
Quello tra Samarate e Cistellum sarà un duello all’ultimo sangue: un punto divide le due corazzate che stanno dominando il Girone Z di Seconda Categoria e, con tre giornate ancora da giocare, tutto può succedere, soprattutto considerando i sorpassi e i contro-sorpassi delle ultime settimane. In ordine di tempo, è proprio il Cistellum a masticare amaro.
Il ko contro il Calcio Olgiate di due settimane fa ha permesso agli avversari di riprendersi la vetta, difesa grazie all’1-0 sul Torino Club della scorsa domenica. Giornata che è coincisa anche con il ritorno alla vittoria dei biancoviola: nel 2-0 sull’Arsaghese non è andato in gol Mattia Geron, ma il centravanti classe ’96 ha dato un più che discreto contributo alla causa con 18 reti che gli valgono il titolo di capocannoniere del campionato.
“Domenica abbiamo dimostrato che questa squadra sta bene – spiega il bomber –, lavoriamo per vincere e non vogliamo cedere di un centimetro: lotteremo fino all’ultimo secondo per provare a portarci a casa il campionato”.
Tre partite alla fine: come si vive questo duello?
“Ti tiene sempre sul pezzo, inevitabilmente. Ci pensi a ogni allenamento e a ogni partita, però cerchiamo di non guardare troppo gli altri. L’idea è quella di restare concentrati su di noi e giocare il più possibile con la testa libera. È bello vivere un finale così, anche se chiuderla prima sarebbe stato meglio”.

È anche difficile fare il “giochino” delle tabelle: sulla carta il Samarate sembrerebbe avere un calendario più facile…
“Sulla carta sì, ma poi il campo è tutta un’altra cosa. In questo campionato chiunque può fare punti con chiunque e anche perdere contro ovunque. Noi guardiamo alle nostre partite, sappiamo cosa dobbiamo fare: pensiamo a fare il nostro e poi vediamo dove arriviamo. Azalee Gallarate? Domenica prossima affronteremo un avversario in forma che è risalito e che vuole prendersi la salvezza ma, come ho detto, dobbiamo pensare a noi: bisogna solo fare punti, a prescindere da chi incontriamo”.
Chiaro che le aspettative su di voi fossero davvero alte: come giudichi la vostra stagione?
“È sicuramente una stagione positiva. Siamo uno spogliatoio molto unito, prima ancora che una squadra siamo un gruppo di amici che sta bene insieme. Non abbiamo mai mollato un centimetro, anche nei momenti difficili. Gli incidenti di percorso ci stanno, ma siamo sempre riusciti a reagire e a rialzarci”.

L’ultimo incidente di percorso è stato il ko contro l’Olgiate: come te lo spieghi?
“Peccato soprattutto per l’approccio: abbiamo preso gol dopo tre minuti e la sfida si è messa subito in salita. Poi abbiamo fatto la nostra gara, senza creare tantissimo, ma comunque giocando. Diciamo che l’inizio ha condizionato tutto. Cose del genere non devono più succedere”.
Come avete, invece, recepito il cambio in panchina?
“Mister Amato ha portato una ventata nuova soprattutto dal punto di vista caratteriale. Ha insistito tanto sulla testa, sul non mollare mai, e questo ci sta aiutando. È giovane ma sa di calcio, ha giocato e si vede. Il gruppo ha recepito molto bene la scelta della società e tutti si sono messi a disposizione per lavorare al meglio”.
Domanda diretta: se non doveste vincere il campionato sarebbe un fallimento?
“È una domanda difficile. Noi vogliamo vincere il campionato, senza dubbio. Se non dovesse succedere, è chiaro che significherebbe aver sbagliato qualcosa, perché le possibilità per arrivare fino in fondo le abbiamo. Però adesso pensiamo solo a fare il massimo e giocarci tutto fino alla fine. Playoff? Non ci voglio pensare: focus totale solo sulle prossime tre, poi vedremo dove siamo”.
Ti aspettavi un campionato così livellato?
“Onestamente no, anche perché tante squadre non le conoscevo, le avevo solo sentite nominare. Però speravo in un campionato competitivo e così è stato: ogni settimana devi stare sul pezzo, non puoi permetterti cali. Ed è proprio questo a infiammare anche il finale”.
A livello personale il bilancio non può che essere positivo, dico bene?
“Sì, è una bella stagione, che può diventare ancora più bella perché alla fine conta dove arriva la squadra. Io sto bene e sono contento, ma quei gol sono soprattutto merito dei miei compagni: senza di loro non sarei qui a parlarne”.
Matteo Carraro






























