
Riceviamo e pubblichiamo. A seguito dell’articolo dedicato al caso Safeguarding che ha coinvolto la Ternatese (e la Valcuviana, per una questione ovviamente estranea alle vicende rossoblù), e della relativa lettera aperta diffusa dalla società, la nostra Redazione ha ricevuto la replica da parte del diretto interessato chiamato in causa.
L’ex allenatore della Ternatese si è presentato personalmente in Redazione per consegnare il proprio scritto (nel rispetto del diritto di replica, e su esplicita richiesta dell’autore, il testo viene pubblicato integralmente in basso) accompagnandolo con alcune dichiarazioni volte a chiarire la propria posizione in merito alla vicenda.
“Sono nel calcio da quando avevo sei anni e mi trovo oggi nell’impossibilità di allenare – spiega –. Non sono iscritto al settore tecnico, è vero, e questa cosa era ben nota alla Ternatese al momento dell’accordo, ma come me ce ne sono molti altri: se viene sanzionato solo il sottoscritto, ritengo ci sia un accanimento evidente. Mi sono ritrovato accusato di fatti totalmente e gravemente falsi che respingo fermamente e questo mi ha portato a reagire con forza”.
L’ex tecnico rossoblù entra poi nel merito della vicenda disciplinare: “La società ha parlato di sanzioni subite, ma quelle conseguenze derivano da un procedimento che, a mio avviso, nasce da presupposti non corretti. Il presidente è stato inibito e la società sanzionata dopo essersi di fatto autodenunciata segnalando la mia posizione. Fatico a comprendere la logica di quanto accaduto, così come non capisco perché le loro sanzioni siano state diminuite e, invece, la mia squalifica raddoppiata da uno a due anni”.
Il diretto interessato allarga quindi il discorso al sistema: “Mi piacerebbe capire perché, in contesti simili, ci siano tanti allenatori non iscritti al settore tecnico e perché il provvedimento sia ricaduto solo su di me. Questa vicenda mi lascia solo rabbia, sdegno e delusione: non capisco perché ci debba essere questa incompetenza e cattiveria, soprattutto considerando che parliamo del calcio dei piccoli. Sono rimasto sconcertato, ma non rimarrò in silenzio. Io andrò fino in fondo: scoperchierò il vaso di Pandora, anche a costo di non allenare più”.
Lettera aperta a Varese Sport
Mi sento di iniziare questo sfogo rispondendo alla domanda posta a fine lettera dal vicepresidente della Ternatese Calcio, che cita così: “CHI AVRÀ ANCORA IL CORAGGIO DI DENUNCIARE?” IO, È LA RISPOSTA CHE MI VIENE SPONTANEA.
Buongiorno a tutti, sono l’imputato! Ed è l’IMPUTATO che ha deciso di non avvalersi della facoltà di non rispondere, ma di parlare: eccomi qua!
Mi riferisco alla denuncia farsa contro Federazione e Safeguarding avanzata dalla Ternatese Calcio tramite lettere e successiva intervista concessa a questa testata.
Mi sento di dire basta alla possibilità di dare voce a chiunque abbia un codice fiscale registrato in Italia. Premetto che sono in attesa di comunicazione dalla Federazione in merito alla MIA richiesta di annullamento immediato della squalifica, dovuta a un PALESE ACCANIMENTO NEI MIEI CONFRONTI, senza considerare elementi DI IMPORTANZA MOLTO RILEVANTE a livello sportivo e penale.
Mi riferisco ovviamente a fatti realmente accaduti e parlo, in primis, delle mie dimissioni in data 19 maggio 2025, dopo che il vicepresidente in questione, che parla di etica e rispetto delle regole, HA IMPOSTO ALL’IMPUTATO LA NON CONVOCAZIONE DI UN BAMBINO DI 10 ANNI DEL MIO GRUPPO SQUADRA SENZA ALCUN GIUSTIFICATO MOTIVO. RIPETO: 10 ANNI!!! E, di primo impatto, mi viene da pensare: siamo sicuri che non sia questa una VIOLENZA PSICOLOGIA NEI CONFRONTI DI UN BAMBINO DA PARTE DEL VICEPRESIDENTE?
Dopo le mie dimissioni, che sono pronto a dimostrare attraverso l’esibizione di uno scambio di messaggi con il direttore sportivo (tutto ciò dimostrato al procuratore federale durante l’audizione in Federazione), mi trovo esattamente un mese dopo accusato di violenza nei confronti di minori, senza che questa cosa sia mai neanche passata per la mia testa. Questa accusa arriva attraverso un genitore, amico e collega del vicepresidente, nonché amico del direttore sportivo, che magicamente si scopre essere diventato anche Safeguarding della società. Lo stesso direttore sportivo al quale l’IMPUTATO, quando nessuno in casa Ternatese sapeva dell’esistenza della figura del Safeguarding, aveva denunciato un caso di insulti razzisti avvenuto negli spogliatoi e MAI DENUNCIATO DAL DIRETTORE!!! Lo stesso direttore sportivo che, casualmente, quest’anno è diventato l’allenatore del gruppo squadra che seguivo io. A questo punto sono io a fare una domanda: MA UN DIRETTORE SPORTIVO, PUÒ ESSERE SAFEGUARDING DI UNA SOCIETÀ E FARE ANCHE L’ALLENATORE?
IN TUTTO CIÒ CI TENGO A SOTTOLINEARE CHE NON SONO STATO SQUALIFICATO PER FATTI INERENTI AL SAFEGUARDING, MA PERCHÈ, non avendo trovato la strada per il solito colpo di teatro (chi è di quella zona, o semplicemente conosce i soggetti, è abituato), hanno dovuto spostare l’attenzione sulla non iscrizione al settore tecnico! DUE ANNI PER NON ESSERE ISCRITTO AL SETTORE TECNICO!
Mi sembra assurdo che il vicepresidente in questione non si renda minimamente conto che la beffa della squalifica al presidente l’abbiano cercata loro, pur di continuare l’accanimento nei miei confronti.
Adesso però dovranno TUTTI iniziare a rendersi conto che praticamente NESSUNO degli allenatori della scorsa stagione e di quella in corso è iscritto al settore tecnico, iniziando dal direttore sportivo, diventato magicamente Safeguarding ed oggi anche allenatore. Ovviamente parlo con cognizione di causa e ci tengo a sottolineare di essere in possesso di materiale fotografico che attesta la veridicità delle mie affermazioni (materiale reperibile su qualsiasi social della società, troppo tardi per cancellarlo: ho un sacco di copie su varie chiavette).
A questo punto mi sorge spontanea un’altra domanda: QUANTI SARANNO GLI SQUALIFICATI PER DUE ANNI E QUANTI SARANNO I 1500 EURO (scontati a 1200 per chissà quale grazia) A CARICO DELLA SOCIETÀ???
Attendo risposte dalla Federazione, informando tutti che è già pronta una bozza per una causa PENALE per diffamazione, danni d’immagine e firme false, tra cui la mia: sì, la FIRMA FALSA DELL’IMPUTATO.
Vi saluto con l’ultima domanda… MA SIETE SICURI DI NON AVER SBAGLIATO IMPUTATO???
L’imputato (sbagliato)
Matteo Carraro

























