
Con 25 punti in 17 giornate, il Saronno ha chiuso il girone di andata in quinta posizione, a -4 dalla quarta Caronnese e a -6 dalla seconda Solbiatese. Tra gli alti e bassi che, in questa prima metà di stagione, hanno contraddistinto in maggiore o minore misura l’andamento di tutte le formazioni (salvo la solitaria Arconatese), gli Amaretti stanno presidiando una zona playoff che, in una classifica corta come quella di quest’anno, potrebbe far gola a tante altre concorrenti.
Tra le difese statisticamente più compatte del girone, da questa estate i biancocelesti possono contare sui centimetri e la tempra di Mohamed M’Zoughi. Ex Varese con trascorsi in Serie C alla Giana Erminio e in Serie D alla Caronnese, il difensore centrale classe 2000 ha anche indossato la casacca della Vergiatese prima di passare le ultime tre stagioni all’Ardor Lazzate. In questo girone di ritorno, a lui e ai suoi compagni spetta una missione da perseguire fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata.
Partiamo dalle 17 giornate finora disputate. Il piazzamento attuale rispecchia le vostre aspettative di inizio stagione?
“Penso che siamo nella posizione che meritiamo, anche e soprattutto per il lavoro che facciamo in settimana. Il bilancio fino a qui è sicuramente positivo, perché il girone di quest’anno è talmente bilanciato che trovarsi nelle prime cinque posizioni non è affatto facile”.
Tra le 6 vittorie, i 7 pareggi e le 4 sconfitte di questo girone di andata, qual è stata secondo te la partita in cui si è visto il miglior Saronno e quale quella in cui non siete riusciti a esprimervi al meglio?
“Secondo me, la nostra miglior partita è stata la trasferta di Legnano. Al di là del fatto di aver segnato tre gol e non averne subito nessuno, dal punto di vista tattico siamo effettivamente riusciti a fare tutto quello che avevamo preparato, e infatti il risultato è stato il più largo che abbiamo ottenuto insieme a quello con il Vigevano. Invece, la partita più difficile, e forse anche la peggiore, è stata quella contro la Vergiatese, perché delle quattro sconfitte è stata l’unica in cui abbiamo completamente meritato di perdere”.
Il vostro 2025 si è concluso con il K.O. dell’ultima giornata contro l’Altabrianza Tavernerio. Guardando la classifica, tre punti in più vi avrebbero fatto sicuramente comodo. Cosa dovrete correggere, in questo 2026, per non incappare in incidenti di percorso come quello?
“Quella partita ci ha lasciato parecchio rammarico perché stavamo giocando bene, anche dominando, fino a quando non siamo rimasti in dieci. Premesso che secondo me è stato un errore arbitrale, in generale penso che dobbiamo migliorare l’attenzione ai particolari e agli episodi, perché ci era già successo altre volte che venisse espulso un nostro compagno o fossimo disattenti in certe situazioni. Alla fine, gli errori ci sono costati punti, e ora avremmo potuto averne qualcuno in più”.
Che si tratti di big o outsider, c’è qualche squadra che ti ha impressionato in modo particolare?
“Lascio stare le squadre più importanti, ad esempio l’Arconatese, perché per quanto stia facendo un campionato fuori dall’ordinario, considerando la rosa, ci si poteva aspettare un simile andamento. Tra le altre, chi mi ha impressionato più di tutte in positivo è il Vis Nova e chi invece mi ha sorpreso in negativo è l’Ardor Lazzate, che avrei dato persino tra le favorite. Nelle mie tre stagioni con loro, abbiamo fatto due volte i playoff e l’anno scorso li abbiamo sfiorati, quindi non mi aspettavo che potessero incontrare così tante difficoltà. Conosco benissimo la società, le loro ambizioni e anche come lavora il nuovo ds Lino (D’Onofrio, ndr), quindi chissà… magari nel girone di ritorno riusciranno a uscire da questa situazione”.
Dopo il cambio in panchina di metà novembre, pensi che la sosta vi abbia aiutato a perfezionare intesa e meccanismi? E quali sono, a tuo avviso, i vostri punti di forza?
“Già dalle prime settimane, pur avendo avuto poco tempo per lavorare insieme, si era notato che il mister lavora molto sui particolari e personalmente, nel mio ruolo, mi sono trovato subito bene anche con il cambio di modulo. La sosta ci è sicuramente servita per continuare a migliorare i dettagli, in modo da farci trovare il più pronti possibile per il campionato di ritorno. Penso che il nostro punto di forza sia il fatto di avere, in ogni posizione del campo, uno o anche due giocatori tra i più forti della categoria. Non c’è da nascondersi, la nostra rosa è una delle più attrezzate, quindi, se troviamo l’intesa giusta tra di noi, potremmo avere tra le mani un’arma molto importante. Forse ci era mancato proprio questo all’andata: in alcune partite non siamo stati squadra al cento per cento, ma adesso ci stiamo lavorando e, una volta sistemato questo aspetto, penso che potremo dar fastidio a tutti”.
La prima giornata del girone di ritorno vi vedrà impegnati in casa contro l’Arcellasco. Dopo il 2-2 dell’andata vorrete fare il punteggio pieno… e quale modo migliore per festeggiare il tuo compleanno?
“Ci aspetta un avversario tosto, come ci aveva dimostrato all’andata recuperando due gol negli ultimi minuti. Una vittoria sarebbe il regalo di compleanno perfetto (ride, ndr). E se giocherò, mi piacerebbe regalarmi e regalarci un gol… sarebbe ora”.
Immaginiamo per un attimo che sia già fine aprile: dove vorresti vederti con la tua squadra?
“Sicuramente vorrei vedermi nella zona playoff, con il miglior posizionamento possibile, perché è l’obiettivo che la società ha dichiarato sin da inizio anno. Penso che abbiamo tutte le possibilità per farcela, anche se non sarà per niente scontato. Rispetto all’anno scorso, la corsa ai playoff è più combattuta; anche ora che ci siamo dentro, il distacco dalle zone calde della classifica è minimo, per cui ogni punto del girone di ritorno sarà importantissimo”.
Silvia Alabardi





























