
Il mese di marzo ha regalato al Mercallo due vittorie consecutive contro Sommese e Torino Club che hanno confermato l’ottimo rendimento stagionale degli uomini di Di Cesare (47 punti, già migliorato lo storico della scorsa stagione di 42 punti), avvicinandosi sempre di più alla certezza di disputare i playoff nella post season. Tuttavia l’aprile dei biancoverdi si è aperto con un aspro ko in casa dell’Ardor, sprecando così l’opportunità di andare in fuga al terzo posto e costringendosi a tre gare di alto livello per questo finale di stagione di un imprevedibile Girone Z di Seconda Categoria.
Nonostante ciò, il morale in casa Mercallo rimane alto e ad assicurarlo ci ha pensato Luca D’Andrea, centrocampista classe ’04 che al suo primo anno con i biancoverdi, dopo anni passati tra Eccellenza, Promozione e Prima Categoria, culminati con la vittoria del campionato con il Gallarate dello scorso anno, si è già ritagliato un ruolo da protagonista, oltretutto in una posizione inedita per lui, abituato da sempre a fare il difensore centrale, e ora spera di raggiungere la promozione insieme ai suoi compagni.
In questa stagione ha collezionato due reti in 22 presenze, entrambe in scontri diretti e decisive per portare punti alla sua squadra (gol dell’1-1 contro la San Marco e gol del 3-2 contro la Sommese) e si è contraddistinto durante l’intero anno per il suo agonismo e la sua determinazione in mezzo al campo. Nell’ultima gara è subentrato nella ripresa con la solita grinta, senza tuttavia riuscire ad evitare la sconfitta contro un determinato Ardor: “È stata una sconfitta amara da buttare giù – ha commentato D’Andrea – soprattutto per il fatto che ne abbiamo subite ben poche durante la stagione. Poi in un momento così delicato, con i 3 punti che avrebbero potuto blindare i playoff e chissà magari anche qualcos’altro. Visto il gruppo che siamo, ripartiremo più forti già dalla prossima domenica per vincere ad Olgiate fuori casa e assicurarci i playoff”.
Nonostante l’inciampo a Busto, la classifica parla ancora di terzo posto con 47 punti a pari merito con la San Marco a tre giornate dalla fine: come definiresti il percorso della squadra finora?
“Lo definirei come d’aspettativa. Alla fine in molti ci consideravano come un’outsider, una squadra da media/alta classifica, ma in realtà da inizio anno sapevo che avremmo potuto puntare ai playoff. Siamo in corsa, è quello che mi aspettavo e spero che riusciremo ad andare a prenderlo”.
Il mese di marzo è stato fondamentale per la vostra crescita, contraddistinto da risultati importanti tra cui il 3-2 sulla Sommese deciso proprio da una tua rete nel finale: che cos’hai provato in quel momento?
“Nel mese di marzo, dopo la sconfitta col Cistellum, ci è scattato qualcosa in più, anche se avremmo potuto strappare altri quattro punti. Però non serve guardare indietro, adesso guardiamo solo avanti. Il mio gol decisivo contro la Sommese? Un’emozione importante, forse una delle migliori della mia carriera. Segnare il gol vittoria in una partita così fondamentale in questo momento della stagione ti fa sentire tanto coinvolto e stimolato per arrivare al successo”.
Pensi si possa ritenere la vittoria che ha segnato una svolta definitiva nel vostro cammino?
“È stato uno di quegli episodi che durante la stagione risultano importanti perché ti rilanciano in un momento delicato e ti portano anche molto all’interno dello spogliatoio. Però dove siamo adesso ce lo siamo costruiti dalla prima giornata, anche se partiti un po’ in salita ma ce lo siamo creati tutti insieme partita dopo partita”.
Ora vi attendono Calcio Olgiate, Arsaghese ed Azalee: tre gare per chiudere la regular season che si presentano piuttosto ostiche e per nulla scontate: che partite ti aspetti e quanti punti vi ponete di portare a casa?
“Mi aspetto tre gare combattute. Saranno tre finali, perché come in gran parte delle partite del girone di ritorno, ogni squadra vuole portare a casa più punti possibili, quindi di conseguenza anche il nostro obiettivo è quello di portarci a casa tre vittorie per blindare definitivamente i playoff”.
Se il campionato finisse oggi significherebbe playoff contro la San Marco: i precedenti stagionali parlano di gare equilibrate sempre terminate in parità, dove oltretutto nella gara di ritorno ci hai anche messo lo zampino: quanto vi stimolerebbe questa sfida?
“Sicuramente si parla di una partita equilibrata. Loro sono una squadra forte, soprattutto a livello difensivo dove concedono ben poco ma anche a livello offensivo giocano bene. Riguardo gli stimoli c’è poco da dire, sono quelle partite dove non si può non avere la motivazione, arrivi a giocarti la stagione in una partita, dopo un intero anno e dove magari arrivi anche stanco a livello fisico, però lo stimolo è fondamentale e sovrastante”.
Parliamo un po’ della tua nuova avventura a Mercallo, dove stai spiccando per la tua intensità e fisicità in mezzo al campo, tanto che i tuoi compagni ti hanno dato il soprannome di “Toro”; per te si tratta di una novità, dato che nasci come difensore centrale: come ti trovi in questo nuovo ruolo e com’è stato il periodo di adattamento a metà campo?
“Inizialmente il periodo d’adattamento è stato un po’ strano, il che penso sia normale quando sin da piccolo sono stato abituato a fare il difensore centrale, al massimo il terzino. Arrivare a fare il centrocampista inizialmente mi è sembrato un po’ insolito, anche nel trovar la posizione giusta, però con il passare del tempo e delle giornate ho acquisito confidenza, ho capito che potevo ricoprirlo tranquillamente. Poi trovare un gol contro la San Marco e successivamente un altro contro la Sommese mi ha conferito maggior fiducia e devo dire che mi trovo davvero bene, perché ho la possibilità di svariare molto e mi piace correre, buttarmi negli spazi, ripiegare… Il soprannome “Toro”? Nasce dall’intensità e la cattiveria che metto negli allenamenti; è simpatico, ma lo apprezzo molto perché manifesta il bel gruppo che siamo”.
La stagione attuale è la tua prima in Seconda Categoria, dopo anni passati tra Eccellenza, Promozione e Prima Categoria: com’è stato l’approccio al campionato e soprattutto che differenze hai notato maggiormente?
“L’approccio alla categoria tutto sommato non è stato difficile, ho sofferto leggermente il passaggio da campi belli a campi più duri e difficili. A livello qualitativo c’è qualche differenza, ma ci sono comunque tanti giocatori forti e di qualità. Le differenze principali le ho viste sotto l’aspetto agonistico: in Seconda Categoria ci sono più battaglie, più scontri duri, invece nelle categorie superiori magari si gioca un po’ di più a calcio. Però è anche questo il bello dello sport, aspetti come l’agonismo e gli scontri”.
Rimanendo sul tuo passato, la scorsa stagione hai vissuto il salto di categoria in Promozione con il Gallarate: che emozioni hai provato?
“Emozioni incredibili perché vincere il campionato è sempre bello ma chiuderlo con diverse giornate d’anticipo lo è stato ancora di più. Soprattutto vincerlo con un gruppo e una società così: lo spogliatoio andava al di sopra di tutto, ormai era diventata una seconda famiglia che ci ha trascinato fin da subito. È stato il fattore principale che ci ha portato a stravincere il campionato, non posso dire altro che una delle stagioni più belle della mia carriera”.
Quanto ti auguri di poter replicare questo traguardo anche quest’anno con il Mercallo e quanto significherebbe per te?
“Significherebbe tanto: parlando a livello personale riuscire a raggiungere la promozione sarebbe un grande traguardo perché sin da quando sono arrivato al Mercallo, la società ha puntato molto su di me e quindi raggiungere la Prima Categoria con una fiducia così grande da parte di società e squadra sarebbe un qualcosa che mi porterebbe tanto orgoglio dentro e tanta gioia. Poi poterlo replicare con un gruppo così sarebbe fantastico, perché anche quest’anno a livello di spogliatoio siamo un bellissimo gruppo, pieno di giovani e giocatori esperti. Raggiungere un obiettivo del genere non sarebbe per nulla banale, anche perché siamo in un girone tosto, tirato fino all’ultimo, per questo sarebbe qualcosa di fantastico e mi auguro che riusciremo a raggiungerlo”.
Francesco Marcassa



























