Archiviata la festa per la straordinaria vittoria del Girone X di Seconda Categoria, la Valcuviana scalda i motori in vista del ritorno in Prima. I primi movimenti di mercato hanno consolidato l’onda dell’entusiasmo che ha travolto il club di Cuvio, con gli arrivi in biancoviola di Nicolò Bianchi, terzino classe 2000, Luca Comani, reduce da un’annata in Promozione con l’Universal Solaro, e Hafid Soufiane, centravanti di spessore al ritorno in maglia biancoviola dopo l’esperienza all’Olimpia Tresiana, e soprattutto del pezzo da novanta calato dal DS Cracas, ovvero l’innesto dell’ex Varese Pietro Tripoli.

Una rosa che sta piano piano fiorendo per garantire a mister Stefano Rasini un organico competitivo, con il quale possa puntare a consolidare il proprio piazzamento nella categoria e chissà, potenzialmente ambire anche a qualcosa in più. Ad ogni modo per ora l’ex tecnico della Besnatese ha già avviato i preparativi per la prossima stagione, tra studio intenso e nuove proposte per consolidare la sua formazione, capace nell’annata appena conclusasi di centrare uno storico traguardo con la vittoria del campionato che proietta il club con ambizione in Prima Categoria.

Mister, partiamo dal passato più recente: a due mesi dalla straordinaria vittoria del campionato, che emozioni le ha lasciato questo trionfo?

“La gioia è sempre tanta quando vinci, a prescindere dalle categorie. Son contento soprattutto per i ragazzi, per la società, per il presidente, i due direttori… tutte persone squisite e competenti che mi hanno messo nelle condizioni di fare bene. Sono arrivato in corso, dunque va dato merito anche al mio predecessore. Ho avuto la fortuna di capitare nel posto giusto nel momento giusto, quindi l’emozione è sempre tanta. Vincere è una sensazione che vorrei provassero tutti: quella gioia, quell’entusiasmo… è molto piacevole passare attraverso queste vittorie per chi fa sport”

Immagino dunque che non ci siano mai stati dubbi sulla sua riconferma

“Assolutamente. Io sono molto ambizioso, non nascondo che mi piacerebbe tornare ad allenare categorie superiori, soprattutto dopo la vittoria con la Besnatese di due anni fa. Non nego di aver avuto qualche richiesta, però poi valutando il tutto, a Ranco Valcuvia ho trovato un ambiente che ha voglia di crescere e mi sembrava corretto portare avanti questo progetto. Si punta a rimanere in alto, mi sembra un progetto importante, anche a livello di struttura calcistica, quindi questa è la dimostrazione di quello che si vuole fare. Ho sposato questa voglia della società di provare a rimanere in alto e ci proveremo dunque con tutte le nostre forze, questa grande ambizione mi ha spinto a rimanere. Poi penso che l’ambiente mi abbia facilitato nella scelta, arrivo da Besnate che è un ambiente simile, ho riscontrato questa medesima voglia e mentalità, motivo per il quale mi son legato al progetto. Qualsiasi scelta faccio, la faccio con cognizione di causa, perché comunque vada, è sempre un’esperienza positiva, perché anche se fallisci, capisci certi errori che ti fanno crescere. Ad ogni modo, la soddisfazione più grande per me, più che vincere il campionato, è stata quella di essere riuscito a trasmettere qualcosa ai ragazzi. Penso che dove sono stato, questa cosa si sia avverata, perché mi sento tutt’ora con alcuni ragazzi e ritengo che per un allenatore sia la cosa migliore, una grossa vittoria”.

Abbiamo parlato di giocatori e progetto: seppur chiaramente sia ancora presto, che tipo di rosa si aspetti di guidare per il prossimo anno? Visti soprattutto i primi innesti, tra cui quello di Tripoli

“Stiamo cercando di allestire una squadra competitiva, nonostante avessimo già degli ottimi giocatori. Vogliamo aggiungere altri giocatori di qualità per essere competitivi in tutto e per tutto, o perlomeno di provarci. La rosa ad oggi è ancora incompleta, abbiamo molto lavoro da fare ancora, ma l’obiettivo è creare una squadra competitiva che possa rimanere nella parte sinistra della classifica. Poi il calcio è sempre fatto di sorprese, ma la volontà è quella di lottare per fare un campionato decente, con una certa ambizione. Poi magari lotteremo per non retrocedere, mi auguro di no, però dobbiamo aver la mentalità di fare il meglio possibile. Partiamo da quella idea lì e faremo di tutto per arrivarci”.

Quali obiettivi pensa di porre alla sua Valcuviana per la prossima stagione?

“Il calcio d’agosto è sempre un dilemma (ride ndr), però chiaramente a parlare sarà il campo. Il primo passo dev’essere costruire una rosa idonea, per il quale mi affido al direttore sportivo, molto capace, e vedremo cosa riusciremo a fare. Il campo e il lavoro sono sempre gli ultimi a parlare. Spesso l’anno scorso ci dicevano che con questi giocatori non ci fosse neanche bisogno di allenarsi, eppure in pochi sanno che a volte ci siamo allenati in dieci, abbiamo disputato quattro o cinque giornate veramente in grossa difficoltà, ed è lì che è emersa la forza del gruppo, con giocatori che fino a quel momento avevano disputato pochi minuti e si sono sacrificati, abbiamo fatto giocare attaccanti in difesa, difensori a centrocampo… quindi penso che il campionato lo abbiamo vinto lì l’anno scorso, il gruppo è stato eccezionale perché si sono tutti messi a disposizione. Siamo stati anche fortunati, perché i risultati degli altri nelle giornate decisive sono andati a nostro favore, d’altronde per vincere ci vuole anche la fortuna. Non vince il mister, non vince la squadra, bensì vince la società: ci vuole la componente di tutti e non per ultimo della fortuna (ride, ndr). Mi sono accorto in questi momenti che avremmo potuto vincere il campionato e così è stato, grazie a un gruppo di uomini veri. Non ero preoccupato dei risultati, perché si lottava, si stringeva i denti”.

Un trionfo che vi proietta in Prima Categoria, in un Girone piuttosto ostico e colmo di varesotte: che tipo di raggruppamento si aspetta di affrontare?

“Penso sia una categoria importante, vedo un campionato tosto ed equilibrato sulla carta, ci son parecchie squadre che stanno facendo un mercato importante. Ci sarà da lottare, soprattutto per il fatto che si sono aggiunte società di spessore come Verbano e Ispra, quindi sarà dura, bisognerà assolutamente farsi trovare pronti. Ma d’altronde le categorie sono fatte apposta, ci si confronta con delle grandi realtà con giocatori esperti, anche da divisioni superiori. Con il lavoro faremo il meglio per farci trovare pronti, sia sul piano fisico che mentale. Ad ogni modo è sempre bello, le sfide più complicate e toste ti stimolano ancora di più, dunque mi auguro di vedere un campionato equilibrato, perché vedere squadre contendersi il primato fino all’ultima giornata è sempre un bello spettacolo, viverlo un po’ meno (ride, ndr). Vediamo se ci saranno ancora le comasche che l’anno scorso hanno fatto pressoché da padrone nel raggruppamento, ma staremo a vedere, preparandoci a lottare. Ad ogni modo mi aspetto inizialmente un campionato tosto ed equilibrato”.

Francesco Marcassa

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