A una settimana dalla straordinaria serata finale che ha incoronato NL Hairstyler & Barber campione dell’edizione 2026, la grande famiglia della Rasa in Valceresio si è ritrovata ancora una volta. Come ormai da tradizione, organizzatori, sponsor, volontari, collaboratori e amici del torneo hanno condiviso una serata di festa all’Agriturismo Piccinelli di Brinzio, diventato ormai il luogo simbolo del “terzo tempo” di un evento che, anno dopo anno, continua a crescere sotto ogni punto di vista.

Se il 2025 aveva rappresentato la definitiva consacrazione della nuova Rasa, il 2026 ha saputo compiere un ulteriore salto di qualità. Non soltanto per i numeri, ancora una volta straordinari, o per un pubblico che ha gremito il “Peppino Prisco” di Arcisate durante tutte le serate più importanti, ma soprattutto per il livello tecnico espresso sul terreno di gioco. Squadre costruite con grande attenzione, giocatori di assoluto spessore, partite spettacolari e una finale degna delle migliori manifestazioni estive hanno confermato come la Rasa in Valceresio sia ormai un autentico punto di riferimento nel panorama calcistico dilettantistico della provincia.

Ma ridurre tutto al calcio sarebbe profondamente ingiusto. Perché la vera forza della Rasa continua ad essere quella di sempre: le persone. Quelle che, per settimane, dedicano tempo, energie e passione affinché ogni dettaglio sia al posto giusto. Quelle che lavorano dietro le quinte senza mai cercare un riflettore, consapevoli che il vero successo sia vedere centinaia di persone divertirsi, stare insieme e respirare quell’atmosfera che rende questo torneo qualcosa di unico.

La cena di Brinzio ha rappresentato proprio questo. Un momento per rallentare, guardarsi negli occhi e ripercorrere insieme un’edizione che ha saputo superare, ancora una volta, le aspettative. Tra sorrisi, brindisi, aneddoti, fotografie e inevitabili battute su quanto accaduto in campo, è emerso ancora una volta ciò che rende speciale questo gruppo: la sensazione di appartenere ad una grande famiglia.

Se il Torneo della Rasa è diventato un appuntamento fisso, imperdibile e così amato nella nostra Valceresio, il merito è di una squadra invisibile e straordinariaci dice Roberto Marchesi deus ex machina dell’organizzazione -. La cena di chiusura che organizziamo ogni anno non è un semplice atto formale, ma il nostro modo, sincero e profondo, per dire grazie. Grazie a tutte le persone che, a riflettori spenti e senza cercare il plauso del pubblico, donano il proprio tempo, le proprie energie e il proprio cuore per la perfetta riuscita dell’evento. Parlo di chi sta in cucina, di chi gestisce la logistica, di chi cure a i campi, di chi si occupa di compiere tanti piccoli gesti. Senza questo incredibile motore del volontariato, il torneo semplicemente non esisterebbe. Vedere la passione e il sorriso sul volto di chi collabora dietro le quinte, anno dopo anno, è la vittoria più bella e il premio più grande per me. Questo torneo non è solo sport: è comunità, è amicizia, è l’orgoglio che si unisce per creare qualcosa di bello. A tutti i nostri fantastici volontari va il mio abbraccio più grande. Abbiamo chiuso un’altra edizione indimenticabile, ma la testa è già al futuro. Grazie di cuore a tutti, siete voi l’anima del Torneo della Rasa!

Parole che fotografano perfettamente lo spirito di una manifestazione capace di rinnovarsi senza perdere la propria identità. La Rasa in Valceresio continua infatti ad evolversi, introducendo ogni anno nuove idee e nuovi contenuti, ma senza mai rinunciare ai valori che hanno reso celebre il Torneo della Rasa originale in oltre mezzo secolo di storia: amicizia, condivisione, volontariato e passione.

L’edizione 2026 ha dimostrato come il torneo sia ormai molto più di una competizione estiva. Gli spettacoli collaterali, il torneo giovanile, il coinvolgimento delle famiglie, il successo dell’esibizione del Calisthenics Team e una finale seguita da oltre seicento spettatori hanno certificato la capacità della Rasa di trasformarsi in un evento a 360 gradi riuscendo a coinvolgere un pubblico trasversale e regalando emozioni a non finire. E noi di Varese Sport, ormai irrinunciabili partner dell’evento, siamo sempre stati in prima linea per raccontarlo con orgoglio e passione.

Ci sono eventi sportivi che raccontiamo per dovere di cronaca e ce ne sono altri che, anno dopo anno, entrano a far parte del nostro DNAracconta il direttore di Varese Sport Michele Marocco -. Il Torneo della Rasa in Valceresio appartiene indiscutibilmente a questa seconda categoria. Per noi di Varesesport, seguire questa manifestazione non è semplicemente un lavoro o una copertura giornalistica: è un appuntamento del cuore, un momento in cui ci sentiamo, a tutti gli effetti, parte di una grande famiglia. Ormai da diversi anni accompagniamo il cammino di questo torneo, vedendolo crescere, rinnovarsi e accendere la passione in Valceresio. Se sul campo lo spettacolo è sempre assicurato, il vero miracolo sportivo e sociale avviene ogni volta dietro le quinte. Partecipare idealmente e fisicamente alla cena di chiusura, che celebra proprio lo sforzo di questa ‘squadra invisibile’, ci fa capire quanto sia profondo il valore umano di questa realtà. Lo sport di provincia, quello vero, si nutre di queste dinamiche: volti puliti, sorrisi, fatica condivisa e un forte senso di appartenenza al territorio. Come direttore di Varesesport, sono profondamente orgoglioso che la nostra testata sia la ‘voce’ ufficiale di questa splendida avventura. Grazie a Roberto Marchesi per la fiducia e la straordinaria accoglienza che ci riserva ogni anno, e grazie a ogni singolo volontario che lavora nell’ombra. Sappiate che, anche per la prossima edizione, Varesesport ci sarà, pronta a raccontare le vostre storie con lo stesso entusiasmo e lo stesso affetto di sempre. Perché alla Rasa non ci si sente ospiti, ci si sente a casa“.

Tra un brindisi, una risata e la promessa di rivedersi presto, la sensazione condivisa da tutti è stata una sola: il sipario sull’edizione 2026 è calato soltanto sul campo. Per tutto il resto, la Rasa in Valceresio continua a vivere ogni giorno nelle persone che la rendono possibile. Perché la Rasa, ormai, non è semplicemente un torneo. È una famiglia. E, come tutte le grandi famiglie, ha già iniziato a guardare avanti. Appuntamento al 2027.

Matteo Carraro
Michele Marocco

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