
Perde un derby bellissimo per intensità, emozioni e giocate la Pallacanestro Varese che si arrende 100-96 a Cantù. In quel del PalaDesio va in scena una partita degna della posta in palio di questa sfida, la salvezza per i padroni di casa, i playoff per i biancorossi che però, per la terza trasferta di fila consecutiva (Napoli e Trieste le precedenti) tornano a casa con le pive nel sacco.
De Raffaele vince tatticamente una partita in cui toglie a Varese il tiro da tre punti (a differenza dei suoi ragazzi che tirano con il 48,4% da oltre l’arco) e la costringe ad andare a giocare nel pitturato, contro la fisicità dei propri giocatori, Ballo su tutti, che complicano e non poco i piani dei ragazzi di Kastritis che si arenano soprattutto su una serata dalle troppe palle perse: 20 al termine del match.
Varese che ha avuto anche il merito di riaprire una gara che a metà quarto quarto sembrava finita sull’84-73 con un moto d’orgoglio da cui è nato il parziale di 1-13 che ha regalato un finale punto a punto nel quale Iroegbu e compagni sono stati però poco precisi a differenza di Cantù che ha punito i biancorossi ogni volta che ha potuto con Green e Moraschini su tutti.
Due punti persi che però, stante la sconfitta di Trento in casa con Reggio Emilia, non condannano Varese che vede ancora vive diverse possibilità di andare ai playoff.
Coach Kastritis, però, in conferenza stampa, più di tutto pone l’accento sull’atteggiamento difensivo dei suoi, non ritenuto all’altezza nelle ultime partite.
PIU’ DECISIVE PALLE PERSE O LA CAPACITA’ DI CANTU’ DI TOGLIERE IL TIRO DA TRE PUNTI: “Nessuna delle due cose, il problema è stato difensivo. Per 20 giornate siamo stati la miglior difesa del campionato mentre nelle ultime 6 siamo di gran lunga la peggiore credo. Dobbiamo recuperare la nostra identità difensiva”.
COS’E’ MANCATO NEL FINALE SUL +4 PER CHIUDERE LA PARTITA: “I dettagli sono molto importanti in queste partite e lì siamo mancati. Dobbiamo ripartire dalla nostra difesa perché abbiamo visto come le ultime 6-7 partite si siano decise nel finale e giocando con questo approccio difensivo si finisce per giocare come se si lanciasse una monetina in aria o una scommessa al casinò quando invece dovremmo giocare come se portassimo i soldi in banca”.
Alessandro Burin






















