
Sarà Carlos Stewart il nuovo innesto della Pallacanestro Varese. I biancorossi hanno deciso di puntare in maniera decisa sul playmaker ex Hamburg Towers, squadra tedesca dalla quale si è svincolato una decina di giorni fa e con cui ha giocato in EuroCup, facendo registrare buone cifre: 11.2 punti e 2 rimbalzi di media in 9 partite, numeri ancora migliori in Bundesliga dove viaggiava a 15 punti di media in 3 partite giocate.
Playmaker di 185cm, Stewart è un rookie per il basket europeo, visto che è alla prima esperienza nel nostro continente dopo essersi formato alla Santa Clara University, ed ha tentato il grande salto nel basket senior scegliendo la Germania proprio come face un altro ex varesino, ovvero Tarik Owens.
Un’operazione in via di definizione e che dovrebbe concludersi nei prossimi giorni, mettendo a disposizione di Kastritis il giocatore già per la sfida con Cremona dell’8 dicembre. Rispettate così le promesse fatte dal GM Sogolow ai nostri microfoni, sia sul ruolo del nuovo innesto che sulle tempistiche. Qui sorge però la domanda cardine, un playmaker è davvero quello che serve a questa squadra?
Avendo nel roster due giocatori come Iroegbu, che è un handler scorer ma pur sempre un giocatore che ama avere tanto la palla tra le mani ed impostare l’azione e Librizzi, che ha dimostrato di poter fare molto bene da primo cambio del playmaker (come dimostrato fino all’arrivo proprio del numero 11 biancorosso) ma che al contempo ha dato segnali d’insofferenza nell’alternanza a tre nel ruolo di play, viene il dubbio che aggiungere un altro giocatore proprio in cabina di regia possa nuovamente andare ad ingolfare il motore, più che dargli una spinta.
Non solo però, perché Stewart, benchè porti teoricamente punti in più, non aggiunge né fisicità né quella specializzazione al tiro da tre (in carriera ha sempre viaggiato sotto il 40%) che invece sono due caratteristiche importantissime delle quali avrebbe bisogno una Varese che (vedasi ad esempio la gara con Udine, espressione massima dei problemi attuali di questa Varese), soffre in termini di fisicità sia sugli esterni che sotto le plance, ed il dato dei rimbalzi concessi agli avversari è esemplificativo di questo, e tira molto male da oltre l’arco, benché questa sia una delle prime opzioni di tiro della squadra di Kastritis che, tolti Alviti e Librizzi, specialisti di questa scelta balisitica non ne ha.
Dubbi che tutti si augurano nel mondo biancorosso vengano spazzati via da Stewart, qualora arrivasse, anche se la scelta, infine, di prendere un giocatore che si alterni ad Iroegbu, più che si completi con esso, lascia legittimi interrogativi che solo il campo saprà o meno dissipare, consci che da questo acquisto passerò molto del destino della Pallacanestro Varese in questo campionato.
Alessandro Burin























