Non pensavo sarebbe mai arrivato il giorno in cui avrei dovuto scrivere queste parole.
Il calcio è sempre stato più di un gioco per me. È stato rifugio, gioia, fatica, sogno. È stato casa. Ogni allenamento, ogni partita, ogni caduta e ogni esultanza hanno costruito la persona che sono oggi.
Ma ora è il mio cuore a chiedere il cambio. Un problema che non lascia margini, che mi costringe a uscire dal campo…per sempre.
Fa male. Un dolore che non si cura con il ghiaccio spray o una fasciatura. Fa male perché non si spegne una passione con una diagnosi. Ma so che devo ascoltare il mio corpo e i medici, anche se l’anima vorrebbe ancora correre.
Grazie calcio.
Per ogni battito accelerato, per ogni sogno acceso, per ogni lezione di vita.
Ti porterò dentro ogni giorno, anche da bordo campo.
Non è un addio. È solo un altro modo di amarti.” Grazie calcio e grazie alle persone che hanno reso tutto questo possibile ??

Caro Mattia, 
ho sbirciato sui social e ho letto queste righe, te lo confesso mi hanno fatto vacillare un po’. Mi sono commosso.
Parole vere, parole da leader, ma soprattutto parole da uomo di campo che ha dato tutto sé stesso per questa passione.
Che bello però leggerle, che bello aver fatto parte della tua vita, e che bello aver suscitato in te tutte queste estenuanti emozioni. 
Ora, però, tocca a me dirti grazie. Grazie per aver sempre onorato ogni maglia con cui hai giocato, grazie per essere sempre stato un compagno presente ed un avversario tosto ma leale, grazie per aver sempre messo il bene della squadra prima del tuo, per tutte le corse dentro e fuori dal campo, per la pazienza, per avermi dedicato passione, cura, dedizione. Grazie per averci creduto sempre. Grazie per avermi amato incondizionatamente. Ma soprattutto, concedimelo, grazie per quella domenica a Pozzuolo Martesana, per quel gol al ’95, per quel momento che è diventato il tuo momento e che ha portato Luino nell’olimpo e i tuoi compagni di allora in Paradiso. Che sogno quel giorno. Una finale vinta così, vale doppio, resta indelebile. 
Se penso alla forza e alla pazienza che hai avuto già nella nostra “prima pausa di riflessione” vacillo di nuovo, sei stato incredibile. Eppure, sai perché sei tornato a calcare i campi dopo lo stop forzato? Perché hai ascoltato il tuo cuore. E oggi, proprio oggi, fai esattamente la stessa cosa. 
Goditi la tua famiglia, la tua compagna, la tua bimba. Mi hanno detto che alla Valcuviana ti aspettano lì, a bordocampo, so che sapremo ancora prenderci cura l’uno dell’altro. 
Va beh, ora basta lacrime, ci vediamo al campo, con un gran sorriso. 
Si cambia treno, ma il viaggio continua. Ci vediamo presto, mio caro amico.

Firmato: il tuo amato calcio 

Mariella Lamonica

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