La stagione agonistica della Campus Pro Patria Busto Arsizio continua a regalare soddisfazioni e segnali incoraggianti, tra risultati di prestigio e un vivaio in costante crescita. Dai Campionati Italiani Assoluti A2 fino alle rassegne giovanili, i judoka bustocchi si sono messi in evidenza a livello nazionale, confermando solidità tecnica, mentalità e prospettive future. Con il Maestro Claudio Zanesco facciamo il punto su gare, risultati, metodologia di lavoro e obiettivi, in un percorso che intreccia tradizione, formazione e ambizione sportiva.

Maestro Zanesco, quali gare di Judo più recenti avete disputato?
“I Campionati Italiani Assoluti A2, ai quali hanno partecipato i judoka cinture nere provenienti da tutta Italia; tre dei nostri atleti della Campus Pro Patria Busto Arsizio hanno raggiunto i primi cinque posti nel medagliere. Si tratta di Antonio Polmo (categoria +73kg) che ha vinto il bronzo dopo essersi aggiudicato sei incontri, Federica Mara (categoria +57kg) e Christian Sagunti (categoria +100kg). In questi campionati i primi cinque judoka classificati hanno la possibilità di accedere alle competizioni A2 in cui gareggiano i gruppi sportivi militari; i nostri atleti non hanno potuto partecipare agli A2 per ragioni di lavoro e di studio. A Genova, ai Campionati Italiani Cadetti abbiamo conquistato il secondo posto con la cintura marrone Federico Barban”.

Questi campionati di Judo, prevedono per caso anche delle gare di Kata?
“No, queste gare prevedono solo gli shiai, o combattimenti di Judo regolamentati; sono le stesse regole che vigono alle Olimpiadi e ai campionati mondiali. Nel caso delle categorie di bambini si applicano delle regole più adatte e consone alla loro età”.

Quali traguardi avete raggiunto con la categoria Esordienti?
“Ai Campionati Italiani Esordienti B siamo arrivati in finale con tre nostri Judoka Esordienti; si tratta della cintura verde Andrea Gallazzi, nei +46kg, della cintura marrone Olmo Guarnoni, nei 55kg e di Matilde Montani, nei +48 Kg, che ha vinto uno shiai. Questi risultati conseguiti testimoniano che disponiamo un vivaio di giovani judoka in continua evoluzione: Matilde era già campionessa regionale, ed è alla ricerca della sua prima finale ai nazionali, Andrea era arrivato terzo ai campionati regionali, mentre Olmo era arrivato settimo”.

I vostri judoka erano emozionati durante le gare?
“Nel complesso no, perché hanno già molta esperienza nella partecipazione alle gare di Judo”.

Secondo lei, cosa occorre ancora consolidare nel vostro Judo?
“In generale qui lavoriamo molto sull’aspetto fisico e su quello tecnico. Il Judo è una continua ricerca, perché in gara un judoka incontra sempre un avversario diverso e deve studiarlo, comprenderlo allo scopo di reagire alle sue azioni d’attacco e per controbattere. In ambito sportivo, il Judo studia con attenzione anche la tattica, la quale è una parte che nell’allenamento tradizionale del Judo è spesso tralasciata. Nella parte teorica non vi è una distinzione precisa tra il Judo tradizionale e il Judo sportivo e quindi io insegno il Judo in sé e in quanto tale. Dal 3 al 6 gennaio a Lignano Sabbiadoro, in Provincia di Udine, si svolgerà uno stage di Judo al quale parteciperanno circa 1000 atleti, in cui si svolgeranno dei randori per affinare la tecnica judoistica; ci saranno anche dei campioni internazionali di Judo”.

Qual è il suo giudizio in merito all’organizzazione, e all’ arbitraggio delle gare?
“Sull’organizzazione è buono, in particolare in occasione di quelle nazionali, in cui noto spesso ordine e rigore; in merito all’arbitraggio ritengo invece che alcune nuove regole arbitrali siano in contrapposizione alle regole del buon Judo e che siano difficili da comprendere e assimilare anche per noi tecnici, soprattutto nel momento in cui un judoka cade sul fianco o sulla schiena; l’episodio di Fabio Simile a Tokyo ne è un esempio evidente”.

Voi della Campus Pro Patria, avete vinto qualche oro o argento?
“Sì. Ad esempio, nel 1979 Massimo Gorla fu campione nazionale italiano Junior di Judo, e io arrivai secondo nei +95kg. In generale abbiamo vinto molte medaglie con le categorie Cadetti e nel 1999/2000 anche negli Assoluti Femminili con Elena Baffa Scinelli. Olimpio Pella vinse anche un argento Juniores”.

Come vede le judoka della nazionale italiana?
“Personalmente, considero il settore femminile azzurro di Judo tecnicamente davvero ad alto livello. Alice Bellandi in nove mesi ha vinto le Olimpiadi e i Mondiali di questa stagione sportiva, Assunta Scutt, detta Susy, ha vinto i mondiali lottando nei +48 Kg. Odette Giuffrida nel complesso conquista dei notevoli risultati. Anche il settore maschile azzurro comprende dei judoka al top, ma a volte noto e ammetto che nel complesso diversi di loro faticano ad emergere in modo evidente e incisivo”.

Obiettivi futuri?
“Mantenere questo standard di livello tecnico medio-alto, per il fatto che che abbiamo portato sei dei nostri judoka in due finali nazionali; coltivare poi questo vivaio di ragazzi giovani, affinché vengano a divertirsi praticando il Judo qui da noi, e che successivamente si potranno interessare anche all’universo dell’agonistica e dell’aspetto gara”.

Nabil Morcos

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