La sconfitta dell’andata contro il Canegrate obbliga il Gavirate all’ultima battaglia della stagione. Domenica 17 maggio alle ore 15.30, al “Vittore Anessi”, i rossoblù saranno chiamati a ribaltare il ko incassato fuori casa nel playout del Girone C di Promozione, con il vantaggio però di avere a disposizione due risultati utili nel computo complessivo grazie al miglior piazzamento ottenuto in campionato. Una sfida delicatissima, da dentro o fuori, che continua inevitabilmente a coinvolgere anche Antonio Paolillo.

L’ex tecnico rossoblù segue ancora con grande partecipazione il percorso del “suo” Gavirate e torna ad analizzare una stagione che, al netto delle difficoltà, considera comunque positiva sotto molti aspetti. “Nelle ultime partite di campionato si è di fatto concretizzato quello che avevamo detto un mese e mezzo fadichiara Paolillo –: all’andata, contro determinate squadre, avevamo ottenuto gli stessi risultati perché erano avversarie che ci permettevano di sviluppare un gioco più congeniale alle nostre caratteristiche”.

Il rammarico resta soprattutto per qualche occasione lasciata per strada: “Peccato per il pareggio col Vighignolo, ma bisogna anche riconoscere i meriti delle altre. A dicembre tante squadre si sono rinforzate parecchio e i valori sono inevitabilmente cambiati: basti pensare all’Accademia Vittuone e all’impatto avuto da giocatori come Bugno. Faccio sinceramente i complimenti anche a loro”.

Nel ragionamento di Paolillo emerge poi un dato che, a suo modo di vedere, certifica il percorso rossoblù: “Il Canegrate, al pari del Gavirate, è stata una delle poche squadre a mantenere più o meno lo stesso organico e, infatti, ha vissuto un percorso opposto rispetto ad altre realtà che si sono rinforzate nel mercato invernale e che hanno scalato la classifica. Per questo motivo voglio elogiare il rendimento del Gavirate: tanti pensavano che una squadra giovane come la nostra avrebbe pagato l’inesperienza con un girone di ritorno decisamente sottotono, ma l’esito del campionato valorizza ancor di più il lavoro fatto. Con tutto il rispetto per Palumbo e Miele, che stanno facendo il massimo, non c’è stato un cambio radicale dopo il mio addio, bensì una continuità di percorso. I numeri lo dimostrano: 19 punti all’andata e 18 al ritorno. E sono punti che, per qualità della rosa ed esperienza complessiva, vanno oltre le aspettative iniziali”.

Paolillo torna poi sull’essenza stessa del progetto Gavirate, nato con l’obiettivo di valorizzare un gruppo giovane pur sapendo di poter attraversare momenti complicati: “Sulla carta in tanti ci vedevano già retrocessi a dicembre, ma quando si sceglie un progetto del genere bisogna mettere in conto certe difficoltà; non dimentichiamo, infatti, che fin dall’inizio l’eventualità della retrocessione era stata messa in conto. I ragazzi, comunque, hanno sempre dato tutto e si giocheranno la salvezza fino all’ultimo”.

Guardando alla sfida decisiva di domenica prossima, il tecnico individua soprattutto una componente mentale: “Nell’ultima partita a Canegrate li ho visti un po’ scarichi, ma credo sia anche normale tensione per ragazzi che non hanno mai vissuto gare di questo peso. Il fattore esperienza conta tantissimo, inutile negarlo. Giocare la sfida decisiva in casa, però, può dare qualcosa in più e spero davvero che riescano a portare a casa una salvezza che, per quanto mostrato durante l’anno, sarebbe ampiamente meritata”.

A prescindere dall’esito del match di domenica, però, è inevitabile rivolgere uno sguardo a quello che sarà il futuro di Antonio Paolillo: “Adesso preferisco aspettare che tutti i campionati finiscano e che le situazioni si chiariscano. Voglio capire bene come si muoveranno alcune società e valutare eventuali progetti che potrebbero interessarmi. Come sempre, però, bisogna avere pazienza”.

Matteo Carraro

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