
A soli 22 anni – ne compirà 23 il prossimo 22 dicembre – il judoca danese Mads Møller sta vivendo un anno speciale in Italia, dove è arrivato per il progetto Erasmus alla LIUC di Castellanza. Studente di Economia, Management e principi di contabilità e statistica, Møller ha scelto di non mettere in pausa la sua passione sportiva e nei mesi scorsi ha contattato il Judo Club Castellanza per allenarsi durante il suo soggiorno.
Originario di Vipperød, una piccola cittadina non lontana da Holbæk, Mads vive con la sua famiglia composta da padre, madre e due sorelle minori. La scintilla per le arti marziali nasce da bambino, alimentata dai film di Bruce Lee, Van Damme e Chuck Norris, ma soprattutto grazie alla guida del padre, insegnante di JuJitsu. È proprio in questa disciplina che, nel 2013, conquista il suo primo importante successo: il titolo danese. La passione però lo porta presto verso il judo. Il padre, suo primo e più grande sostenitore, inizia così ad accompagnarlo regolarmente a Copenaghen, permettendogli di seguire lezioni e stage con campioni di livello internazionale come il francese Benoit Campargue, lo svedese Tommy Macias e l’ucraino Georgii Zantaraia, figure che Møller considera punti di riferimento fondamentali nella sua crescita.
Dopo diversi risultati positivi in Danimarca, a maggio di quest’anno arriva quello che Mads ritiene il suo miglior traguardo: il quinto posto ai Campionati Nordici. Da settembre si allena stabilmente con il Judo Club Castellanza, superando le barriere linguistiche grazie all’inglese e, soprattutto, alla “lingua universale del judo”. Lo scorso weekend, grazie al supporto della FIJLKAM settore judo Lombardia, ha potuto partecipare al Lombardia Open di Gorle (Bergamo), dove ha conquistato la medaglia d’oro nella categoria +100 kg cinture fino a marrone. In finale ha messo a segno due ippon decisivi contro Giovanni Ravazza (Lario Judo) e Federico Camerotto (Kimeru ASD).
Al termine della gara, Mads ha espresso tutta la sua gratitudine: “Ho avuto la straordinaria opportunità di partecipare a questo torneo a Bergamo, dove ho vinto l’oro e il primo posto. Sono molto grato per l’aiuto ricevuto dai miei allenatori e da tutti nel club: per avermi fatto sentire il benvenuto, per avermi aiutato a partecipare alla competizione e per avermi regalato questa preziosa esperienza. Sono incredibilmente grato di aver iniziato le arti marziali da bambino, e poi il judo, perché mi ha regalato così tante esperienze, nuove connessioni e amicizie tra paesi e lingue diverse. Spero davvero di poter tornare ad allenarmi con voi in futuro – e naturalmente, i miei amici italiani sono sempre benvenuti a visitare il nostro club di judo a Holbæk, in Danimarca.” Una storia di sport, impegno e integrazione, che conferma come il tatami sappia unire culture e percorsi diversi in un’unica grande passione.
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