Doveroso fare una premessa: qual è l’obiettivo del Varese?Vincere il campionato” sarebbe la risposta scontata che qualsiasi tifoso biancorosso vorrebbe sentirsi dire, ma la realtà dei fatti restituisce l’immagine di una squadra che, ad oggi, non è ancora pronta per questo. Oltretutto, al netto dei detrattori, la società si è ben tutelata dallo sbilanciarsi in estate promettendo chissà quali obiettivi (sempreverde, poi, il tira e molla con il Comune per la questione stadio). Detto questo, se il Varese non può vincere il campionato (a meno di clamorosi terremoti nel girone di ritorno) perché ci sono almeno due o tre squadre superiori, trovarlo al quarto posto significa essere “in linea con le aspettative”.

Il Varese al giro di boa della stagione rispecchia la posizione dello scorso anno (quella, però, era una squadra costruita con ben altri obiettivi): 30 punti, 21 gol fatti e 21 subiti, ma con un -11 dalla corazzata Vado che fa comunque malissimo anche a chi non si era illuso di poter vincere questo campionato. Tra alti e bassi, il percorso del Varese di Andrea Ciceri fin qui merita un 7: andiamo, però, nello specifico, a concentrarci sui singoli protagonisti in campo attraverso il nostro consueto Pagellone di metà stagione. Archiviati portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti, chiudiamo quest’oggi con staff e dirigenza.

STAFF

Allenatore: Andrea Ciceri 6.5

Sicuramente un carattere forte, ma anche un tecnico preparato che, nel bene e nel male, porta avanti le sue idee. Per le malelingue la sua panchina è stata salvata dal gol di Tentoni contro la Sanremese, ma la dirigenza ha sempre ribadito la piena fiducia nel nuovo progetto tecnico. Dal canto suo, eccezion fatta per le parole post-Asti, ha sempre difeso a spada tratta la squadra e rimarcato i valori del gruppo anche nel momento di massima difficoltà; anzi, ha avuto l lucidità nel riconoscere come la squadra avesse raccolto “troppo” nelle prime giornate. Nel corso del girone d’andata ha cementato il gruppo; nel girone di ritorno proverà a costruire qualcosa di importante. Se la sensazione è quella di vedere un Varese da terzo/quarto/quinto posto, sarebbe interessante vederlo all’opera con un livello ancor più performante. Identitario

Viceallenatore: Diego Verdini 6.5

Preparato e focalizzato sull’obiettivo a lungo termine, al punto da “preferire” evitare giudizi di metà stagione perché i bilanci si fanno alla fine. Giusto così. Spalla perfetta di Ciceri sia per il lavoro in settimana che per la gestione della partita. L’analisi degli avversari spetta a lui, così come l’aiuto sulle palle inattive; ecco, da questo punto di vista bisognerà migliorare tanto. Chiamato in causa in prima persona in un paio di occasioni (Club Milano e Lavagnese, due vittorie) dimostra che la personalità non gli manca. Metodico

Preparatore dei portieri: Claudio Abaterusso 6.5

Una delle costanti rispetto allo scorso anno. E, proseguendo il parallelismo con la passata stagione, partire da una base come quella che garantiva Piras (forte di oltre 10 anni di Vivaio Juventus), era sicuramente più semplice. Gabriel Bugli è forse partito un gradino sotto ma, grazie al lavoro costante, i passi in avanti si sono visti eccome. Anche quest’anno è riuscito a creare una bella squadra di lavoro tra i pali, con Rugginenti e Mandracchia (portiere della Juniores) e lo stesso Bugli. Il fatto che la società non abbia esitato a riconfermarlo è già di per sé indicativo. Costante

Preparatore atletico e fisioterapista: Marco Palvarini e Simone Bestetti 6.5

Se il primo rappresenta una novità per il mondo biancorosso, il secondo è una garanzia: i giocatori del Varese sono al sicuro con lui nel gestire qualsivoglia acciacco. Tornando a Palvarini, il lavoro in sinergia con Ciceri (a sua volta, quasi a tutti gli effetti un preparatore, non è stato semplice da gestire, ma ha sempre risposto presente. Il Varese sta bene a livello fisico e sarà importante lavorare altrettanto bene ora sui richiami per affrontare al meglio la seconda parte della stagione. Affidabii

Team Manager: Filippo Maddalena 7

Dopo un anno di gavetta in cui si è ritagliato un ruolo da protagonista, la sua riconferma è stata una naturale conseguenza. Sempre sorridente e ben voluto da tutti, il Team Manager biancorosso è l’anima aggiunta di questo Varese. Collante

DIRIGENZA

DS: Alessio Battaglino 6.5

Ancor prima che sul campo, il nuovo direttore sportivo biancorosso ha dovuto combattere con i pregiudizi: la sua nomina, e la conseguente scelta di Ciceri come allenatore, è inevitabilmente stata accompagnata dallo scetticismo della piazza per la paura di un Montanaro-Floris bis (intesa come progettualità “di coppia”). Budget inferiore rispetto allo scorso anno e, ancora una volta, squadra da costruire praticamente da zero: Battaglino l’ha fatto puntando in primis su territorialità e valore umano. Il Varese 2025-26 è sicuramente meno forte rispetto a quello dello scorso anno, ma sta comunque rispettando i giusti step di crescita confermandosi in zona medio-alta. Nel mercato invernale ha subito risposto presente con il colpo Agnelli; da valutare altre opportunità legate al mondo dei professionisti. Costruttivo

Varese sul campo 7

Concetto trito e ritrito, ma sempre di stringente attualità: questo Varese è una squadra d’alta classifica, ma non è pronto (almeno, ad oggi) a competere per la vittoria. E, in una piazza del genere, un concetto del genere equivarrebbe già ad un fallimento. Va però analizzata l’oggettività di campo: se questo Varese non può vincere (almeno due o tre squadre sono oggettivamente superiori), il quarto posto con cui la squadra ha chiuso il girone d’andata può esser ritenuto più che soddisfacente e in linea con le attuali possibilità di questo gruppo. L’aver over-performato a inizio stagione è stato pagato a carissimo prezzo, ma alla fine il cammino biancorosso si è equilibrato. L’auspicio è ovviamente quello di fare sempre qualcosa in più e non mancano le aspettative per il girone di ritorno: la squadra risponderà presente. Realistico

Varese fuori dal campo (dirigenza) 7.5

La crescita strutturale del club è oggettiva, anche se i passi in avanti da fare (sotto tutti i punti di vista), sono ancora enormi. L’asse con Gavirate comincia a mettere i primi germogli (per i frutti bisogna avere molta pazienza) e il mondo bianco-rosso-blu è ben orientato a garantire un futuro il più solido possibile alla Varese calcistica. Aperta anche la questione Stadio: nel ping-pong con il Comune, la società ha fatto la sua mossa e le parole di Rosati “porterò il Varese in Serie A” hanno lasciato il segno nel bene e nel male. Come abbiamo visto, a metà gennaio dovrebbe esserci il prossimo step burocratico. Chiaro che se davvero questa società dovesse riuscire nell’impresa di costruire un nuovo stadio a Varese la valutazione dell’operato schizzerebbe alle stelle. Per ora, comunque, è importante ribadire che la società è ben presente a prescindere dai risultati sportivi. Ambizioso  

Matteo Carraro

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