Osare o non osare? Questo è il dilemma. Decliniamo e riadattiamo la celebre frase d’apertura del monologo di Amleto nell’Atto III, scena I dell’omonima tragedia di William Shakespeare al momento attuale di casa Pallacanestro Varese che, in attesa di tornare in campo domenica 8 marzo alle ore 17:30 in trasferta contro Udine, ragiona in maniera seria e attenta sulla possibilità di integrare o meno il roster a disposizione di coach Kastritis per certificare il prima possibile la raggiunta salvezza in LBA (ad oggi al sicuro con il +8 in classifica su Treviso, ultima della classe) ma soprattutto alimentare quell’obiettivo di chiudere la stagione dal decimo posto in classifica in sù, che vorrebbe dire possibilità di partecipare alle coppe europee nella prossima stagione, passo fondamentale nella tabella di sviluppo del club di Piazzale Gramsci.

A tal proposito chiarissimi sono stati i due General Manager bosini, Zach Sogolow e Maxsim Horowitz nell’incontro con la stampa di mercoledì sera, nel quale hanno spiegato come in questo momento il ragionamento del management biancorosso sia diviso tra possibili occasioni di mercato valutate veramente impattanti sul roster attuale e la necessità di mantenere un equilibrio che la squadra di Kastritis sta trovando e che non va intaccato in maniera deleteria com’è stato nell’annata passata, quando fin troppi cambiamenti sul mercato hanno finito per portare più incertezze che sicurezze nella squadra.

Un ragionamento che fino ad oggi ha portato il club ha perseguire la via della continuità, con occhi ed orecchie sempre però vigili sul mercato dal quale sarebbe scaturita un’opportunità che porta il nome ed il cognome di Aamir Simms, ala forte in uscita dalla Guerri Napoli. Il giocatore americano, ormai in uscita da Napoli che nel frattempo avrebbe ormai chiuso le trattative per Isaiah Whaley, sarebbe stato proposto alla Pallacanestro Varese, diventando così ovviamente oggetto di valutazione da parte del club di Piazzale Gramsci.

Ad intrigare dell’ala ex Reyer Venezia ci sono le caratteristiche: giocatore di fisicità e atletismo, dotato di buona versatilità, con qualità tecniche non di poco conto anche al tiro da tre punti e presenza importante nel pitturato, tesserabile senza la necessità di utilizzare un visto. Un profilo che sulla carta andrebbe ad alzare e di parecchio il livello complessivo della squadra in un ruolo in cui Varese è carente ma che, proprio per il suo status, andrebbe senza dubbio anche a modificare gli equilibri gerarchici e di minutaggio nel roster di Kastritis.

Parliamo, però, di un giocatore che viaggia a cifre economiche davvero importanti e sulle cui prestazioni non positive degli ultimi tempi a Napoli, stando alle cronache locali, avrebbero inciso anche fattori extra campo (un lutto familiare che avrebbe scosso pesantemente il giocatore).

Insomma, nel calderone delle valutazioni di casa Pallacanestro Varese in questo momento c’è tutto questo, considerando che non si tratta dell’unica opzione sul tavolo ma sicuramente rappresenta una di quelle opportunità di cui si parla spesso quando si entra in tema mercato da valutare con grande attenzione prima di farsela scappare: osare o non osare? Questo è il dilemma.

Alessandro Burin

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