Energia, muscoli, velocità e difesa, tanta difesa. Carlos Stewart arriva a Varese per portare queste caratteristiche, che dovrà portare in campo già da lunedì 8 dicembre quando i biancorossi saranno chiamati ad una partita senza possibilità di appello sul parquet del palaRadi di Cremona.

Un ragazzo, Stewart, che nella conferenza stampa di presentazione si mostra subito molto centrato e serio su quello che c’è da fare in campo, per un ragazzo alla prima esperienza in Europa che il GM della Pallacanestro Varese, Zach Sogolow, presenta così: “Siamo lieti di dare il benvenuto a Carlos. Nei primi giorni di allenamento ha già mostrato le sue qualità di penetratore ed attaccante al ferro, cose che sicuramente ci daranno una mano ad alzare il livello di pericolosità della squadra. Sul mercato siamo sempre attenti. Il coach sta lavorando tanto sul cercare di rinforzare la mentalità della squadra, dobbiamo riprendere la forma che avevamo trovato prima di Udine, sia in allenamento che in partita. Stewart arriva anche per darci questa spinta di energia in più. La ricerca di un lungo? Al momento no”.

“Sono felice di essere qui a Varese, non vedo l’ora di incominciare a giocare per dare soddisfazione ai nostri tifosi”, le prime parole del giocatore nativo della Lousiana.

L’APPROCCIO CON LA SQUADRA E LE RICHIESTE DI KASTRITIS: “I primi giorni con la squadra e il coach sono stati davvero positivi. Sono qui per portare grande energia sia in attacco che in difesa, il coach è stato chiaro nel farmi capire quello che vuole da me in difesa, spiegandomi come mi metterà spesso sul miglior marcatore avversario sugli esterni. In attacco, invece, dovrò cercare di razionalizzare il ritmo di gioco”.

LE SUE CARATTERISTICHE PRINICIPALI: “L’aggressività e la velocità sono le mie doti principali, mentre in attacco amo arrivare al ferro. Penso di poter portare un miglioramento nel gioco in transizione”, per velocizzare i nostri giochi”.”.

IL SALTO DAL COLLEGE AL BASKET EUROPEO: “E’ chiaro che ci sono differenze, però io gioco a pallacanestro da quando ho 3 anni e anno dopo anno sono cresciuto, alzando il mio livello di conoscenze cestistiche ed è quello che mi sta aiutando in questo cambiamento, razionalizzando poi quelle che sono le differenze maggiori tra i due mondi cestistici. Qui a Varese in pochi giorni mi soo accorto di come il gioco sia molto simile a quello che facevo al college, sia in attacco che in difesa”.

COSA CONOSCE DELL’ITALIA E DEL BASKET ITALIANO: “Non voglio affrettare delle considerazioni, sto imparando tanto. Ho cercato di documentarmi guardando molte partite di basket europeo, dalle coppe ai vari campionati però poi è sul campo che s’impara”.

SE SI ASPETTAVA AL PRIMO ANNO IN EUROPA DI FARE UN CAMBIO DI SQUADRA: “Sinceramente no, ad Amburgo il mio addio è stato figlio di alcune decisioni tattiche prese. Non ho niente da rimproverarmi, la mia motivazione è sempre al massimo. Cerco di arrivare per primo ed andare via per ultimo ad ogni allenamento fino a che non sono convinto di quello che sto facendo. E’ una situazione di cambiamento ma deve servirmi per crescere”.

Alessandro Burin

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