
Mentre l’Italia guarda i Mondiali 2026 da spettatrice, c’è una nazionale del Nord Europa che torna alla ribalta dopo un’assenza dolorosa e che merita l’attenzione del pubblico italiano. La Svezia, fuori dalla rassegna iridata dal 2018, si è qualificata per il torneo nordamericano attraverso una drammatica serie di playoff, e lo ha fatto con una squadra che mescola stelle della Premier League e volti ben noti al calcio italiano.
Per chi segue la Serie A, c’è un motivo in più per tenere d’occhio gli scandinavi. Uno dei pilastri della difesa svedese gioca infatti in Italia e conosce bene il nostro campionato.
Isak Hien, il muro dell’Atalanta in maglia gialloblù
Il nome che il pubblico italiano riconoscerà immediatamente è quello di Isak Hien. Il difensore centrale dell’Atalanta, classe 1999, si è affermato come uno dei migliori difensori della Serie A da quando è arrivato a Bergamo, e con la maglia nerazzurra ha anche vinto l’Europa League nella stagione 2023/2024.
Per la Svezia, Hien è diventato il generale della retroguardia. La sua fisicità, la lettura del gioco e l’esperienza maturata in un campionato tatticamente esigente come quello italiano lo rendono un punto fermo per il commissario tecnico Graham Potter. In una squadra che brilla soprattutto in attacco, è proprio la solidità difensiva guidata da Hien a dover reggere l’urto delle squadre più quotate. Chi segue l’Atalanta sa quanto Hien sia cresciuto in questi anni. Vederlo ai Mondiali, in una posizione così centrale per la sua nazionale, sarà motivo di interesse per ogni tifoso italiano che ha imparato a conoscerlo in Serie A.
Le due punte da Premier League
Se la difesa parla italiano, l’attacco svedese parla inglese. La Svezia dispone di una delle coppie offensive più temibili dell’intero torneo, formata da due attaccanti che militano ai vertici della Premier League. Viktor Gyökeres, dopo l’esplosione allo Sporting Lisbona con numeri impressionanti, è approdato all’Arsenal confermandosi come uno degli attaccanti più letali d’Europa. È stato lui, con quattro gol nei playoff, a trascinare la Svezia ai Mondiali. Accanto a lui gioca Alexander Isak, la stella del Liverpool, un attaccante completo capace di aprire le difese più chiuse con la sua tecnica e i suoi movimenti.
La coppia Gyökeres-Isak rappresenta il vero punto di forza della Svezia. Pochi reparti offensivi al Mondiale possono contare su due giocatori di questo livello contemporaneamente. Se gli scandinavi andranno lontano, sarà soprattutto grazie ai gol di questi due.
Un cammino tutt’altro che semplice
Vale la pena ricordare come la Svezia sia arrivata ai Mondiali, perché il percorso racconta molto del carattere di questa squadra. Dopo un girone di qualificazione deludente, chiuso alle spalle della Svizzera, gli scandinavi sono stati costretti ai playoff di marzo. Lì hanno mostrato grande tempra. Prima la vittoria in trasferta contro l’Ucraina per 3-1, poi la finale dei playoff contro la Polonia, vinta per 3-2 davanti al proprio pubblico. Una qualificazione sofferta, ottenuta attraverso quella che molti hanno definito una porta di servizio, ma che testimonia la capacità della squadra di reagire nei momenti decisivi.
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Il girone F e le insidie
La Svezia è stata sorteggiata nel Gruppo F, un raggruppamento equilibrato che la vede affrontare Paesi Bassi, Giappone e Tunisia. Gli olandesi partono come favoriti del girone, mentre il Giappone ha impressionato di recente, battendo l’Inghilterra in un’amichevole. La Tunisia, avversaria della prima partita, è una squadra ostica e ben organizzata.
L’esordio contro la Tunisia, in programma il 15 giugno, sarà decisivo. In un girone così equilibrato, la Svezia sa di non poter sbagliare la prima partita se vuole puntare alla qualificazione agli ottavi. Nel nuovo formato a 48 squadre passano le prime due di ogni girone più le otto migliori terze, il che lascia un piccolo margine, ma gli scandinavi vorranno gestire il proprio destino senza dipendere dai calcoli.
Perché vale la pena seguirli
Per il tifoso italiano orfano degli azzurri, la Svezia offre diversi motivi di interesse. C’è il piacere di rivedere Isak Hien su un palcoscenico mondiale, c’è lo spettacolo garantito da due attaccanti di livello assoluto, e c’è il fascino di una squadra che ha dovuto soffrire per esserci.
Gli scandinavi non partono tra le favorite per il titolo, ma hanno le qualità per essere una delle sorprese del torneo, una di quelle nazionali che nessuno vuole incontrare agli ottavi. E con un difensore della Serie A a guidare la retroguardia, c’è anche un piccolo pezzo di calcio italiano da seguire in questo Mondiale che, per il resto, dovremo guardare da fuori.
Vietato ai minori di 18 anni. Il gioco può causare dipendenza patologica.
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Fonte dell’immagine: Gabriella Clare Marino






















