
La legge del calcio è insindacabile, piaccia o non piaccia: in questo mondo ci sono regole non scritte che si ripresentano di domenica in domenica con tutte le sfumature del caso. E così, tra le mille polemiche di un inferocito pubblico di casa, il Varese sbanca Tortona all’ultimo minuto con un 2-1 che, inevitabilmente, mette in secondo piano tutto il resto. La prestazione, non certo delle più brillanti (qualche problemino questa squadra continua ad averlo), ha comunque portato al risultato pieno e quando si vince al 95′ non si può restare indifferenti all’ondata di travolgente passione. Di contro, è altrettanto lecito capire l’arrabbiatura del Derthona, meno gli insulti (sfociati in una mezza rissa) per una direzione di gara definita “a senso unico”: indubbiamente il Sig. Scarati di Termoli non ha vissuto la sua miglior giornata, ma il rosso per Benedetti è sacrosanto (lo stesso difensore, già ammonito, dopo aver steso Cogliati, non protesta minimamente) e l’azione del 2-1 è completamente regolare seppur avvenuta al 95′ con quattro minuti di recupero (la precedente espulsione di Gilli dalla panchina ha allungato l’extra-time). Chi vince festeggia, chi perde protesta. Una legge non scritta del calcio.
La festa dell’Immacolata varesina è dunque carica di entusiasmo e ottimismo, e si apre con il grido di Luciano D’Oria: “Finché vivrò questo Varese tiferò… forza biancorossi, forza Varese!“. Roberto Speroni è consapevole del peso specifico che questo successo può avere: “Vittoria che dà tranquillità, bravi!“. Giovanni Forni si unisce alla corrente di positività: “Crederci sempre, mollare mai. Forza Varese, oggi la classifica non bisogna guardarla, ma pensare a lottare contro tutti e fare più punti possibili. Poi i conti si fanno alla fine“.
Il semplice monito di Orlando Sansiveri apre a risvolti futuri su più fronti: “Continuare però… e investire“. Tornando alla partita, Giovanni Fiorentino sentenzia: “Impegno c’è stato! Questa volta anche grande fortuna!!! In superiorità numerica abbiamo fatto solo un tiro in porta, con il gol 2; comunque va bene così!“. Più morigerato Enrico Bellorini: “Non so se le proteste del Derthona siano motivate, resta una vittoria sofferta e fortunosa. L’attacco non è travolgente e la difesa non è impeccabile. Continuiamo il nostro campionato tranquillo“. Andando a riassumere anche quanto detto all’inizio, Renzo Broggini chiude: “La partita termina sempre quando decide l’arbitro, 5 minuti oltre il 90′ ed ecco il gol vittoria. Bravi ragazzi, alla prossima“.
E la prossima è una di quelle sfide che obbliga giocoforza ad alzare il livello. Il Varese sarà impegnato domenica 14 dicembre nella seconda trasferta consecutiva, in quel Saluzzo che fin qui è sempre stato avarissimo di emozioni; anzi, molto spesso è coinciso con pesanti passi falsi che hanno condizionato il prosieguo stagionale. La squadra avrà modo di preparare la sfida con una classifica che sorride (da guardare relativamente) e il morale alto, consapevole però di avere ancora tantissimi passi in avanti da compiere. Il clima intorno a questa squadra è ancora tiepido, per non dire freddino, ma anche qui si va incontro ad un’altra grande legge non scritta: vincere (non importa come) aiuta a vincere, e vincere continuamente accende la passione. Ciò che deve continuare a provare a fare il Varese.
Matteo Carraro

























