“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. Prendiamo in prestito una delle più celebri frasi poetiche, perché tali erano le sue canzoni, di Fabrizio De André per analizzare al meglio quello che è successo tra coach Ioannis Kastritis e Tazé Moore nelle ultime settimane. Perché proprio come cantava De Andrè, da un qualcosa di non certo idilliaco è nato qualcosa di bello ed importante.

Ed allora dal litigio di Brescia, una situazione non certo idilliaca, tra Kastritis e Moore, è nato, o meglio, si è rafforzato, un rapporto che nelle ultime settimane è divenuto sempre più solido e produttivo. Chiariamo, non che prima ci fossero problemi, anzi: Moore da inizio stagione è uno dei giocatori più continui di questa Openjobmetis, con un carattere particolare, certo, ma sicuramente una delle note più liete di questa stagione e le sue prestazioni sono lì a dimostrarlo.

Proprio per questo, lo screzio tra il coach greco, che in Moore ha trovato un elemento centrale per il suo sistema di gioco vista la capacità di portare intensità, energia e applicazione difensiva, e la stessa guardia americana aveva lasciato tutti un pò stupiti e anche preoccupati che quella situazione potesse andare a rallentare un processo di crescita di tutta la squadra apparso evidente dal post pausa per le nazionali.

Ed invece non è stato così, fortunatamente, e proprio da quel battibecco il rapporto tra i due si è rinsaldato più che mai: testimonianza evidente sono state le due prestazioni dell’ala americana con Trapani e soprattutto con Napoli, dov’è stato mattatore di serata con 24 punti ed una prova totale che ha guidato Varese al successo ma soprattutto due episodi accaduti in entrambe le occasioni.

Il primo è legato al finale di partita con i siciliani, con Moore al centro del caos di fine gara e Kastritis che prontamente lo ha difeso, a ragione, in conferenza stampa, e il secondo contro la Guerri: 1’06” dal termine, Moore si guadagna un triplo viaggio in lunetta sul 77-78, sbaglia il primo libero, il pubblico di Masnago rumoreggia, Kastritis richiama a sé tutti i tifosi invitandoli ad applaudire e dare fiducia proprio a Tazé che segna poi il secondo libero, sbaglia il terzo ma dal rimbalzo catturato da Renfro nasce un’altra azione offensiva che si conclude con la schiacciatona di Moore per l’80-78. Quanta ragione aveva De André in quella strofa di Via del Campo.

Alessandro Burin

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