
Vincere per vivere una pausa serena e per dare un senso all’ultima parte di stagione. La missione della Pallacanestro Varese contro la Germani Brescia, per quanto ardua contro una delle migliori squadre del campionato è duplice e chiara. I biancorossi, infatti, non possono permettersi un altro passo falso dopo il doppio crollo con Reggio Emilia e Trento che ha ridimensionato di gran lunga le ambizioni varesine dopo il blitz di Milano.
Una squadra, quella guidata da coach Kastritis, che pare destinata a vivere un’altra stagione nell’anonimato a livello di risultati sportivi, con una salvezza da blindare anche se al momento al sicuro (il +6 attuale su Treviso è rassicurante) ed un sogno playoff che pare ormai destinato a rimanere tale, in un percorso di crescita che stenta a decollare.
Chi però non ha invece dubbi sulle qualità e sulla possibilità di dare una svolta alla stagione è Federico Renzetti, secondo assistente di Kastritis, che fa così il punto in casa biancorossa.
Renzetti, partiamo dalla sconfitta di Trento: un match deciso nei possessi finali ma sul quale hanno pesato il dato delle palle perse e la percentuale al tiro da tre punti…
“Sono due situazioni sulle quali lavoriamo ogni giorno: sono circostanze di gioco che purtroppo si sono verificate e sulle quali stiamo cercando di ridurre al minimo gli errori, soprattutto nei momenti decisivi della partita che sono poi quelli che fanno la differenza. Quest’anno abbiamo perso tante partite nel finale, quindi riuscire a sistemare questi aspetti ci permetterebbe di fare uno step in avanti anche in classifica”.
A Trento l’attacco ha fatto fatica a girare in maniera fluida, pensa sia anche causa della convivenza tra Iroegbu e Stewart che sta palesando problemi?
“No, non credo. Per me sono due giocatori che possono benissimo coesistere. Ike è uno più pensante, Carlos più esplosivo e dinamico. Sui nostri errori pesa anche la bravura di Trento, che è una delle migliori squadre del nostro campionato”.
Nell’ultimo periodo Varese sta tirando tanto e male da tre punti nonostante costruisca buone soluzioni di tiro. Pensa che quindi il verificarsi di questa situazione sia più un discorso legato alle caratteristiche dei giocatori?
“Quando abbiamo firmato questi giocatori sapevamo di avere preso ottimi tiratori dall’arco. La nostra prima opzione è andare al ferro, se poi ci chiudono l’area, andiamo a cercare il tiro da fuori. Può succedere che in qualche partita si sbagli di più, ma questo non deve intaccare la nostra fiducia nel tiro. Continueremo a creare buone soluzioni per i nostri giocatori e siamo convinti che torneranno a segnare con continuità”.
Un giocatore che ha faticato nell’ultimo mese è Assui: il suo minor utilizzo nelle tre gare precedenti quella di Trento a cosa è stato legato?
“Ad una questione puramente tattica e di accoppiamenti. Elisée è un ragazzo che si allena fortissimo ed in maniera esemplare. Forse a volte ci si dimentica che ha solo 20 anni e deve ancora portare avanti tutto un percorso di crescita che è fatto di alti e bassi che sono assolutamente normali”.
Con Trento avete allargato le rotazioni rispetto alle altre partite: perchè?
“Ci sono stati diversi motivi alla base di questa scelta. Il primo è che Ladurner e Freeman si allenano in un modo che ci fa capire quanto vogliano giocare: anche nel giorno libero vanno ad allenarsi, e questo per noi dello staff, perché dimostra grande forza mentale anche in una stagione in cui trovano meno spazio. Il secondo motivo è stato tattico e tecnico: sapevamo che sarebbe stata una partita ad alto ritmo e, per mantenere intensità e atletismo, avevamo bisogno di allargare le rotazioni e distribuire i minuti”.
Come si tiene focalizzata mentalmente una squadra anche in questo momento negativo a livello di risultati?
“Questa cosa è uno step che hanno fatto i giocatori. E’ la squadra più dura mentalmente che abbiamo mai allenato qui a Varese, abbiamo raggiunto un livello di abitudine al lavoro impressionante secondo me. Che si vinca o che si perda, i ragazzi arrivano in palestra il giorno dopo con la testa per lavorare sempre più forte. Poi su questo incide molto il lavoro di Kastritis, che è un martello e ti spinge a dare sempre il massimo”.
Sabato arriva una partita durissima contro Brescia: all’andata fu sfida vera anche grazie alla capacità di Varese di limitare Bilan sotto canestro, ora che partita si aspetta?
“Sarà sicuramente, come dici tu, una partita tostissima contro una delle migliori squadre del campionato. Dovremo essere bravi a difendere forte su Bilan, Della Valle e più in generale su un collettivo di squadra dall’altissimo tasso tecnico. In attacco, invece, dovremo essere bravi a capire i diversi momenti della partita e le differenti difese che metteranno in campo. Sono convinto che i nostri ragazzi possano fare un’ottima partita e che prima o poi riusciremo a svoltare perché l’impegno che mettiamo ogni giorno in allenamento è tantissimo”.
Alessandro Burin























