Solo 4 settimane fa, dopo l’avvilente 1-4 con il Lecco, l’allora capitano di giornata Christian Travaglini replicava così ad un’obiezione mossa rispetto allo spessore (non solo tecnico), del gruppo squadra: “Ci prendiamo le nostre responsabilità, siamo un grande gruppo, con dei valori umani…”. Pausa scenica. Come si direbbe a teatro. L’addio al veleno di Sandro Turotti (“Squadra presuntuosa, con la personalità di un criceto”), ha portato alla luce una realtà ben diversa dalla insopportabile ed omertosa retorica di spogliatoio.

No, signori, questo non è un grande gruppo. Tutt’altro. Evidenza peraltro nota (quantomeno), dal settembre scorso quando lo 0-3 con l’AlbinoLeffe aveva già levato ogni pecetta alle vergogne biancoblu. Figlie di una catena di errori strategici e di programmazione di cui giocatori (e staff tecnico), sono stati solo (si fa per dire), esecutori materiali. Ma se oltre alle nequizie sul campo ci avessero però risparmiato certi compitini calligrafici in sala stampa, beh, forse non sarebbe stato così male. Già, perché nell’arretratezza del nostro calcio vanno messi in conto anche ragazzi di 20 anni che parlano (non sempre, spesso), come bolsi 50enni. Visto che chi scrive appartiene (purtroppo), alla categoria, meglio non prendersi in giro. Almeno quello.

Ho sbagliato tante volte ormai che lo so già

Ma tornando al cupio dissolvi turottiano, l’assunzione di responsabilità (questa volta), a titolo personale fa onore all’uomo e al professionista. Ma non assolve alla completezza di analisi. Perché il Biellese ha sì toppato squadra e allenatori (certamente Greco mentre su Bolzoni la scelta è stata probabilmente veicolata), ma non può certo farsi carico di oneri estranei al ruolo di DS. E qui riciccia il tema del Direttore Generale, figura di cui la società di via Cà Bianca ha deciso (colpevolmente!?) di non dotarsi. A maggior titolo in una fase di transizione, quella cinghia di trasmissione tra governance, parte tecnica e ambiente si sarebbe (forse), rivelata necessaria. Opinione. Priva (va da sé), di controprova. Sia come sia, la certificazione della Serie D dopo il tristissimo 2-3 di ieri con l’Arzignano chiude la stagione sportiva (al di là della pleonastica 38^ di sabato a Meda con il Renate), e spalanca quella societaria. Resa dei conti, insomma. E non solo in senso lato.

E adesso vado via

Provando radicata stima per Turotti (ok, questa è una debolezza), il giudizio sul suo rapporto decennale con la Pro Patria corre il serio rischio di carenza di obiettività. Fatta la doverosa premessa, resta il papocchio della stagione in corso (strettamente imparentato, o forse no, a quello della passata). Un pasticciaccio brutto con pochi precedenti. E nessun alibi. Un vero peccato per quanto era stato costruito prima. Attraverso un modello di calcio sostenibile in campo e fuori. Ecco, magari il parallelo con l’Empoli calza il giusto. Ma, insomma, era chiaramente per rendere l’idea. Nelle prossime settimane ci sarà tempo e modo di stilare un bilancio più razionale della sua esperienza a Busto. Davvero il caso di farlo.       

Amore, fai presto, io non resisto                  

E adesso? Già, ormai il pensiero corre al (vedremo quanto prossimo), passaggio di proprietà. Patrizia Testa dovrebbe cedere il proprio 51% ad un nuovo azionista di maggioranza mentre il 49% resterebbe a Luca Bassi (formalmente attraverso Finnat Fiduciaria). Con competenze spacchettate per componente sportiva e parte finanziaria. Questa la soluzione più logica. A breve scopriremo se anche la più realistica.          

Via, via, vieni via con me

A braccetto tanto in Serie C (promozione nel 2017/18), quanto nel ritorno tra i dilettanti. Il Girone A di Lega Pro non vedrà incroci playout con il destino della Triestina che è stato seguito anche da Pro Patria e Virtus Verona. I veneti (riammessi nel 2018/19), non sono andati oltre l’1-1 interno con l’Alcione. Ma anche vincere non sarebbe servito a nulla in virtù del pari a Vicenza della Pergolettese che ha così salvato ghirba e categoria.      

Giovanni Castiglioni
(foto Filippo Kultgeneration D’Angelo)

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