Ci sono acquisti che non sono semplicemente mosse di mercato. Di quelle ne è pieno il mondo. Ci sono invece trasferimenti che ancor prima del riscontro del campo hanno la forza e la capacità di cambiare il corso di una società, squadra e tifoseria anche solo nel momento in cui si realizzano.

L’arrivo di Amedeo Della Valle in casa Pallacanestro Varese è stato questo: un meteorite che ha spazzato via tutto, cambiando completamente i connotati di una squadra che comunque si stava già costruendo su basi solidissime e con un colpo da 90 come quello di Hunter Hale però, inutile nascondersi, completamente oscurato dall’arrivo di ADV.

Vuoi perché Della Valle è uomo conosciuto e quindi quando si trova il certo per l’incerto (benché i numeri di Hale definiscano un giocatore tutt’altro che tale) è tutto più attraente; vuoi perché il fascino, comunque, di aver preso un top player italiano è sempre maggiore rispetto ad un giocatore straniero, perché su di esso sogni di creare un legame che vada anche oltre il campo, che crei una sorta d’identificazione tra il giocatore e la piazza ed a Varese si sa quanto questo conti, e proprio in relazione a ciò l’amicizia ed il legame dell’ex guardia di Brescia con Giancarlo Ferrero non fanno altro che alimentare i sogni dei tifosi di Varese.

Sogni che collimano con una realtà che parla di accordo pluriennale, una pietra miliare sulla quale il pubblico di Masnago sogna, ancora una volta, di trovare un capostipite da eleggere a proprio riferimento, un potenziale dal valore inestimabile come saggiamente ci ha tenuto a sottolineare il Presidente de Il Basket Siamo Noi, Umberto Argieri, ai nostri microfoni.

Sogni che collimano con una realtà che ha portato la Pallacanestro Varese in una dimensione nuova anche solo dal punto di vista del risalto mediatico per un colpo che ha fatto il giro d’Italia e d’Europa; di una realtà che ha portato i biancorossi in una dimensione nuova a livello di ambizioni e di consapevolezza di sé stessa e della propria forza come non si vedeva da tempo, portando la società da essere forse mina impazzita a squadra pronta a lottare per i vertici in Italia ed in Europa; di una realtà che ha portato quell’entusiasmo capace di contagiare tutti, tanto da chiamare ad una riapertura straordinaria della prima fase di campagna abbonamenti per cavalcare l’onda di un acquisto diverso da tutti gli altri.

Ed allora si capisce come Della Valle sia già simbolo fuori dal campo e leader insignito sul parquet e nello spogliatoio di una piazza che vuole tornare a sognare, che in lui rivive le stesse emozioni provate all’arrivo di Mannion sul pianeta biancorosso: due giocatori capaci con le loro giocate fatte di fantasia e qualità tecnica purissima di cambiare i destini di un’intera stagione. Così fu per il Red Mamba, così ovviamente tutti si augurano ai piedi del Sacro Monte possa essere per Della Valle, il più “odiato dei nemici” per la sua bravura in campo, quasi snervante, ed ora destinato ad essere il più amato tra i propri beniamini per quello che saprà fare con la palla in mano (a proposito, il percorso di recupero dall’infortunio alla mano destra rimediato ad Amsterdam con la Nazionale 3×3 procede spedito) ed anche al di fuori di esso, come solo quegli acquisti fuori dal normale e dall’ordinario sanno fare. Come Amedeo Della Valle ha dimostrato in questi anni di saper fare ed ora è chiamato a ripetersi anche con la canotta biancorossa sulle spalle.

Alessandro Burin

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