La stagione del Caravate è stata contraddistinta da un cammino decoroso, culminando al terzo posto nel Girone X e aggiudicandosi di conseguenza l’accesso ai playoff, dove i gialloverdi ora si preparano, dopo aver spazzato via la Cuassese in semifinale, ad affrontare la finalissima contro il Bosto in programma per domenica 17 maggio. Grande protagonista della straordinaria cavalcata è stato indubitabilmente mister Cristian Genovesi, che al suo primo anno dal ritorno in panchina dopo un periodo di stop, è stato capace di trascinare la società di Seconda Categoria fino a disputare la post-season, tutta ancora da decidere.

Il suo prezioso lavoro non è di certo passato inosservato, motivo per il quale durante la serata del 15° Premio Varese Sport è stato ricompensato con la Panchina d’Oro del Girone X di Seconda Categoria: un riconoscimento speciale, eletto dai propri colleghi, che va a coronare la sua intensa passione e dedizione messa giornata dopo giornata sui vari campi di Provincia.

Credo di saperci ancora. Tutto il merito però lo voglio dare ai ragazziha rivelato il mister -, perché mi stanno facendo divertire e quindi credo sia giusto che questo premio vada condiviso con tutti loro. Io sicuramente ci metto parecchia passione, mi piace studiare e continuare ad aggiornami, ma il merito va sempre condiviso con la società e con i ragazzi“.

La semifinale vinta con la Cuassese ha ulteriormente alzato il morale del Caravate. Ora il focus è sulla supersfida con il Bosto che in caso di vittoria permetterebbe ai gialloverdi di accedere alla fase regionale con l’obiettivo di strappare il ticket per la Prima Categoria; obiettivo giunto prematuramente rispetto a quanto discusso a inizio anno: “La vittoria con la Cuassese è stata una bellissima soddisfazione davanti a una bella cornice di pubblico. Domenica abbiamo un avversario difficilissimo come il Bosto; sarà una partita meravigliosa che giocheremo come sempre per divertirci e per provare a vincere. All’inizio ci eravamo dati tempo due/tre anni, non pensavamo di arrivare già quest’anno a giocarci certi obiettivi, quindi ci proveremo. Il prosieguo probabilmente sarà almeno per un paio di anni“.

La Panchina d’Oro per il tecnico rappresenta un premio speciale che merita una dedica ancor più speciale: “La dedica sicuramente va alla mia famiglia che mi sta sempre a fianco e mi supporta e poi anche a mio papà, che purtroppo è mancato quest’anno…spero sia felice di questo traguardo“.

Redazione

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