
Dopo un digiuno di vittorie durato per quattro giornate, domenica scorsa il Legnano è tornato ai tre punti superando per 1-0 la Lentatese. Ora in quarta posizione a -6 dalla terza Caronnese, i ragazzi di mister Porro hanno a disposizione 270 minuti per tentare di chiudere la stagione nel migliore dei modi e confermare definitivamente il loro posto negli ambiti playoff.
Come braccetto di destra in quella che si è dimostrata tra le migliori retroguardie del girone, troviamo l’esperto Marco Bianchi. Di ritorno al “Mari” quest’estate, dopo una lunga permanenza durata quasi ininterrottamente dal 2014 al 2019 e poi proseguita nella stagione 2023/24, il classe 1996 ha già collezionato ben 127 presenze con i Lilla e, in totale, nell’arco della sua carriera, quasi 200 solo in Serie D, campionato disputato anche con le maglie di Arconatese e Fanfulla. Ora, con già tre promozioni nella sua vetrina personale, il sogno di ripetersi è più che legittimo: per lui, insieme al resto della truppa, si prospetta uno sprint finale ad alta tensione e intensità.
Domenica siete tornati alla vittoria nei minuti finali, riconfermandovi a tutti gli effetti tra le prime della classe. Come l’avete vissuta?
“È stata una partita sofferta, proprio perché era da qualche settimana che non riuscivamo a portare a casa i tre punti, e vincere è stata una soddisfazione doppia, sia per quello che abbiamo fatto sia per come l’abbiamo fatto. Giocavamo contro un avversario molto compatto e la partita aveva preso una piega complicata; trovare spazi per entrare in area non era per niente facile e, quando ci siamo riusciti, il loro portiere ha fatto delle ottime parate. Trovare il gol a dieci minuti dal termine è stato come una liberazione; penso che abbiamo meritato la vittoria e sono molto contento di questa prova della squadra”.
Fino a quel momento marzo aveva fruttato solo tre punti, dati dalle X con Besnatese, Magenta e Rhodense. Guardando la classifica, avete qualche rimpianto?
“Penso che in certe partite di quest’ultimo mese avremmo potuto fare di più. Sicuramente contro il Magenta e la Besnatese sarebbero potuti arrivare i tre punti; il pareggio contro la Rhodense, invece, è stato il risultato giusto di una partita equilibrata”.
Appena dietro a Solbiatese e Caronnese, siete la squadra che ha subito di meno (con una media di meno di un gol a partita). Pensi che sia questa robustezza il vostro tratto distintivo?
“Sì, penso che sia uno dei nostri punti di forza. Dietro abbiamo giocatori importanti che si applicano molto e curano ogni dettaglio anche in allenamento. È un reparto in cui in realtà siamo stati anche sfortunati, visto che a inizio stagione avevamo perso sia Casagrande che Sandrini, entrambi per un infortunio al crociato. Con Graziano, il capitano Noia e il giovane Shehaj stiamo facendo un buon lavoro e sono molto soddisfatto dei miei compagni. C’è anche da dire che il mister è estremamente meticoloso per quanto riguarda la fase difensiva e anche questo ci ha aiutato a fare la differenza: non è un caso, quindi, se abbiamo subito poco e siamo la seconda miglior difesa del campionato”.
Mariano, Sedriano e Vergiatese: queste le tre squadre con cui si chiuderà la vostra stagione. All’andata, tra l’altro, erano arrivati 9 punti: sarà fattibile (e fondamentale) ripetervi?
“Per scaramanzia è meglio non dire niente (ride, ndr). Pensando di domenica in domenica e scendendo in campo con serenità, all’andata i risultati erano arrivati e avevamo fatto un ottimo finale di girone. È la stessa mentalità che dovremo adottare ora, senza fare troppi calcoli. Ci concentreremo prima di tutto sul Mariano, poi sul Sedriano e infine sulla Vergiatese, perché proiettarsi troppo lontano non porta a niente e bisogna vivere ogni partita nel momento in cui si gioca”.
Un po’ più in alto di voi c’è la tua ex squadra Arconatese, con cui hai vissuto sei stagioni coronate da 13 gol. Che ricordi serbi di quel periodo? Non potendo puntare al primo posto, ti fa piacere che ci siano loro?
“Ad Arconate ho vinto un campionato di Eccellenza e sono stato capitano per due anni in Serie D, quindi è una società e una piazza a cui sono molto legato. Ci eravamo lasciati in modo sereno e ho mantenuto un ottimo rapporto con tutti, dal direttore sportivo a mister Livieri e al presidente Mantovani. Stanno disputando una stagione di alto livello e questo titolo potrebbero contenderselo solo con la Solbiatese. Ovviamente in questo momento sto tifando anche per loro”.
Ancor più profondo e duraturo è il tuo legame con i Lilla, che sono stati anche la tua prima “Prima Squadra”. Cos’ha significato per te tornare a indossare questa maglia?
“Essendo della zona, per me Legnano è come una seconda casa e tornarci è sempre bello. Sin dall’inizio ho instaurato un bellissimo rapporto con tutti, e non mi riferisco solo ai dirigenti che ho avuto nel corso degli anni ma anche a tutte le persone che circondano il mondo lilla, compresi i nostri tifosi, talmente attaccati alla squadra da riuscire a farci sentire a casa anche in trasferta. Come dico sempre, sono il nostro dodicesimo uomo in campo e la nostra arma in più da sfruttare in ogni partita. Legnano è anche una delle pochissime società in Eccellenza con una storia importante e uno stadio vero e proprio: giocare qui è qualcosa di speciale”.
Qual è, ad oggi, il tuo bilancio personale e collettivo della stagione? Arrivati fin qui, l’ambizione è difficile da tenere a bada…
“Partendo dal bilancio personale, ho avuto sicuramente un po’ di sfortuna perché in estate ho dovuto fare una pulizia al ginocchio e non appena sono rientrato mi sono rotto il quinto metacarpo della mano e sono dovuto stare fermo per due mesi e mezzo. È stato uno stop abbastanza pesante, perché a parte una lesione al crociato quando avevo diciott’anni, prima d’ora non mi ero mai infortunato e non avevo mai saltato una partita. Sono stato molto contento di rientrare e ora l’unica cosa che posso sperare per me è di non farmi male di nuovo. Riguardo alla squadra, a parte qualche punto lasciato per strada, secondo me abbiamo disputato una buona stagione che potrebbe diventare ottima con queste ultime tre partite e semplicemente perfetta se dovessimo vincere i playoff. Tutti noi crediamo nell’obiettivo finale e daremo l’anima per centrarlo”.
Silvia Alabardi





























