Cinquant’anni di storia, di amore, di passione ma soprattutto d’identità. Questo è quello che caratterizza la festa del Rugby Varese per un compleanno straordinario, reso tale da un calendario di celebrazioni unico che durerà per tutto il 2026 e che celebrerà nel migliore dei modi una ricorrenza che è storica per il club biancorosso ma più in generale per tutta Varese e provincia.

Abbiamo allora provato a capire cosa sta dietro questi 50 anni di vita del Rugby Varese con l’attuale presidente del club, Giovanni Barbieri.

Presidente, per celebrare al meglio questi 50 anni avete strutturato un calendario speciale…
“Cinquant’anni sono tantissimi e vanno festeggiati degnamente. Il cinquantesimo cade nel 2026, ma già a fine 2025 inizieremo con alcune iniziative. A breve, presso la cassetta che abbiamo in piazza Monte Grappa, sarà disponibile un calendario con le foto storiche del Rugby Varese. Alla festa degli auguri del 20 dicembre omaggeremo con una targa tutti i presidenti della società: tra loro è importante ricordare Angelo Bonalumi, fondatore del club che, a 87 anni, è ancora presente in panchina con la Serie B. Poi, con il nuovo anno, tanti altri eventi: a maggio, in sala Veratti, allestiremo una mostra fotografica che ripercorrerà la storia del club; organizzeremo incontri dedicati con giocatori, allenatori, team manager e con tutte le figure che hanno fatto crescere la società. Realizzeremo anche un francobollo postale con un logo appositamente creato per i 50 anni, insieme a una linea di merchandising dedicata. Ci sarà inoltre la cena dei CAPS, riservata a chi ha giocato almeno una partita in Serie B con la nostra maglia, durante la quale verrà consegnato un cappello speciale: un’idea di Alfredo Margherini, un giovane che purtroppo ci ha lasciato prematuramente.”

Per lei cosa rappresentano questi 50 anni?
“Sono motivo d’orgoglio: pensare di arrivare a questo traguardo è straordinario. Gli anni sono volati, tante cose sono cambiate, ma i valori del nostro club sono sempre gli stessi”.

Quali sono per lei i ricordi più dolci legati a questa storia?
“Il primo ricordo è l’anno in cui ho iniziato a giocare in Under 18, un momento sempre emozionante, soprattutto in una squadra che aveva disputato le finali nazionali. Poi, ovviamente, il lavoro da dirigente e il giorno in cui sono diventato presidente: è stato bellissimo. Tanti amici, tante persone che fa piacere rivedere al campo. Noi siamo una grande famiglia, e i ragazzi sono tutti del territorio: sentono questa maglia in modo identitario. Non prendiamo nessuno da lontano”.

Per andare sull’attualità, come valuta questo inizio di stagione in Serie B?
“Abbiamo vinto solo una partita, ma è stata una bellissima soddisfazione. Purtroppo tantissimi infortuni ci hanno penalizzato: non vuole essere una giustificazione, ma quando manca tutta la prima linea diventa difficile. Domenica contro il Rho abbiamo perso e avremmo potuto fare meglio: è come se, a un certo punto, si spegnesse la luce. Domenica con Milano speriamo di fare bene”.

Alessandro Burin

Articolo precedentePallacanestro Varese, ecco Carlos Stewart: “Qui per difendere e razionalizzare il ritmo offensivo”
Articolo successivoDomenica a Firenze il primo “Gran Galà del Canottaggio” con le 44 medaglie d’oro del 2025

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui