prossimo appuntamento contro il Sestri Levante (domenica 18 gennaio alle ore 15.00) pesa forse ancora di più della scorsa domenica. I liguri arrivano al Franco Ossola nel loro miglior momento stagionale: quattro vittorie consecutive, numeri importanti, una macchina da gol (35) supportata da una delle difese più solide del girone (17, di cui ben cinque subiti nello sfortunatissimo esordio stagionale contro il Saluzzo). Una squadra in piena fiducia che ha trasformato continuità e concretezza nei suoi principali punti di forza. Il Varese, dal canto suo, ha aperto una serie positiva di otto gare, ma senza riuscire a capitalizzare appieno per via dell’alternanza tra vittorie e pareggi (dato rilevato anche dall’equilibrio tra i 26 gol fatti e i 25 subiti). Sulla carta, i numeri sorridono al Sestri. Sul campo, però, le statistiche rischiano di contare poco. Lo ha dimostrato l’andata, lo ha ribadito Vinovo. La vera discriminante sarà ancora una volta l’atteggiamento: la capacità del Varese di confermare quel cambio di passo mentale che da qualche settimana sembra finalmente consolidato. La sfida del Franco Ossola diventa così un crocevia: non per riaprire il campionato, forse, ma per capire se questa squadra può confermarsi definitivamente in quella zona alta che rispecchia il suo reale valore.

Tornando alla scorsa domenica, però, il successo di Vinovo assume un valore che va oltre la classifica. È una vittoria che racconta una crescita mentale evidente: il Varese cade, si rialza, soffre, cambia pelle, ma non smarrisce mai del tutto la propria identità. Le scelte di Ciceri, anche quelle più coraggiose (che in caso di risultato negativo sarebbero state ferocemente criticato), vanno lette proprio in questa chiave: una squadra che sta ampliando il proprio ventaglio di soluzioni e che, soprattutto, comincia a fidarsi davvero di sé stessa. Vinovo ha dato una risposta forte. Ora serve continuità. Perché crescere significa anche dimostrare, la domenica dopo, di aver capito davvero la lezione. Sia negativa che positiva.

A referto

Nulla di particolare da segnalare fronte Giudice Sportivo. Per il Varese entra in diffida Guerini, che si unisce così a Bertoni e Malinverno; resta a quota tre Romero, mentre a due salgono De Ponti e Sovogui che si uniscono a capitan Bruzzone, Marangon e Tentoni. Quota uno per Barzotti, Berbenni, Bugli, Qeros e mister Ciceri, cui si aggiunge il 2008 Bianchi. Tutti arruolabili anche tra le file del Sestri Levante.

Up&down: la fotografia del campionato

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1. Ligorna (44) – Due partite, cinque gol: è tornato il Vuthaj di Novara? In tal caso… si salvi chi può (=)
2. Vado (44) – Il Vado torna a vincere, ma non a convincere. E l’Asti, sotto 3-0 al 52′, ha cullato il colpaccio pareggio (=)
3. Sestri Levante (36) – Dopo il blitz di Saluzzo, altra prova di forza strepitosa: 4-0 al Derthona e sguardo fisso su Varese (UP)
4. Varese (34) – Vittoria di pura follia sul Chisola, ma con grande merito, che vale l’attuale quarto posto. E con il Sestri Levante c’è in palio il podio (UP)
5. Chisola (34) – Due sconfitte di fila a inizio 2026: il Chisola aveva abituato a ben altro (DOWN)
6. Saluzzo (29) – Anche il Saluzzo si è inceppato: l’Imperia ringrazia (=)
7. Biellese (29) – Colpo in esterna a Valenza che vale l’aggancio al sesto posto (UP)
8. Derthona (26) – Maledizione casalinga spezzata, ma un 4-0 a Sestri Levante potrebbe aver aperto la maledizione in trasferta (DOWN)
9. Imperia (25) – Non si può più parlare di sorpresa: questa è una squadra vera e la vittoria sul Saluzzo lo dimostra (UP)
10. Valenzana Mado (23) – I rossoblù ci sono, ma la Biellese è un gradino sopra (DOWN)
11. Gozzano (21) – Vittoria che serviva come il pane. Certo, la NovaRomentin sembra spacciata e i veri test arriveranno ora (UP)
12. Cairese (21) – 6 punti per iniziare il 2026 con il profumo di salvezza: la Cairese ha ingranato (UP)
13. Sanremese (19) – Dopo l’impresa sul Vado, lotta ad armi pari con il Ligorna. Ma i rossoblù hanno Vuthaj. Questa Sanremese, comunque, non dovrebbe aver problemi a salvarsi (DOWN)
14. Club Milano (19) – La vittoria che serviva: il 2-1 sul Celle Varazze vale oro (UP)
15. Lavagnese (19) – Prosegue l’incubo: il silenzio stampa vale più di mille parole (DOWN)
16. Celle Varazze (18) – Due ko consecutivi, la classifica inizia a scricchiolare (DOWN)
17. Asti (17) – Quella col Vado non era la partita da vincere. I segnali sono comunque arrivati, ora bisogna farli fruttare (DOWN)
18. NovaRomentin (12)* – Il gap dalla zona salvezza inizia ad allargarsi (=)
*= -1 di penalizzazione

Matteo Carraro

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