Il girone d’andata del Girone Z si chiude all’insegna di un equilibrio quasi estremo, trasformando il campionato in una vera “polveriera” dove ogni pronostico viene puntualmente ribaltato ogni domenica. Se in vetta il Cistellum si laurea campione d’inverno grazie a un attacco record e a un fortino casalingo inespugnabile, alle sue spalle la classifica è cortissima: cinque squadre in soli tre punti rendono la corsa promozione una battaglia senza esclusione di colpi.

Dalla difesa d’acciaio della San Marco alla scalata del Città di Samarate, il girone ha messo in mostra eccellenze assolute, ma ha anche presentato conti salatissimi alle grandi deluse. Se formazioni come Arsaghese e Torino Club sono chiamate a un girone di ritorno di tutt’altro spessore per raddrizzare una stagione fin qui deficitaria, nelle retrovie la lotta per la salvezza si preannuncia già drammatica e serrata.

Tra numeri da record, come gli 835 minuti di imbattibilità di Ferni o i 13 sigilli del capocannoniere Geron, analizziamo nel dettaglio il rendimento delle protagoniste di questa prima parte di campionato.

CISTELLUM 8.5

Essere i favoriti è un onore, ma spesso è anche un fardello pesante, specialmente in un Girone Z che si è confermato una vera “polveriera” per equilibrio e competitività. Il Cistellum, però, ha saputo gestire la pressione con una forza d’urto devastante, chiudendo il girone d’andata davanti a tutti. Il segreto del primato biancoviola? Una potenza di fuoco senza pari: 39 gol fatti, miglior attacco del campionato (una media spaventosa di 2,6 reti a partita), con un Mattia Geron in stato di grazia, attuale capocannoniere del girone con 13 sigilli.
Tuttavia, il cammino del Cistellum è caratterizzato da un dualismo quasi incredibile tra le mura amiche e le trasferte. Se a Cislago il rendimento è semplicemente perfetto, con un record di 8 vittorie su 8 partite, lontano da casa la capolista sembra perdere smalto. In trasferta sono arrivati infatti solo 7 dei 31 punti totali, frutto di una sola vittoria, quattro pareggi e due sconfitte. Se mister Palazzi riuscirà a esportare anche fuori casa la mentalità schiacciasassi mostrata in via Piave, la strada verso la promozione potrebbe spianarsi definitivamente. Per ora, il titolo di campioni d’inverno è un premio meritatissimo alla qualità e al carattere di questo gruppo.

CITTA’ DI SAMARATE 8

Se il Cistellum è la lepre, il Città di Samarate è il cacciatore che non ha intenzione di mollare la presa. Il voto in pagella premia una squadra che ha saputo andare oltre le pur ottime aspettative estive, issandosi al secondo posto solitario a una sola lunghezza dalla vetta. Gran parte del merito va a un reparto offensivo estremamente prolifico: con 30 reti messe a segno, i biancoblu vantano il secondo miglior attacco del girone, dimostrando una facilità di manovra che spesso mette in crisi le difese avversarie.
La vera forza del Samarate, però, è stata la capacità di reagire a un avvio di campionato decisamente balbettante. Dopo le prime giornate in cui la squadra sembrava faticare a trovare il giusto equilibrio, i ragazzi di mister Squizzato hanno letteralmente cambiato marcia. Dopo la sconfitta con il Cistellum infatti, è arrivato un percorso netto fatto di 7 vittorie e un pareggio (0-0 con il Mercallo): un cambio di ritmo repentino che è il segnale più chiaro della maturità raggiunta. Il Samarate non è più solo una mina vagante, ma una serissima candidata al titolo.

SAN MARCO 8

C’è un vecchio detto nel calcio che recita: “L’attacco fa vendere i biglietti, la difesa fa vincere i campionati”. Se questa massima dovesse confermarsi, la San Marco sarebbe la candidata numero uno al successo finale. Il voto 8 è il giusto riconoscimento a una squadra che ha costruito un vero e proprio capolavoro tattico nella fase di non possesso: i biancoblù hanno concesso la miseria di 4 gol in 15 partite, una statistica che definire “fuori categoria” è riduttivo.
Il simbolo di questa impenetrabilità è il portiere Simone Ferni, protagonista di un avvio di stagione leggendario: la sua imbattibilità è durata ben 835 minuti, lasciando a secco gli avversari per quasi dieci partite consecutive. Questo muro d’acciaio ha permesso alla squadra di mister Casola di guardare tutti dall’alto per un paio di giornate e di chiudere il girone d’andata al terzo posto, a soli due punti dalla vetta. Se la San Marco riuscirà a mantenere questa solidità difensiva abbinandola a un pizzico di cinismo in più davanti, l’obiettivo del primo posto non sarà solo un sogno, ma un traguardo concreto da provare a centrare fino all’ultimo respiro.

SOMMESE 8

Il ritorno di mister Peloso in panchina ha ridato immediatamente un’identità forte a una Sommese ferita dalla retrocessione. Il voto 8 riflette un girone d’andata vissuto da assoluta protagonista, iniziato con una marcia trionfale: 6 vittorie nelle prime 6 giornate avevano illuso molti su una possibile fuga solitaria. Quel ritmo forsennato ha permesso di mettere fieno in cascina prima di un inevitabile quanto brusco blackout autunnale, con 5 giornate senza vittorie che hanno portato la squadra a perdere terreno e il primato a favore delle inseguitrici.
Tuttavia, il merito della Sommese è stato quello di non sfaldarsi nel momento difficile, ritrovando la bussola proprio prima della sosta natalizia con 9 punti raccolti nelle ultime 4 giornate. Passando alle statistiche, un dato salta all’occhio analizzando il percorso dei granata: con 15 punti conquistati lontano da casa (sui 29 totali), detiene il miglior rendimento esterno del campionato, segno di una personalità e di una solidità mentale fuori dal comune. Se nel girone di ritorno la squadra riuscirà a limare i periodi di crisi, i granata avranno tutte le carte in regola per lottare fino alla fine per il ritorno immediato in Prima Categoria.

MERCALLO 8

Il Mercallo non è più una sorpresa, è una certezza. Se a inizio settembre veniva indicata come la classica “buona squadra” capace di dare fastidio a tutti, il campo ha detto molto di più: il quinto posto attuale, in piena zona playoff e a soli tre punti dalla vetta, certifica che i biancoverdi hanno completato il salto di qualità. Con 28 punti conquistati, il Mercallo viaggia a ritmi da promozione, dimostrando una maturità e una consapevolezza dei propri mezzi che poche altre formazioni possono vantare in questo girone così equilibrato.
A rendere il percorso del Mercallo degno di nota è una costanza di rendimento invidiabile, oltre che un carattere d’acciaio negli scontri diretti in chiave playoff, con i biancoverdi che (eccezion fatta per il Cistellum) hanno sempre portato a casa punti proprio quando la palla scottava di più. Se la squadra riuscirà a mantenere questa lucidità mentale anche nel girone di ritorno, non sarà più solo una “buona squadra” che gioca bene, ma una delle grandi favorite per l’accesso alla post season.

JERAGHESE 7

Cambiare pelle in modo così profondo durante l’estate, affidando la guida tecnica a un nuovo allenatore come Checchi e inserendo molti elementi fuori provincia, era una scommessa rischiosa. I dubbi iniziali erano leciti, ma il campo ha promosso la Jeraghese con un girone d’andata di alto livello. I rossoblù si sono dimostrati una squadra che non solo può sognare i playoff, ma che ha le qualità per battere chiunque.
Il rendimento della Jeraghese è stato però un paradosso vivente, caratterizzato da picchi altissimi e scivoloni imprevisti. Da un lato, c’è la squadra “ammazza-grandi”, capace di prestazioni monumentali contro le corazzate del girone: Cistellum, San Marco e Sommese sanno bene cosa significhi affrontare una Jeraghese in giornata di grazia, uscita imbattuta (e spesso vincente) dai confronti con le prime della classe. Di contro, è mancata quella continuità necessaria per il salto definitivo: i rossoblù sono apparsi vulnerabili contro formazioni sulla carta meno attrezzate, come dimostrano le sconfitte con Azalee e Busto 81. Se Checchi riuscirà a trovare l’antidoto a questi cali di tensione, la Jeraghese diventerà un cliente scomodissimo per chiunque nella corsa playoff.

CALCIO OLGIATE 7

L’impatto con la nuova categoria per quest’Olgiate è stato a dir poco entusiasmante. Per diverse settimane, la squadra di mister Vassella non si è limitata a recitare il ruolo della matricola, ma ha letteralmente flirtato con la zona playoff, arrivando a dare fastidio alle grandi del girone. Il punto più alto? Sicuramente la straordinaria striscia di 5 vittorie consecutive ottenute tra ottobre e novembre, un filotto che ha proiettato i verdeviola sotto la luce dei riflettori.
Il finale di girone d’andata ha visto un brusco rallentamento, con un solo punto raccolto nelle ultime 5 partite, tuttavia, questo crollo fisiologico non ha scalfito la bontà del lavoro svolto. Con un rassicurante gap sulla zona playout e un’identità di gioco ben precisa, la formazione di Vassella rimane saldamente sulla rotta corretta per una salvezza tranquilla. La missione è quella di ritrovare la brillantezza di metà ottobre per chiudere i conti il prima possibile.

BUSTO 81 6.5

In un girone pieno di onde e tempeste, dominato dall’incertezza e dai continui ribaltoni, il Busto 81è il porto sicuro in cui le cose sono fatte con razionalità, ma soprattutto con concretezza. La squadra di mister Mona ha fatto esattamente ciò che ci si aspettava: ha navigato in acque sicure, tenendosi lontana dalle tempeste della zona calda. I 22 punti conquistati e l’ottavo posto in classifica sono il frutto di un percorso solido, ma il dato che più rasserena l’ambiente è il vantaggio di 8 lunghezze sulla zona playout.
Questo gap rassicurante è l’emblema del “campionato tranquillo” auspicato dalla società biancorossa in estate. Il Busto 81 non ha mai dato l’idea di poter affondare, mostrando una capacità di gestione delle partite e dei momenti della stagione da squadra matura. Se il girone di ritorno dovesse continuare su questi binari di stabilità, i biancorossi potrebbero addirittura concedersi il lusso di guardare verso l’alto con meno pressione, provando a infastidire le squadre che lottano per i playoff. Per ora, la missione “serenità” è ampiamente compiuta.

TORINO CLUB 5.5

Una delle grandi “incompiute” del girone d’andata. Partiti con i favori del pronostico e l’ambizione dichiarata di recitare un ruolo da protagonisti per il titolo, i granata di Gallarate si ritrovano a metà percorso con un bilancio che non può soddisfare. I numeri parlano chiaro: 8 punti di distacco dalla vetta e 5 lunghezze di ritardo dalla zona playoff sono gap pesanti per una rosa costruita per vincere.
Nonostante il cambio in panchina estivo con l’arrivo di mister Curatolo, la squadra non è riuscita a trovare quella continuità di risultati necessaria per agganciare il treno di testa. Spesso sono mancati il cinismo e la cattiveria agonistica nelle partite chiave, portando a una classifica che oggi vede il Torino Club navigare in un anonimo centro classifica. Per raddrizzare una stagione che rischia di scivolare via senza sussulti, nel girone di ritorno servirà un cambio di passo immediato e una serie di vittorie consecutive. Il potenziale per risalire la china c’è tutto, ma il tempo delle giustificazioni è finito: i playoff sono l’obiettivo minimo per non considerare questa annata negativa.

BORSANESE 5.5

Per la Borsanese il copione sembra non cambiare mai: c’è da soffrire. Il girone d’andata si chiude con un bottino di 14 punti che, al momento, condannerebbe la squadra ai playout. L’insufficienza deriva proprio da questo e da una classifica che al momento non garantisce la salvezza diretta, frutto di un rendimento troppo altalenante che ha impedito ai biancoblu di staccarsi dalle zone calde.
Tuttavia, la formazione di mister De Stefanis ha dimostrato, a sprazzi, di possedere i mezzi per giocare alla pari con chiunque. I “lampi” mostrati contro le big sono il segnale che il potenziale c’è: la vittoria sulla Sommese e il pareggio strappato alla San Marco non sono risultati casuali, ma dimostrazioni di orgoglio e capacità tattica. Se nel girone di ritorno i biancoblu riusciranno a trasformare quei “lampi” in una luce costante, la salvezza senza passare dalla lotteria dei playout è un obiettivo assolutamente non utopistico.

ANGERESE 5

Senza troppi giri di parole, c’è qualcosa che non torna nel cammino dell’Angerese. La formazione rossoblù chiude il girone d’andata con 19 punti, una quota che la vede oggi più vicina ai playout che ai playoff (lontani già 9 lunghezze). Non era questo il copione scritto in estate per una squadra che avrebbe dovuto “osare”. La difficoltà maggiore sembra essere l’adattamento al nuovo Girone Z, dove l’equilibrio regna sovrano e ogni errore si paga a caro prezzo.
Il dato più incredibile riguarda il divario tra i due reparti: l’Angerese vanta il terzo miglior attacco del girone, con numeri che davanti non fanno invidia a nessuno. Addirittura, i rossoblù sono la squadra con il miglior rendimento realizzativo in trasferta, segno di una spregiudicatezza offensiva costante. Tuttavia, a questa prolificità fa da contraltare una difesa troppo fragile, che vanifica regolarmente quanto di buono costruito là davanti. Se mister Cau non riuscirà a trovare il giusto bilanciamento difensivo, la stagione rischia di rimanere bloccata in un limbo anonimo, ben lontano dai sogni di gloria di inizio campionato.

ARSAGHESE 5

Dal sogno del trono all’incubo dei bassifondi: il passo si è rivelato drammaticamente breve. L’Arsaghese, scesa dalla Prima Categoria con l’unico obiettivo di riprendersi subito il proprio posto al sole, rappresenta forse l’anomalia negativa più grande del Girone Z. Nessuno si sarebbe aspettato di vedere i biancorossi incappare in serie negative così prolungate e logoranti, capaci di sgretolare in pochi mesi l’entusiasmo di un intero ambiente.
Le ambizioni di vertice sono state presto ridimensionate dalla realtà del campo, dove i biancorossi hanno faticato a trovare un’identità e una continuità di risultati. Gli unici sussulti di orgoglio sono arrivati negli scontri diretti contro le formazioni di fondo classifica, vittorie che hanno permesso di mettere insieme quel “minimo sindacale” di 18 punti che oggi vale un cuscinetto di appena 4 lunghezze sulla zona playout. Un bottino decisamente magro per una rosa di questo livello. Nel girone di ritorno la parola “promozione” dovrà essere riposta nel cassetto: l’imperativo sarà guardarsi le spalle e uscire il prima possibile da una situazione preoccupante.

CAS SACCONAGO 5

La “discesa libera” del CAS Sacconago non accenna a fermarsi. Dopo due anni difficili e una retrocessione, la società sperava in un’annata di stabilità, ma il girone d’andata ha raccontato una storia diversa, fatta di sofferenza e crisi di risultati. Il punto di rottura è arrivato a inizio dicembre, quando la società ha deciso di sollevare dall’incarico mister Castiglioni dopo un digiuno di vittorie durato ben due mesi. Al suo posto è subentrato mister Canestrale, chiamato a una missione salvataggio non scontata.
Il paradosso del CAS è tutto nei numeri: la squadra vanta il terzo miglior attacco del girone con 27 reti messe a segno, a dimostrazione che il potenziale per colpire gli avversari non manca affatto. Tuttavia, questa verve offensiva viene sistematicamente annullata da una fase difensiva a dir poco allegra, che ha trascinato la squadra in piena zona playout. Con soli 14 punti in cascina, il nuovo tecnico dovrà lavorare prioritariamente sull’equilibrio e sulla solidità del reparto arretrato. Se il CAS riuscirà a chiudere i varchi in difesa, i gol potrebbero diventare finalmente pesanti per risalire la china; in caso contrario, la permanenza in categoria sarà una battaglia durissima fino a maggio.

AZALEE GALLARATE 5

Sapevamo che il passaggio di categoria sarebbe stato un sentiero in salita, ma le Azalee Gallarate stanno faticando più del previsto a trovare il passo giusto. Il voto 5 fotografa una prima parte di stagione deficitaria, dove i soli 12 punti conquistati rappresentano un bottino troppo magro per alimentare speranze di salvezza diretta senza passare dai tormentati playout. La squadra sembra aver perso quello smalto che l’aveva resa protagonista lo scorso anno, faticando a calarsi in una realtà dove ogni errore viene punito.
A confermare il momento difficile sono i numeri, spietati in entrambi i reparti: con 17 gol fatti le Azalee hanno il secondo peggior attacco del girone, mentre i 35 gol subiti valgono la seconda peggior difesa del raggruppamento. È evidente che per invertire la rotta serva un cambio di mentalità radicale: senza un deciso miglioramento nell’equilibrio tra le fasi, la permanenza in categoria rischia di diventare un miraggio. Il girone di ritorno dovrà essere affrontato con il coltello tra i denti, cercando quella solidità che finora è mancata quasi totalmente.

ARDOR 5

Se l’obiettivo dichiarato era quello di migliorare i piazzamenti delle scorse stagioni, il girone d’andata dell’Ardor ha raccontato una storia opposta. Gli 11 punti e il penultimo posto in classifica rappresentano un preoccupante passo indietro per una società che puntava a una crescita costante. Invece di guardare verso l’alto, i bustocchi si ritrovano invischiati nei bassifondi, con molte più ombre che luci a caratterizzare il proprio cammino.
La squadra ha faticato terribilmente a trovare una propria identità e, soprattutto, a dare continuità alle rare buone prestazioni. Troppo spesso l’Ardor è parso fragile nei momenti decisivi dei match, subendo passivamente l’iniziativa avversaria invece di imporre il proprio gioco. Per evitare che la situazione precipiti definitivamente, nel girone di ritorno servirà una scossa profonda, sia tattica che mentale: la salvezza è ancora possibile, ma il trend va invertito immediatamente per non rischiare di veder scivolare via la categoria.

LONATE POZZOLO 4.5

Analizzare il cammino del Lonate Pozzolo richiede una premessa doverosa: il ripescaggio inaspettato in estate ha costretto la società a una corsa contro il tempo per allestire una rosa pronta alla categoria. I presupposti erano difficili e il campo, purtroppo, lo ha confermato. Il voto riflette una prima parte di stagione estremamente complicata, dove i soli 6 punti conquistati certificano il ruolo di fanalino di coda del girone.
I numeri, in questo caso, sono impietosi e fotografano una crisi d’identità profonda: con 14 gol fatti il Lonate ha il peggior attacco del campionato, mentre i 43 gol subiti (quasi 3 a partita) ne fanno la peggior difesa. Una fragilità strutturale che ha reso ogni match una montagna insalvabile. Se la salvezza diretta appare oggi un traguardo quasi impossibile da raggiungere, l’imperativo per il girone di ritorno è cambiare totalmente assetto per aggrapparsi almeno alla speranza dei playout. Servirà un ritorno coraggioso e una solidità difensiva finora mai vista per provare a giocarsi il tutto per tutto nelle sfide decisive.

Francesco Vasco

Articolo precedente“Aspettando la Befana”: Gavirate inaugura il 2026 su due ruote con il raduno cicloturistico di Ciclovarese
Articolo successivoTop&Flop dei gironi legnanesi – Promosse Airoldi, Arnate e School of Sport. Don Bosco e Beata Giuliana rimandate

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui