Dici Pallacanestro Varese – Trieste e pensi subito a Sandro De Pol, triestino di nascita e varesino d’adozione, per quanto ha contribuito a rendere gloriosa la storia biancorossa.

La partita di domenica scorsa diventa allora il miglior pretesto per disturbare Sandrino, sempre gentile e disponibile, e fare una panoramica non solo sulle due compagini biancorosse ma più in generale su tutto il campionato di LBA.

Che idea si è fatto sulla Pallacanestro Varese attuale?
“La verità è quella che vale per altre realtà. Quando ogni anno cambi tantissimo, alla fine sei sempre soggetto alle dinamiche che si vengono a creare di stagione in stagione. A volte può andare bene, altre meno. Non avere la possibilità di mantenere l’organico per più tempo ti espone al rischio che le cose non vadano. Ora con gli ultimi aggiustamenti mi sembra che la squadra abbia trovato la sua migliore conformazione”.

La scorsa settimana la società biancorossa ha annunciato un importante aumento di capitale, con un apporto molto rilevante da parte di un imprenditore varesino come Paolo Orrigoni. Che segnale è per lei?
“Un segnale super positivo ed un bellissimo regalo prima di Natale. Il fatto che il territorio si sia mosso, come già accaduto altre volte, è un’ulteriore prova che la passione e la voglia di aiutare Varese ci siano. Avere una persona del territorio con contatti così importanti può essere una grande spinta”.

Mentre Trieste, realtà che conosce da vicino, perché pensa non stia girando?
“Penso sia un gruppo di singoli che non ha ancora trovato il modo di giocare insieme, oltre ad un vero e proprio sistema di squadra. Ci sono problemi a rimbalzo, con le palle perse, in difesa e manca d’identità”.

Che idea si è fatto di tutta la situazione che si sta sviluppando a Trapani?
“Nessuna idea in particolare. Queste situazioni, per capirle, vanno vissute dall’interno: c’è tanto non detto. Non avendo un quadro chiaro non posso dire molto; è chiaro però che vedere una squadra senza allenatore è una situazione anomala”.

Qual è la squadra che finora l’ha sorpresa di più?
“La squadra che mi ha sorpreso di più, per continuità, è Brescia. Si sapeva che avesse una base importante di partenza, confermando tanti giocatori, e questa si sta dimostrando una componente vincente”.

Come sta vedendo Peppe Poeta in qualità di capo allenatore dell’Olimpia Milano?
“Ho visto bene finora Poeta. Ha avuto la possibilità di lavorare con uno dei migliori allenatori quale Ettore Messina ed ha potuto studiare e crescere con Pozzecco in Nazionale. Credo che, in una squadra così ricca di talento, la cosa principale sia dare fiducia e tranquillità, che è poi ciò che ha sempre detto Pozzecco. Questo, penso sia fondamentale: togliere pressione ad un gruppo che già ne ha tanta e che deve lottare anche con i tanti infortuni che sta affrontando”.

Chiudiamo tornando su Varese: pensa che l’obiettivo minimo e massimo rimanga la salvezza o si può puntare a qualcosa di più?
“Penso che la salvezza possa e debba rimanere l’obiettivo principale. Poi, se cammin facendo le cose vanno bene, chissà: magari si possono raggiungere anche gli ultimi posti disponibili per i playoff. L’appetito vien mangiando”.

Alessandro Burin

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