
La filosofia che anno dopo anno anima il Premio Varese Sport è quella di non limitarsi a una festa esclusivamente del “calcio” (che, ovviamente, riveste comunque un ruolo di primo piano). L’evento che chiama a raccolta centinaia di appassionati a Ville Ponti deve essere una festa dello sport e, per questo, al termine di ogni stagione cerchiamo di coinvolgere altre discipline e i nostri VIP che elevano ancor di più gli standard qualitativi del Premio.
Quest’anno, la scelta è stata fin troppo facile. Thomas Larkin ha scelto di appendere i pattini al chiodo dopo una carriera che l’ha visto muovere i “primi passi” sul ghiaccio varesino di Via Albani per andare poi a calcare palcoscenici di tutto il mondo. E a coronare una carriera del genere non poteva che essere l’appuntamento più sentito per qualsiasi sportivo: le Olimpiadi, figuriamoci se a casa propria. Thomas Larkin è stato il capitano della Nazionale Italiana di hockey a Milano-Cortina 2026 e il classe ’90, che è tornato a vivere nella sua Varese, non poteva non ricevere quest’anno il nostro riconoscimento alla carriera.
Fin dai primi istanti del video celebrativo, le sue parole e le immagini che hanno accompagnato la sua crescita hockeistica hanno catturato la platea (rivivendo anche il leggendario gol che consegnò ai suoi Mannheim il titolo tedesco nel 2019) fino al doveroso e meritato applauso finale con tanto di sorpresa riservatagli dai suoi ex compagni della Nazionale (a Varese per chiudere il ritiro del Mondiale che li sta vedendo attualmente protagonisti). E, proprio “per colpa” degli Azzurri, tra una risata e l’altra, siamo riusciti a portare a termine la nostra intervista solo dopo diversi “ciak”. Tornando seri, però, ai nostri microfoni Larkin ha aggiunto: “Dietro ogni successo ci sono sacrifici e tanto lavoro: sono grato ai miei genitori che mi hanno dato l’opportunità di portare avanti la mia carriera, ma anche a tutti coloro che mi hanno sostenuto durante questi anni. I ricordi più belli? Sono quelli legati alla Nazionale e ai miei compagni qui presenti che non dimenticherò mai”.
Per Larkin si apre ora una nuova pagina della sua vita/carriera, tenendo fede alla “promessa” che aveva fatto in tempi non sospetti: “Nei prossimi mesi valuterò come poter dare un aiuto concreto all’hockey italiano. Sicuramente essendo qui a Varese vorrei dare un contributo e favorire la crescita soprattutto dei più piccoli, condividendo tutto ciò che ho imparato all’estero in questi anni. Di sicuro mi vedrete all’Acinque Ice Arena. In tribuna o sul ghiaccio? Non si sa ancora (ride, ndr)”.
Matteo Carraro

























