Il Varese sbanca Biella 2-1 e vola in finale playoff. Festa grande negli spogliatoi biancorossi, e Andrea Ciceri non ha dubbi nel commentare la sfida: “Questa squadra ci ha abituati a emozioni forti per tutta la stagione e oggi ha scritto un’altra pagina importante. Serviva solo vincere contro una Biellese fortissima, organizzata e capace di metterci in difficoltà in tanti momenti, e i ragazzi hanno tirato fuori ancora una volta anima, carattere e spirito di sacrificio. Abbiamo sofferto, ma siamo stati bravi a colpire nei momenti giusti e nel secondo tempo credo che siamo cresciuti legittimando il successo. Vincere qui, senza i nostri tifosi al seguito e contro una squadra di questo livello, ha un peso enorme. Dopo il problema di Tentoni abbiamo deciso di cambiare assetto per avere più profondità e più gamba davanti: Cogliati ci ha aiutato a ribaltare l’azione con maggiore velocità e la squadra ha avuto la sensazione di poterla vincere. Sono orgoglioso di questo gruppo perché continua a meritarsi tutto quello che sta vivendo. Adesso ci godiamo una domenica con le famiglie, poi penseremo alla finale: Ligorna o Chisola cambia poco, perché questi ragazzi hanno dimostrato di poter stare dentro ogni partita“.

Entusiasta, l’autore del gol vittoria Federico Bertoni: “Segnare con la maglia della propria città in una semifinale playoff è un’emozione enorme, soprattutto per uno come me che è varesino. Sul gol mi sono buttato sul pallone quasi a occhi chiusi ed è andata bene: forse nell’esultanza mi sono fatto trascinare un po’ troppo dalla situazione, ma sono momenti che fanno parte del calcio e della passione. È stata una partita durissima contro una squadra forte, in un contesto davvero bellissimo, con uno stadio e un’atmosfera da categorie superiori. Siamo stati bravi a sbloccarla nel finale del primo tempo e, anche dopo il pareggio, non ci siamo abbattuti. Anzi, abbiamo continuato a giocare sapendo che sarebbe potuta durare anche 120 minuti. Invece siamo riusciti a chiuderla nei regolamentari e questo dimostra il carattere della squadra. Adesso pensiamo alla finale: Ligorna o Chisola cambia poco, perché a questo punto conta solo vincere“.

Amareggiato, ma consapevole di un percorso che è solo all’inizio, Luca Prina dichiara: “C’è tanto dispiacere perché volevamo continuare questa cavalcata e regalarci un’altra settimana insieme, premio meritato per i ragazzi e per una piazza che ci ha accompagnati con entusiasmo straordinario. Però non dobbiamo dimenticare quello che è stato fatto: da neopromossi abbiamo costruito una stagione straordinaria, andando oltre ogni aspettativa grazie a un gruppo che ha sempre voluto alzare l’asticella. Oggi abbiamo affrontato una squadra forte e organizzata come il Varese, abituata a questo tipo di partite, e probabilmente abbiamo pagato anche un pizzico di inesperienza nei momenti decisivi. Il gol subito nasce da una situazione che potevamo leggere meglio, ma queste gare si decidono sui dettagli. Il bilancio resta assolutamente positivo e, soprattutto, ci lascia una base molto solida dal punto di vista umano e tecnico. Abbiamo riavvicinato una città al calcio e questa è una responsabilità bellissima: ora dobbiamo continuare a crescere attraverso il lavoro, l’entusiasmo e le idee”.

Matteo Carraro

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