
La debacle di Cislago ha rappresentato il classico incidente di percorso che la San Marco ha saputo catalogare come tale quanto prima per tornare sui propri standard grazie alla vittoria per 2-0 sulla Jeraghese valsa il ritorno in zona playoff. In altre parole, i bustocchi sono tornati a vincere e, soprattutto, a non subire gol, visto che la difesa di ferro è sempre stata il tratto distintivo dei biancoblu (basti pensare che senza il 4-1 contro il Cistellum le reti al passivo sarebbero appena cinque).
Protagonista assoluto del pacchetto difensivo e, più in generale, uno dei membri più esperti della squadra, Nazzareno Iorfida è uno che non ha mai avuto problemi a prendersi le proprie responsabilità. E, a maggior ragione ora che ci si avvicina al rush finale della stagione, il difensore classe ’85 vuole tenere sul pezzo l’ambiente per prendersi quei playoff che lo scorso anno erano sfumati solo in virtù della forbice punti. “Arrivando a quota 51 ce li siamo fatti sfuggire – ricorda con un filo di amarezza Iorfida – per cui sarà importante restare sul treno e approfittare dei prossimi scontri diretti per evitare di fare la fine della scorsa stagione”.
La vittoria sulla Jeraghese è arrivata al momento giusto, visto che i tre punti vi mancavano da un po’.
“Abbiamo vissuto quel periodo che ti può capitare di attraversare durante una stagione; oltretutto, arrivavamo dalla batosta di Cislago per cui non era né facile né scontato trovare la giusta reazione. Va detto che il nostro campo è un po’ il nostro fortino, e sicuramente ci ha aiutato, ma la squadra ha risposto bene. Adesso ci serve continuità”.
Il campionato, per l’appunto, non concede pause: prossimo step Mercallo.
“Sarà una partita difficile, alla pari delle ultime due che abbiamo vissuto. Personalmente non conosco quel campo, ma so che è davvero bello; noi non siamo certo la squadra che cerca il calcio champagne, ma sicuramente ci saranno i presupposti per vivere una partita divertente. L’obiettivo, come detto, è quello di dare continuità: domenica scorsa abbiamo superato la Jeraghese, vincere la prossima ci permetterebbe di mettere un’altra avversaria alle spalle e lasciarne dietro il più possibile non è mai una brutta cosa”.
Il vostro è un campionato di medio-alto livello; forse qualche pareggio di troppo vi ha fatto perdere qualcosina?
“Indubbiamente. Mi sento di dire che con una decina di gol in più saremmo lassù a giocarcela con Samarate e Cistellum: non prendere gol è positivo, ma farne così pochi ti limita e avremmo potuto tranquillamente avere qualche punticino in più. Su cinque partite è forse meglio perderne tre e vincerne due piuttosto che pareggiarle tutte. Dobbiamo comunque essere orgogliosi di quanto stiamo facendo”.

Hai parlato giustamente della vostra difesa, un reparto invidiato da non poche contendenti. È un aspetto che avete curato fin dal principio?
“Sicuramente per nostra predisposizione siamo molto attenti alla fase difensiva e l’età media abbastanza alta ci aiuta a lavorare d’esperienza, ma è l’intero meccanismo di squadra a funzionare alla perfezione. E, dove non arriviamo noi, c’è Ferni: sta disputando una stagione eccezionale. Cosa è successo con il Cistellum? Inizio col dire che secondo me vinceranno perché, soprattutto da metà campo in su, sono una squadra di ben altra categoria. Quel giorno abbiamo meritato di perdere: se poi fai due o tre regali ad avversari di questo calibro è normale che ti puniscano”.
Samarate e Cistellum sono le uniche due che vi hanno segnato più di un gol: non è un caso che siano lassù…
“Purtroppo posso rispondere solo parzialmente perché all’andata non ero presente al match contro il Samarate. I miei compagni mi hanno detto che è stata una giornata storta, un po’ come quella di Cislago, ma ciò non toglie ovviamente i meriti degli avversari: attualmente, tra l’altro, stanno tenendo un rendimento straordinario”.
Il fatto che stiano allungando può compromettere la corsa playoff?
“Spero proprio di no perché ci brucia ancora esser rimasti fuori lo scorso anno. Come dicevamo all’inizio, i prossimi scontri diretti saranno decisivi: speriamo di accorciare perché ci meriteremmo quantomeno di accedere alla post-season”.
Carta d’identità alla mano, sei uno dei punti di riferimento di questa squadra: quanto è importante dare l’esempio dentro e fuori dal campo?
“Premesso che i vecchi rompico*****i non mi sono mai piaciuti (ride, ndr), la disciplina serve. Con la mancanza dei fuoriquota si è alzata l’età media, il che può essere positivo vista la difficoltà del girone, ma è importante trovare sempre il giusto mix. Qui abbiamo la fortuna di avere giovani che ascoltano: certo, in tutte le famiglie capitano le occasioni in cui non si va d’accordo, ma la forza della San Marco è proprio il suo gruppo”.
E, passando al campo, qualche gol lo stai facendo…
“A quanto pare invecchiando riesco ancora a togliermi qualche soddisfazione (ride ancora, ndr)! In realtà ho sempre avuto una bella confidenza con il gol, mi fa piacere continuare a tenerla. Spero di dare il mio contributo per raggiungere l’obiettivo, anche perché non so quante stagioni potrò ancora disputare: fosse per me andrei avanti in eterno, ma l’età si inizia a sentire… comunque, finché continuerò a divertirmi così e dimostrare di poter competere anche contro avversari più giovani, io da qui non mi muovo”.
Matteo Carraro






























