
Ha studiato lingue e, prima di intraprendere la carriera nel mondo del giornalismo, per tre anni ha lavorato come assistente di volo. Poi l’Università dell’Insubria di Varese. Un percorso variegato, fatto di esperienze diverse, che ha contribuito a formare la professionalità e la sensibilità di Stefania Bardelli.
«Ho iniziato il mio percorso con Video Varese, grazie all’amico Ezio Mainetti. Ricordo quel periodo con grandissimo piacere: seguivo soprattutto il Varese Calcio, che era appena tornato in Serie B dopo 25 anni. È stato un momento speciale e mi fa ancora sorridere sapere che, a distanza di anni, qualche tifoso si ricorda di me e del modo in cui raccontavo le gesta di quello splendido gruppo».
Un ricordo che torna spesso anche nei racconti della gente: «Pochi giorni fa un tifoso ha scritto sui social del Movimento difendendomi dalle critiche, si ricordava di me nonostante siano passati diversi anni. É stata una parentesi molto bella della mia vita, vissuta accanto a persone che ancora oggi incontro con piacere, come mister Sannino, che vedo spesso a Varese. Era un gruppo che ha vissuto quel momento con grande passione».
La passione per lo sport, però, affonda le sue radici ancora più lontano, nel mondo del ciclismo. «Esatto, nasce molto prima, grazie a Luigi Ganna. Fin da bambina ero affascinata dalle sue imprese e, insieme alla mia famiglia, andavo a vedere le gare. È stato così che mi sono avvicinata al mondo delle due ruote. Da lì è iniziato tutto».
Un legame profondo che, nel tempo, si è trasformato anche in un progetto editoriale importante: il volume “40,405”, dedicato proprio al corridore di Induno Olona. «È un progetto nato da lontano. Come ti ho detto ero affascinata dai racconti di mio nonno e dalle testimonianze delle persone che avevano conosciuto Ganna. Volevo fare in modo che quei ricordi non andassero persi. Grazie ai nipoti di Luigi sono riuscita a trasformare questo sogno in realtà, mettendo tutto nero su bianco affinché anche i più giovani possano conoscere la sua storia».
Il momento decisivo arriva l’8 ottobre 2022. «Era il giorno del mio compleanno e Filippo Ganna, al Velodromo di Grenchen in Svizzera, stabiliva il nuovo record dell’ora. In quel momento ho pensato che fosse un segno del destino: non potevo più aspettare. Filippo mi ha dato la spinta definitiva per iniziare questo percorso e sviluppare i ricordi di famiglia e le imprese di Luigi Ganna».
Un personaggio che va ben oltre lo sport: «Non solo un grandissimo ciclista, vincitore del primo Giro d’Italia nel 1909, ma anche un imprenditore straordinario che ha fatto moltissimo per il nostro territorio. Imprese epiche, sia nello sport sia nella produzione di biciclette da corsa: basti pensare che a metà degli anni ’90 riuscì a esportare 250 bici da corsa in Sud America».
Un amore per il territorio che Stefania sente profondamente anche come cittadina di Varese. «Assolutamente sì. Varese è la mia città ed è per me fondamentale. Non sento necessariamente il bisogno di espormi in prima persona, ma credo che in futuro a Varese possa servire una persona competente, legata a una lista civica, capace di aiutare la città a essere vissuta meglio».
Il sogno è chiaro: «Portare in Consiglio comunale una persona che, con passione per lo sport, sostenga le nostre società e lavori anche sulle strutture. Lo sport è crescita e sviluppo, e va programmato con visione. Non sono cose che si improvvisano: serve un progetto solido e lungimirante».
Un’idea maturata anche grazie all’esperienza romana. «Ho vissuto cinque anni a Roma come portavoce del Ministero dello Sviluppo Economico e della Camera dei Deputati. È stata una grande palestra di vita. Proprio lì ho compreso la differenza tra la politica nazionale e quella territoriale: sul territorio la politica deve essere slegata dalla logica dei partiti. È fondamentale che chi governa sia un sindaco riconoscibile, vicino alla gente, espressione di una lista civica e profondamente legato al luogo in cui vive».
Nel frattempo, il ciclismo torna protagonista con una nuova avventura: la rinascita del Gruppo Sportivo Ganna. «Un percorso che ci sta regalando grandi soddisfazioni, con un bilancio molto positivo già dopo il primo anno di attività. Accanto al progetto sportivo, ora c’è anche la volontà di valorizzare il territorio».
Da qui nasce la Ciclostorica Valganna, in programma il 12 luglio del prossimo anno: «Un evento che incarna perfettamente il nostro spirito: far rivivere il mito di Ganna e permettere a tutti di pedalare attraverso alcuni dei luoghi più belli della nostra provincia».
Michele Marocco





































