
Cara Pallacanestro Varese, dove saresti se giocassi sempre così? Porsi questa domanda è d’obbligo dopo la straordinario successo dei biancorossi sulla Bertram Tortona per 97-87 di ieri sera, che fa seguito, però, alla clamorosa debcale di una settimana fa contro Napoli.
Due facce di una stessa medaglia, quella biancorossa, che fino ad oggi ha contrassegnato gran parte del cammino di questa squadra, capace di grandi imprese così come di naufragi pesanti ed inaspettati. Fortunatamente, però, le prime stanno diventando più delle seconde, con un ruolino di marcia che vede i ragazzi di coach Kastritis sempre più proiettati verso il sogno, che è diventato settimana dopo settimana obiettivo, playoff.
Viene da chiedersi dove sarebbe questa squadra se riuscisse sempre ad esprimere quella fame, quella voglia, quella cattiveria agonistica, quell’applicazione tattica, quella precisione tecnica e quel furore agonistico che ha espresso nella serata trionfale di ieri a Masnago, con un palazzetto caldissimo che è sembrato già in clima post season.
Una Varese che ha fatto quello che doveva per tutti i 40′, che ha tenuto un ritmo sempre elevato portando allo sfinimento Tortona, che così facendo ne ha contrastato la fisicità e colmato un gap oggettivamente esistente sia a livello di struttura che di qualità nei singoli. Ma il collettivo, ormai l’abbiamo imparato, conta più della sola prestazione che poi, chiaro, rimane comunque determinante: perché vinci così se Iroegbu si mette il vestito buono da Magic Ike; se Assui riesce a fornire una prestazione da mostrare a tutti i settori giovanili in una lezione universitaria alla voce: come si difende sul più forte giocatore avversario (in tal caso Vital, ndr); se Renfro acquisisce il dono dell’ubiquità in campo; se Librizzi torna a scaldare il popolo di Masnago con le sue giocate. Insomma, vinci così se ognuno fa la sua parte e tutti fanno entrano in campo con il giusto atteggiamento, con gli occhi della tigre di chi ha voglia e fame di andare a prendersi un traguardo che manca da 8 anni in casa Pallacanestro Varese.
Continua a venire da chiedersi dove sarebbe questa squadra se giocasse sempre così e probabilmente questa risposta non ce l’avremo mai, a meno che la pazzia mostrata finora in stagione non si trasformi in follia positiva, in grado di andare a scrivere un capitolo indimenticabile in questo finale di stagione, che passa da serate come quella di ieri e soprattutto come quella di sabato prossimo a Trieste, quando ci sarà da confermare la fame, la voglia, il carattere, la prestazione messe in campo contro Tortona, per iniziare a dare sempre più i contorni ad una risposta che altrimenti rimarrebbe inconclusa, anche se in parte già tutti lo sappiamo dove sarebbe questa Pallacanestro Varese se giocasse sempre così…
Alessandro Burin























