Il Calcio Olgiate è una neopromossa solo sulla carta, così come è un eufemismo parlare di società giovane e inesperta. Certo, la realtà bianco-verde-viola esiste da meno di due anni, ma sono le persone a definirne l’essenza e chi mastica calcio da sempre (ed è ben noto in provincia) non poteva che avviare un progetto serio, solido e ambizioso.

E così, dopo la vittoria (a sorpresa) del campionato di Terza Categoria la scorsa stagione, nell’attuale Girone Z di Seconda Categoria sta maturando una tranquilla e meritatissima salvezza. A seguito di un avvio scoppiettante, la permanenza a questi lidi sembrava pura formalità, ma l’inevitabile periodo di flessione (che tutte le matricole vivono) aveva innescato qualche dubbio. Nulla di trascendentale, sia chiaro, dato che l’Olgiate ha sempre navigato ben sopra la soglia di galleggiamento, e le apprensioni sono state prontamente spazzate via dagli ultimi risultati. Su tutti, il 2-1 sulla (ex) capolista Cistellum che vale l’attuale +7 sulla zona che scotta (guardando la forbice punti diventa un +9).

“Quella di domenica è stata una vittoria molto importante – esordisce Simone Donati, espertissimo centrocampista classe ’90 – perché arrivata contro una squadra molto più attrezzata di noi, soprattutto a livello di individualità. Noi, però, ci siamo dimostrati più squadra, siamo stati compatti e domenica ha trionfato davvero la nostra unione: siamo riusciti a tenere botta contro un avversario che c’entra davvero poco con la Seconda Caategoria”.

Vittoria eclatante che, soprattutto, dà continuità al momento e, al netto di qualche alto e basso, vi ha riportato in linea con quello che era il trend di inizio stagione.
“In questi casi non dobbiamo mai dimenticarci che il Calcio Olgiate è una realtà giovane, per quanto le persone che ne fanno parte non hanno bisogno di presentazione. Dopo la vittoria del campionato lo scorso anno, tra lo stupore generale perché, al di là dei nostri meriti, l’ha buttato la Cedratese, abbiamo approcciato la nuova categoria con entusiasmo e ambizione, consapevoli di doverci sudare la permanenza. Senza presunzione, sapevamo di avere una buona squadra e, difatti, ad un certo punto eravamo secondi dietro il Cistellum: poi il campionato ha preso una piega strana, gli ultimi risultati di tutte le squadre lo dimostrano, e abbiamo inanellato un filotto di risultati non proprio positivi, ma nessuno di noi ha mai dubitato su quello che era il nostro valore”.

Toccando ferro, per la matematica salvezza manca poco…
“Manca poco e dobbiamo essere bravi a restare sul pezzo, ma indubbiamente la vittoria di domenica ci ha dato un’importante scarica di adrenalina, compattando ancor di più il gruppo e l’unione con il mister. Nelle prossime partite dovremo portare a casa quei punti necessari a blindarla. Il fatto di essere a -6 dai playoff, poi, dimostra l’imprevedibilità di questo campionato”.

A proposito di questo, nelle prossime tre sfide affronterete tre squadre in lotta per i playoff (Jeraghese, Mercallo e San Marco) per poi chiudere con il Busto81: come si affronta il rush finale?
“Ce le giocheremo tutte a viso aperto, senza paura di nessuno. Sappiamo quali sono i nostri limiti, ma conosciamo anche bene i nostri punti di forza. L’obiettivo è fare più punti possibili per chiudere il discorso salvezza il prima possibile. Poi, una volta raggiunta, sarà giusto dare spazio ai giovani: è importante iniziare a inserirli e abituarli alla categoria in vista della prossima stagione. La base c’è già. Per quanto mi riguarda, invece, è un momento un po’ particolare: potrebbe essere anche la mia ultima stagione, a giugno diventerò papà e quindi dovrò fare alcune valutazioni. Quindi smetti? Non lo so ancora, sinceramente. L’età inizia a farsi sentire, qualche acciacco c’è e anche il lavoro richiede tempo ed energie. Dovrò capire bene come organizzarmi, parlarne con il mister con cui ho un ottimo rapporto, ma soprattutto confrontarmi a casa… perché alla fine i veri datori di lavoro sono lì (ride, ndr)”.

Tornando alla stagione, vi aspettavate questo rendimento da neopromossi?
“Avendo qualche anno in più, sapevo che avremmo incontrato delle difficoltà, ma non ho mai pensato ad una squadra da playout. Fin dall’inizio ero convinto che questo fosse un girone in cui ci si poteva salvare tranquillamente. I playoff sarebbero stati una ciliegina sulla torta: non so se riusciremo a raggiungerli, il calendario non è dei più semplici, ma intanto pensiamo alla salvezza. Poi, se i giovani saranno bravi e riusciranno a darci una mano in più, proveremo a giocarci anche quello senza pressioni: tutto quello che arriva in più è guadagnato”.

Quali sono le potenzialità della realtà Olgiate?
“La società è giovane, ma le persone che ci sono dietro hanno grande esperienza e sanno perfettamente come muoversi. Non spetta a me dire cosa serva: posso solo riconoscere le loro capacità e ringraziarli, perché quest’anno non ci è mai mancato nulla. L’unico vero punto interrogativo resta il campo: è un aspetto fondamentale. Abbiamo giocato un po’ ovunque, tra Gorla e Gerbone, e questo alla lunga incide. Sistemata quella situazione, secondo me Olgiate è una realtà che può stare stabilmente in Seconda e anche puntare alla Prima Categoria. La base per crescere c’è tutta”.

Sono proprio le persone che ti hanno spinto a sposare il progetto Calcio Olgiate la scorsa estate? E, di riflesso, come giudichi la stagione corrente?
“Assolutamente sì e l’anno scorso siamo subito stati ripagati al meglio dato che abbiamo vissuto una vera e propria favola: una squadra costruita dal mister, senza grandi aspettative, che alla fine è riuscita a vincere il campionato. L’entusiasmo che si è creato ci ha spinto a continuare anche quest’anno. La conferma del mister è stata fondamentale, perché è uno che conosce bene queste categorie. Io sono rimasto per giocarmi la Seconda Categoria, probabilmente nell’ultimo anno della mia carriera… anche se, come detto, è ancora tutto da decidere. Di certo vogliamo chiudere al meglio la stagione, per pensare al resto c’è tempo”.

Matteo Carraro

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