Nella serata di festa per i 90 anni dello Stadio Franco Ossola è stata data visibilità a tutti quegli sport che hanno contribuito a scrivere pagine indissolubili di storia dell’impianto di Masnago. In quasi un secolo, inevitabilmente, il calcio ha rivestito un ruolo di primo piano e il progetto del Varese Football Club ambisce a riportare i colori biancorossi in alto nel panorama calcistico nazionale. Tra i fautori del nuovo corso bosino, Massimo Foghinazzi è senz’altro uno dei motori trainanti e la sinergia tra il suo Gavirate e il Varese ha portato all’evoluzione e al consolidamento di un macrocosmo giovanile a tinte biancorossoblù, il “Mondo Varese” come lui stesso l’ha definito, volto a costruire i giocatori del domani.

In tal senso, il Gavirate è visto come l’Under23 delle big del calcio italiano, una “cantera” dove far crescere i giovani, mettendoli comunque in un contesto “adulto” e competitivo del calibro della Promozione (in futuro chissà, dato che l’obiettivo è sempre tenere almeno una categoria di distanza dal Varese). Va da sé che, alla presenza di corazzate costruite con l’unico scopo di vincere il campionato e di gruppi ben più esperti e rodati, l’obiettivo dei rossoblù di mister Paolillo sia quello di centrare quanto prima la salvezza. Cosa che il Gavirate sta facendo, con l’alternanza dei risultati figlia inevitabilmente di un gruppo giovanissimo che deve ancora consolidarsi (il Gavirate viaggia di domenica in domenica con un blocco portate di 2006/07 e, con l’età media di circa 21 anni, è tra le rose più giovani della Lombardia), ma che non vuole smettere di sognare.

La vittoria di domenica nel derby di Morazzone è stata un’implicita dichiarazione da parte della squadra, che ha potuto mettere in mostra il talento dell’ultimo arrivato. Alessandro Amato, centrocampista classe ’07, è andato ad arricchire ulteriormente la pattuglia dei giovani rossoblù e a dare ancor più rilevanza al progetto gaviratese è proprio la scelta di un giocatore che, al netto di molte altre offerte, non ha avuto dubbi su dove proseguire la propria carriera. “Sono qui per il progetto che questa società ha proclamato e che, a differenza di altre realtà, porta avanti nel concretospiega lo stesso Amato. Qui ho percepito la vera volontà di dare valore ai giovani come me, aiutandoci ad avvicinarci al calcio dei grandi per poter emergere”.

Il classe ’07, dopo una lunga trafila Elite e Regionale con la maglia della Castellanzese (con anche qualche gettone in Serie D), ha vissuto la prima parte della stagione nella Juniores dell’Arconatese almeno fino al momento della scelta di compiere il passo: “Mi hanno contattato parecchie squadre dalla Promozione e avevo qualche offerta anche dall’Eccellenza, ma come ho detto prima solo qui al Gavirate ho trovato il progetto che cercavo. Appena arrivato in squadra e vissuti i primi allenamenti ho capito di non essermi sbagliato: oltre a noi giovani ci sono fuoriquota di primissimo livello che ti aiutano a crescere nel modo giusto e sono certo che il Gavirate sarà il trampolino di lancio della mia carriera, ovunque essa mi porterà”.

A suggerire il nome di Alessandro Amato è stato ovviamente Mario Fiore (“Ho avuto modo di lavorare con lui lo scorso anno in Rappresentativa – aggiunge il centrocampista – ed è un altro dei motivi per cui sono qui”), uno che con i giovani ha sempre avuto buon occhio e che a Gavirate ha trovato terreno fertile per mettere in mostra le sue qualità. Come anticipato, il rendimento in campionato pecca di continuità e la classifica restituisce l’immagine di una squadra che, ad oggi, ha un punto di vantaggio sulla zona playoff: il “rischio” di retrocedere è un’eventualità che fa parte del gioco, ma il Gavirate ha tutta l’intenzione di vincere la sua partita. Il blitz di Morazzone è stato il miglior modo per iniziare, Verbano (in casa) e Accademia BMV (in trasferta) saranno gli altri due esami di fine anno per regalarsi una pausa con il sorriso e affrontare il 2026 con ancor più entusiasmo. “Il primo impatto è stato super positivochiude Amato, ma mi sento di poter dire fin da subito che la classifica non rispecchia il valore di questa squadra: sono appena arrivato, eppure ho la certezza che il Gavirate può ambire a qualcosa di più. L’obiettivo è quello di vincere le prossime due e affrontare il girone di ritorno con tranquillità per toglierci quante più soddisfazioni possibili”.

Matteo Carraro

Articolo precedenteJudo, dall’Erasmus al podio: la storia di Mads Møller, il danese che conquista il Lombardia Open
Articolo successivoFutsal Varese nella tana del Brescia per una sfida ad alta quota, Pinna: “Gli faremo vedere chi siamo”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui