
Doveroso fare una premessa: qual è l’obiettivo del Varese? “Vincere il campionato” sarebbe la risposta scontata che qualsiasi tifoso biancorosso vorrebbe sentirsi dire, ma la realtà dei fatti restituisce l’immagine di una squadra che, ad oggi, non è ancora pronta per questo. Oltretutto, al netto dei detrattori, la società si è ben tutelata dallo sbilanciarsi in estate promettendo chissà quali obiettivi (sempreverde, poi, il tira e molla con il Comune per la questione stadio). Detto questo, se il Varese non può vincere il campionato (a meno di clamorosi terremoti nel girone di ritorno) perché ci sono almeno due o tre squadre superiori, trovarlo al quarto posto significa essere “in linea con le aspettative”.
Il Varese al giro di boa della stagione rispecchia la posizione dello scorso anno (quella, però, era una squadra costruita con ben altri obiettivi): 30 punti, 21 gol fatti e 21 subiti, ma con un -11 dalla corazzata Vado che fa comunque malissimo anche a chi non si era illuso di poter vincere questo campionato. Tra alti e bassi, il percorso del Varese di Andrea Ciceri fin qui merita un 7: andiamo, però, nello specifico, a concentrarci sui singoli protagonisti in campo attraverso il nostro consueto Pagellone di metà stagione. Dopo aver parlato di portieri e difensori, quest’oggi tocca a centrocampisti e attaccanti, mentre domani chiuderemo con staff e dirigenza.
CENTROCAMPISTI

Orso Maria De Ponti 6.5
17 presenze (16 da titolare). Ciceri l’ha voluto ad ogni costo e il classe ’05 l’ha ripagato rivelandosi una pedina quasi insostituibile dello scacchiere biancorosso: tra i più utilizzati, poco importa se come mezzala, regista, braccetto o difensore centrale, e spesso tra i più positivi. È il classico giocatore che magari non appare, ma è sempre al posto giusto nel momento giusto soprattutto in fase di interdizione. Finale di stagione in crescendo. Tattico

Andrea Malinverno 6.5
15 presenze (10 da titolare). Altro elemento imprescindibile dello spogliatoio, uno che sa veramente cosa voglia dire indossare la maglia del Varese. Grazie alla sua determinazione e alla voglia di non mollare mai si è ritagliato un discreto spazio nelle gerarchie di mister Ciceri contribuendo con un gol all’importantissima vittoria di Tortona. Un paio di giri a vuoto ci sono stati, ma è sempre tra i più volenterosi e il suo carisma sa accendere i tifosi. Carismatico

Luca Palesi 6
16 presenze (15 da titolare). È paradossale che uno come lui non abbia ancora trovato la via del gol, ma per certi versi questa contraddizione si può spiegare in virtù della sua generosità: parliamo di un giocatore che, dal punto di vista fisico, si spinge costantemente al limite rincorrendo ogni avversario fino allo sfinimento. Ciò l’ha portato, soprattutto in assenza di ricambi là in mezzo, ad andare spesso fuorigiri perdendo la lucidità necessaria; la pausa e la giornata di squalifica che dovrà scontare a inizio girone di ritorno gli permetteranno di tirare il fiato. Sta di fatto che, insieme a De Ponti, è il centrocampista cui Cieri non rinuncia mai, a meno che non sia costretto a farlo. Generoso

Tommaso Tentoni 6
15 presenze (9 da titolare). Reduce da un infortunio, ci ha messo qualche giornata in più a carburare. La prestazione da incorniciare a Sestri Levante è forse stata un biglietto da visita fin troppo bello: in primis quel “fuori giri” (giocando 77’ ad altissimi ritmi) l’ha dovuto scontare nelle giornate successive con prestazioni al di sotto delle aspettative, ma è poi tornato protagonista in grande stile prendendo le chiavi del centrocampo e della squadra. Il golazo (fortuna o bravura? È troppo chiedere entrambe?) a tempo scaduto contro la Sanremese è valso oro. Qualche ulteriore acciacco nel finale di stagione ne ha ulteriormente rallentato il rendimento. Determinante

Abraham Sovogui NG
5 presenze (0 da titolare). A lungo oggetto misterioso, si è fin qui visto in scampoli di partita: cose buone e cose meno buone, sicuramente il colosso classe ’06 potrebbe avere le qualità per imporsi tra i grandi, ma dovrà essere attentamente seguito nel suo percorso di crescita. Intrigante
ATTACCANTI

Matteo Barzotti 7
14 presenze (8 da titolare). Il bomber della squadra con 7 reti che, in virtù di un minutaggio più “limitato” rispetto ad altri colleghi, assumono ulteriore valore positivo. Sicuramente la sua assenza e il suo rientro con il freno a mano tirato (dopo gli acciacchi al ginocchio) sono fattori che hanno inciso in negativo sul rendimento del Varese. Con Barzotti questa squadra ha un finalizzatore, uno che sa trovare la zampata giusta al momento giusto e che non trema mai dal dischetto. Suoi gli ultimi tre gol biancorossi che, dati alla mano, sono valsi 7 punti. Anche quest’anno i numeri gli danno ragione: è lui il vero giocatore imprescindibile per questa squadra. Decisivo

Pietro Cogliati 7
17 presenze (16 da titolare). Barzotti è il finalizzatore, vero, ma Cogliati è il faro di questo Varese che sa illuminarsi solo quando il classe ’92 splende sulla sinistra. Soprattutto nelle prime giornate di campionato, la sensazione era che il Varese, pur avendo avuto squadre globalmente più forti (vedi lo scorso anno), non avesse mai avuto un giocatore del genere. Dribbling, corsa, personalità e abilità tattica e tecnica. Il neo, a volerlo trovare, riguarda i gol fatti (4 sono fin troppo pochi per un giocatore del genere), ma viene davvero difficile pensare ad un Varese senza di lui. Ispirato

Filippo Guerini 6.5
17 presenze (16 da titolare). Quando Guerini segna, il Varese vince: quattro reti che sono coincise con 12 punti raccolti. Il classe ’00 si è presentato in biancorosso in punta di piedi, con l’etichetta di essere il “vice-Qeros”, ma si è subito ritagliato uno spazio importante risultando a metà stagione uno degli irrinunciabili di mister Ciceri. Anzi, a inizio stagione sembrava quasi oscurare gli altri: estro, rapidità e giocate di grandissimo livello avevano abbagliato i tifosi. Poi la sua verve realizzativa si è spenta dal 19 ottobre: Guerini continua ad essere un giocatore irrinunciabile (uno di quelli che può sempre inventare la giocata), ma ha bisogno di ritrovare il gol per riaccendere definitivamente la sua stagione. Imprevedibile

Frenci Qeros 5.5
13 presenze (9 da titolare). I numeri degli ultimi anni parlavano di un giocatore che doveva ancora ritrovarsi e la prima metà di stagione in biancorosso l’ha dimostrato. Un gol e qualche buona giocata non bastano a fargli raggiungere la sufficienza perché, giustamente, i tifosi si aspettano da un profilo del genere quelle giocate (alla Cogliati o alla Guerini) che possano accendere e decidere una partita. In ritardo di condizione, e vittima di qualche acciacco fisico, al netto di qualche partita buona, non ha mai convinto del tutto. Incompiuto

Niccolò Romero 5.5
15 presenze (9 da titolare). Due gol e tantissimo lavoro sporco (che deve giustamente essere sottolineato ed elogiato), ma una prima punta con la sua fisicità ed esperienza può e deve fare di più sotto tutti i punti di vista. Un problema fisico a inizio stagione ne ha ritardato la preparazione ma, appena gettato nella mischia, ha subito risposto presente; forse ne ha poi pagato lo scotto faticando a trovare continuità di rendimento e, con il rientro a pieno regime di Barzotti, è scivolato indietro nelle graduatorie. Romero resta comunque un giocatore importantissimo e potenzialmente devastante per questa squadra (lo ha dimostrato a Tortona innescando il gol di Barzotti); nel girone di ritorno avrà modo di raggiungere la sufficienza piena. Faticatore
Mattia Barbaro NG
0 presenze. Evidentemente non è ancora pronto per il palcoscenico della Serie D, ma si sta ritagliando spazio con la Juniores. Lo vedremo nel girone di ritorno? Inesperto
Riccardo Pliscovaz NG
7 presenze (0 da titolare). Gettato nella mischia nei minuti finali, il classe ’06 scuola Gavirate ha sempre risposto presente dimostrando di avere più di qualche carta da giocare (peccato per il doppio gol mancato contro la Cairese). Certo, lo scarso minutaggio (che era preventivabile) impedisce una valutazione oggettiva; sensazioni positive, ma il giudizio viene rimandato a fine stagione. Promettente
Matteo Carraro


























