La carta d’identità dice 62 anni, ma quando Emilio Furlan indossa casco e tuta il tempo sembra fermarsi. La storia del pilota veneto, originario di Montegrotto Terme e oggi residente a Treviso, resta una delle più particolari all’interno del mondo kartistico: una carriera iniziata “in ritardo”, quando molti avrebbero già appeso il casco al chiodo, ma affrontata con l’entusiasmo e la determinazione di chi ha ancora tutto da scoprire.

E la passione di Furlan continua a essere la stessa. Anzi, cresce. Perché se è vero che il tempo passa, è altrettanto vero che in pista conta soprattutto la voglia di mettersi alla prova. E il pilota della famiglia ASD Living Kart di Maurizio Jeropoli non ha alcuna intenzione di rallentare. La stagione, nel frattempo, sta regalando nuove soddisfazioni. Impegnato nella Rotax DD2 Master, Furlan continua a confrontarsi con una categoria competitiva e, nonostante sia il pilota più anziano del gruppo, riesce ancora a togliersi importanti soddisfazioni. “Anche se sono il più vecchio della categoria, devo dire che mi sto trovando bene: voglio subito ringraziare Maurizio, una persona gentilissima che mi è sempre vicina e mi segue costantemente, ma anche e soprattutto il mio team Munaretto Performance che è una parte fondamentale di questo percorso”.

Rispetto allo scorso anno, quanto è cresciuto il livello della competizione?
“Il livello è sempre molto alto. Siamo ancora a tre o quattro decimi dal primo, ma bisogna considerare che davanti ci sono ragazzi di 33 anni: contro piloti così giovani non è semplice competere. Nonostante questo, quest’anno sono riuscito a salire due volte sul podio, con due terzi posti, uno a Viterbo e uno a Franciacorta, quindi sono soddisfatto”.

Corri nella Rotax DD2 Master: com’è il confronto in questa categoria?
“È una categoria molto bella perché ti permette di confrontarti con piloti diversi e con esperienze diverse. Chiaramente la componente fisica e anagrafica conta, ma quando sei in pista vuoi sempre migliorarti e cercare il limite”.

La famiglia Living Kart continua ad allargarsi: oltre a te ci sono altri piloti che fanno parte di questo gruppo.
“Sì, esatto. Oltre a me ci sono Massimo Volk, Massimiliano Cioffi e Giuseppe Posillo. Sono due piloti che arrivano anche dal Sud, da Napoli, e questo dimostra come il gruppo si stia allargando. È bello perché si crea una vera famiglia: non siamo solo persone che corrono, ma condividiamo una passione”.

Quali saranno i prossimi appuntamenti in calendario?
“Il prossimo appuntamento sarà il 28 agosto a Castelletto di Branduzzo. Poi a settembre saremo ad Ala e chiuderemo la stagione a Franciacorta, nella prima settimana di ottobre. Saranno gare importanti e cercheremo di toglierci ancora qualche soddisfazione”.

Oggi, a 62 anni, cosa rappresenta ancora il kart nella tua vita?
“Guarda, se non avessi il kart mi sentirei vecchio. Credimi. Fisicamente sto bene, ma anche mentalmente questa cosa mi dà tantissimo. Tutto l’ambiente, la gente, il sistema che c’è intorno… è un elisir. Correre mi tiene vivo, mi dà energia e mi permette di continuare a divertirmi”.

Matteo Carraro

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