
Il 2026 si è aperto seguendo la strada tracciata dal 2025: nel segno dello spettacolo. E così, il Girone Z di Seconda Categoria si continua a confermare un autentico serbatoio infinito di spettacolo con la lotta per la promozione che sembra destinata a tener banco fino alla fine. Se la San Marco ha leggermente rallentato, Cistellum, Samarate e Sommese hanno subito risposto presente, ma al treno di testa non si può certo dimenticare un Mercallo che ormai non è più una sorpresa.
Con l’1-0 sul CAS Sacconago, valso la quarta vittoria consecutiva, i biancoverdi si sono confermati a -3 dalla vetta e sono già proiettati sulla trasferta bustocca contro la Borsanese prima del super-appuntamento casalingo contro la capolista Cistellum. Parlare di sorpresa, dicevamo, è sbagliato perché il Mercallo ha ormai vestito l’abito della certezza, come ribadito nel nostro Pagellone. “L’ho letto – esordisce sorridendo capitan Simone Casazza, difensore classe ’01 che, oltre ad essere un giocatore, è un mercallese doc – e condivido il giudizio. Il gruppone delle prime cinque è davvero compatto per cui quel voto me lo prendo e lo porto a casa, consapevole che c’è però ancora un girone dai ritorno da vivere e, si sa, la seconda parte della stagione è sempre diversa: le squadre cambiano, molte si rinforzano e gli equilibri vanno ritrovati. Ad esempio, l’Azalee Gallarate vista a fine dicembre non è certo una squadra da terzultimo posto. Pensiamo a lavorare”.

Cosa è emerso fin qui: qual è il vero punto di forza del Mercallo?
“Il nostro punto di forza è sicuramente il senso di appartenenza. Abbiamo tante persone che sono di Mercallo e sentono questa causa come propria: questo ci permette di dare sempre qualcosa in più e di lottare su ogni pallone. È un messaggio che si è trasferito anche a chi non è del paese, che oggi vive il Mercallo come qualcosa di suo. In campo si vede: siamo una squadra coesa, senza gerarchie, dove anche i giovani possono esprimersi senza problemi e senza alcuna forma di nonnismo. A questo va aggiunto il grande lavoro fatto sul mercato estivo da mister Pasqualini, che ci ha portato giocatori importanti come Ruggia, D’Andrea, Barbagallo e Tessarolo, alzando ulteriormente il livello”.
Avete chiuso il 2025 con tre vittorie consecutive e aperto il 2026 con un altro successo: qual è l’obiettivo stagionale?
“Il nostro obiettivo è migliorare quanto fatto l’anno scorso. Esistiamo da quattro anni e, stagione dopo stagione, siamo sempre cresciuti: vogliamo continuare su questa strada. Sappiamo di essere una buona squadra e scendiamo in campo sempre con l’idea di giocarci la partita contro tutti. Il primo traguardo è superare i 42 punti dello scorso campionato, poi è giusto anche sognare”.

Nel mirino c’è la sfida del 25 gennaio contro il Cistellum? Quel 5-1 dell’andata sembra un’anomalia…
“Sicuramente è stata un’anomalia, anche se, pur severa nel punteggio, è stata una sconfitta meritata. Quella partita, comunque, ci ha dato qualcosa in più facendoci lavorare meglio durante la settimana. Ad oggi non ci sto pensando: prima c’è la Borsanese, che è un’ottima squadra. Da settimana prossima penseremo al Cistellum, che resta una grande squadra: sarà sicuramente una bellissima partita”.
Questo Girone Z è uno dei più spettacolari degli ultimi anni: ti aspettavi un livello così alto?
“Per quanto ci riguarda, abbiamo cambiato tanti giocatori e all’inizio non conoscevo bene i nuovi: allenamento dopo allenamento, già da agosto, ho capito che avremmo potuto fare un ottimo campionato. Essere oggi nelle prime cinque non è affatto scontato, perché questo è un girone davvero equilibrato, con tante squadre forti. Proprio per questo dobbiamo continuare a lottare ogni domenica per restare lì”.

Oltre al Cistellum, quale squadra ti ha impressionato di più?
“Il campo ha parlato chiaro: Busto 81 e Torino Club sono le uniche altre due squadre che ci hanno battuto, quindi meritano i complimenti. In particolare, il Busto 81: sono venuti a Mercallo per giocare una partita con la P maiuscola, sono stati più bravi di noi e si sono portati a casa il risultato. Sarà nostro dovere lavorare per migliorare ed evitare altri passi falsi del genere”.
A livello personale che stagione stai vivendo?
“Per me Mercallo è casa: sono nato qui e sono al quarto anno da quando esiste la squadra. Sto benissimo. La società è seria, non ci mette pressione e ci è sempre vicina, così come il gruppo, che è davvero forte: anche se negli anni qualcuno è andato via, chi è arrivato si è dimostrato più che all’altezza. Non ho obiettivi personali di gol o assist: il mio unico obiettivo è fare bene per il Mercallo e provare a portarlo in Prima Categoria. Non so se sarà quest’anno, l’anno prossimo o quello dopo ancora, ma sicuramente ci proveremo e ci riproveremo ancora. La fascia da capitano mi dà qualcosa in più, anche se di fatto è solo un simbolo: la vera leadership è quella che dimostri ogni giorno. E sono contento perché nel nostro spogliatoio ci sono tanti ragazzi che danno l’esempio, come Marzetta, Galbignani, Viganotti e Pomi. Tutti noi, però, portiamo avanti lo spirito mercallese”.
Prima di lasciarti andare, non possiamo non toccare un argomento davvero delicato. Tra le tante soddisfazioni che avete raccolto fin qui, c’è stato senza dubbio il momento più difficile di tutti: quel maledetto 6 dicembre, la tragedia che ha colpito Giorgio Cizzico.
“Tutto il mondo del calcio dilettantistico gli è stato vicino, ma non ci sono parole per spiegare un dolore simile. Gio fa parte e farà sempre parte del nostro gruppo: lo sentiamo e siamo sempre al suo fianco”.
Matteo Carraro






























