Il Taino è pronto a rimettersi in gioco. Dopo il ritorno in Terza Categoria, la società riparte con entusiasmo e idee chiare, forte di un progetto destinato a crescere nel tempo, senza la fretta di bruciare le tappe. A guidare il nuovo corso sarà Denis Panza, chiamato a ricoprire un ruolo a tutto tondo in quella che, almeno per la prima stagione, sarà una vera e propria avventura a 360 gradi. Il tecnico vuole a farlo con lo stesso entusiasmo con cui ha fortemente voluto riaccendere l’ambiente: dalla costruzione della squadra alla conduzione della stessa, passando anche per altri “compiti extra”, l’ex Varano Borghi è pronto a togliersi quante più soddisfazioni possibili.

Per Panza si tratta soprattutto di un ritorno alle origini: “Qui avevo già allenato per quattro anni i Giovanissimi Provinciali, poi sono passato a Sesto e successivamente ad Arona, lavorando sempre con il settore giovanile. Dopo un periodo di stop, l’anno scorso sono stato chiamato a dare una mano al Varano e, nelle ultime giornate in assenza del mister, insieme a Palatrasio ho gestito la squadra. Quando alcuni ragazzi che avevo allenato proprio a Taino mi hanno proposto di ripartire da qui, ho sentito che era arrivato il momento di tornare a casa”.

Da quel momento è iniziata una corsa contro il tempo per rimettere in piedi una società pronta a riaffacciarsi nel calcio dilettantistico. “Non è stato sempliceconferma Panza. C’erano tantissime cose da organizzare: dalla ricerca delle persone che dessero una mano fino ai lavori pratici, come sistemare il campo o pulire gli spogliatoi, arrivando ai giocatori stessi. È stato un lavoro enorme, ma passo dopo passo siamo riusciti a costruire qualcosa di concreto. Sappiamo che ci manca ancora qualche tassello, ma siamo soltanto all’inizio di un percorso e abbiamo tutto il tempo per crescere”.

Anche la rosa rispecchia perfettamente la filosofia del progetto: tanti giovani, qualche elemento di esperienza e la volontà di costruire un gruppo prima ancora che una squadra: “Abbiamo un organico molto giovane, composto soprattutto da ragazzi del 2004 e del 2005, ai quali abbiamo affiancato giocatori esperti come Khristian Di Santo (centrocampista classe ’88 che aveva chiuso la stagione come allenatore del Biandronno, ndr) e l’ex Angerese Andrea Giraldo (centrocampista ’92, ndr). Da Angera è arrivato anche Federico Bazzali (difensore classe ’02, ndr), mentre tanti altri ragazzi hanno alle spalle percorsi importanti nei settori giovanili di Sesto Calende e Vergiate. La Terza Categoria è un campionato difficile e molto combattuto, ma quando hai qualità tecniche puoi sempre trovare il modo di emergere. Ci manca ancora qualcosa a centrocampo e stiamo lavorando per completare la rosa”.

L’obiettivo, almeno per il primo anno, resta quello di costruire basi solide senza perdere di vista l’ambizione. “All’inizio probabilmente pagheremo qualcosa sotto l’aspetto del carattere e dell’affiatamento, perché troveremo squadre già rodate. Entrare nei playoff sarebbe un sogno, ma preferisco non mettere pressione ai ragazzi. L’importante sarà crescere partita dopo partita”. Concetto di crescita che Panza vuole fare suo, visto che quella di Taino sarà la sua prima vera esperienza fra i grandi: “Per me è una sfida importante. A parte il finale della scorsa stagione a Varano, non avevo mai allenato una prima squadra e spero di togliermi tante soddisfazioni. In realtà mi vedo più come direttore sportivo che come allenatore, ma per far partire questo progetto era giusto mettersi in gioco. Conosco bene la presidente Giovanna Cecchetti e Giampaolo Montesano, ci lega un ottimo rapporto e mi hanno dato piena fiducia fin dal primo giorno”.

Infine uno sguardo al campionato, ancora tutto da scoprire: “Personalmente preferirei essere inseriti nel girone di Varese, dove conosco meglio ambiente e squadre, mentre quello di Legnano mi sembra leggermente più competitivo. In ogni caso non cambia la nostra filosofia: non dimentichiamo che, a maggior ragione nell’anno zero della rinascita, qui ci saranno solo giocatori a zero, per passione. Qui si viene davvero per il progetto. Ed è proprio da questa voglia di costruire insieme che vogliamo ripartire”.

Matteo Carraro

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