
Con un ribaltone al cardiopalma in pieno recupero, alla penultima giornata di campionato il Saronno ha avuto la meglio nel derby per eccellenza con la Caronnese, valso il balzo in quarta posizione. Con un bottino di 53 punti e due lunghezze di vantaggio sulle inseguitrici Legnano e Vergiatese, gli Amaretti si giocheranno la qualificazione ai playoff negli ultimi 90 minuti della stagione contro l’Altabrianza Tavernerio.
A referto nelle ultime due partite, il capocannoniere di casa Andrea Vassallo è anche il terzo giocatore più prolifico del girone, con sedici reti all’attivo. Vincitore dei playoff di Eccellenza nella passata stagione con la Leon, in questa categoria l’attaccante classe ’97 ha indossato anche le maglie di Pavia, Muggiò, RG Ticino e Accademia Pavese San Genesio. Prodotto del settore giovanile del Milan, nel suo curriculum vanta cinquanta presenze con i professionisti, tra Brescia in B e Catania, Carrarese e Renate in C, prima di sperimentare l’apice del dilettantismo con Vis Artena e Real Calepina. Ora, insieme ai compagni biancocelesti, è pronto a scendere in prima linea per provare a tagliare un traguardo molto ambito dalla società e dall’intera piazza.
Un 3-2 contro una diretta concorrente a pochi minuti dallo scadere è un’impresa a tutti gli effetti. Come si era incanalata la partita? Mentre le lancette giravano, credevate ancora nella rimonta?
“La partita è stata abbastanza equilibrata, ma secondo me, se c’era una squadra che meritava di vincere, eravamo noi. Siamo partiti in svantaggio e dopo il mio momentaneo pareggio avevo la sensazione che a breve avremmo potuto trovare anche il secondo gol; invece su un episodio lo hanno fatto loro e per noi è stata una doccia fredda, In quel momento, devo essere sincero, non pensavo che ci fossero i presupposti per poterla ribaltare. Poi, però, dagli sviluppi di un angolo abbiamo ristabilito l’equilibrio ed è tornato l’entusiasmo. Nei minuti rimanenti è arrivata la ciliegina sulla torta di Ruschena e sono molto contento che sia stato lui a segnare un gol così importante – e tra l’altro molto bello – perché è un giovane che si applica tanto e lavora in silenzio”.
Dopo una breve pausa, siete tornati prepotentemente tra le prime della classe. Quali sono stati i fattori che secondo te hanno inciso di più su questa ripresa?
“Nelle ultime settimane, tra le sconfitte con Vigevano e Vergiatese e il pareggio nel recupero con il Vis Nova, ci siamo ritrovati momentaneamente fuori dai playoff. Questo campionato, però, è sempre stato imprevedibile e aveva già dimostrato che tutti possono perdere contro tutti. Sia per i playoff che per i playout e la retrocessione diretta è ancora tutto in ballo e se da un lato noi abbiamo fatto il nostro, dall’altro i risultati delle dirette concorrenti ci hanno dato una mano. Sappiamo che non è ancora finita e che ci servirà un’ultima vittoria; giocheremo su un campo non facile, contro una squadra che non è ancora morta, e fino al triplice fischio di domenica non sarà ancora detta l’ultima parola”.
Come voi, anche le vostre rivali affronteranno squadre ancora in lotta per qualcosa (Vigevano-Solbiatese, Caronnese-Ardor Lazzate, Vergiatese-Legnano). Occhi e orecchie saranno puntati sugli altri campi, ma quasi tutto dipenderà da voi…
“Esatto, il nostro obiettivo sarà di andare in vantaggio il più in fretta possibile, in modo da stare più tranquilli; se non dovessimo riuscire a sbloccarla o se il risultato dovesse restare in bilico, daremo senz’altro uno sguardo agli altri campi, come spesso succede all’ultima giornata e a maggior ragione quest’anno. La nostra priorità, però, dovrà essere di dare il massimo per assicurarci i tre punti”.
Dopo i quindici gol con la Leon, questa è la tua stagione più prolifica. Oltre a poter fare affidamento sulle tue qualità, hai anche trovato dinamiche ideali per le tue caratteristiche?
“Sì, devo dire che qui mi trovo molto bene. Negli ultimi anni, compresa la scorsa stagione, ho giocato più lontano dalla porta, come esterno in un attacco a tre o quattro; invece qui, da quando è arrivato mister Tricarico e siamo passati al modulo con il trequartista dietro le due punte, sto giocando molto più vicino alla porta e quindi sto trovando con più continuità la via della porta. Sono contento del contributo che sto dando alla squadra e l’obiettivo primario, mio e di tutti, è di raggiungere quello che la società ci ha chiesto all’inizio dell’anno”.
In un girone ricco di colpi di scena, c’è una squadra o un giocatore che ti ha impressionato particolarmente?
“Come squadra dico la Vergiatese, perché ha fatto una stagione al di sopra delle aspettative di tutti e personalmente ci ha fatto penare parecchio, battendoci sia all’andata che al ritorno. Per quanto riguarda i giocatori, ormai è da un po’ di anni che faccio l’Eccellenza, tra Girone A e B, quindi li conosco più o meno tutti. Da attaccante mi piace guardare di più le punte o i giocatori di fantasia e tra i più forti secondo me ci sono Giangaspero, che fa sempre tanti gol ed è di un’altra categoria, Colombo della Caronnese, che è anche mio amico, e la coppia di Arconate Scapinello-D’Errico”.
In questo momento chiave della stagione, il gruppo si è compattato ulteriormente e anche la piazza vi sta facendo sentire il proprio calore. Sono dettagli che possono fare la differenza?
“Sicuramente, infatti domenica è stata una giornata bellissima in cui abbiamo notato un grande apporto da parte dei nostri tifosi. A livello di gruppo, in questo momento siamo contenti, ma sappiamo bene di non aver fatto ancora nulla e che solo un paio di settimane fa avevamo tutti la testa bassa. Abbiamo continuato a lavorare sodo, a credere che avremmo vinto le ultime partite e a confidare che davanti a noi qualcosa sarebbe successo, come in effetti è stato. Arrivati fino a qui, dobbiamo essere bravi a confermare la nostra posizione”.
Quali saranno quindi le parole d’ordine per questo finale e per l’eventuale post-season?
“In quest’ultima partita dovremo essere concentrati dal primo all’ultimo minuto e fare tutto quello che sappiamo fare e che ci verrà chiesto dal mister. In ottica di eventuali playoff, avendoli già fatto l’anno scorso, posso dire che la parte più difficile è proprio quella del girone. Se dovessimo qualificarci, probabilmente lo faremmo come quarta, quindi ci sarebbero per forza due partite da vincere per passare alla fase successiva. Non sarà facile, ma penso che il semplice fatto di centrare questo primo obiettivo ci aiuterebbe a scendere in campo più spensierati e questo, per una squadra di qualità come la nostra, potrebbe essere un bene, perché secondo me possiamo fare il risultato ovunque e con chiunque”.
Silvia Alabardi
(foto di Andrea Elli)






























