
Qual è il bilancio delle Milano Hockey Finals? Positivo (sotto certi punti di vista) e negativo (sotto altri). Il riscontro sportivo è senza dubbio stato di livello assoluto, visto che il weekend andato in scena nella nuovissima Milano Santagiulia Ice Hockey Arena è stato storico: Asiago, Renon, Vipiteno, Cortina, Caldaro, Alleghe, Appiano e Varese hanno di fatto battezzato l’impianto che tra meno di un mese ospiterà le sfide delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, regalando spettacolo ed emozioni che hanno condotto ai trionfi di Asiago e Caldaro in una bellissima cornice di pubblico, a testimonianza di come l’hockey in Italia riscuota ancora grande interesse.

A tal proposito non è certo passata inosservata la presenza di oltre 2500 tifosi del Milano che sabato sera hanno sfilato in corteo fino all’Arena al grido di “Ci hanno tolto la squadra, non la fede“. Il popolo rossoblù, che nella sua storia vanta ben 32 scudetti, è da quattro anni senza squadra, ma il sogno di tornare ai vertici dell’hockey nazionale non è mai stato abbandonato e, tra i tanti striscioni, figura anche quello che recita: “Una soluzione per l’hockey c’è già, lasciare la pista in Fiera alla città“. Quanto fatto dai sostenitori milanesi, la cui fede trascende anche la divisione calcistica tra Inter e Milan, ben riflette l’amore che un popolo può provare per la propria squadra. E, a tal proposito, anche la marea giallonera dei Mastini si è ben difesa dimostrando di essere un pubblico che meriterebbe categorie superiori all’IHL: la bruciante sconfitta per 8-3 contro il Caldaro non rende giustizia ma, neanche troppo velatamente, i tifosi di Varese e Milano tengono vivo il sogno di tornare un giorno a contendersi il tricolore e rivivere rivalità storiche come quella con il Bolzano (oggi ICE Hockey League).
Tornando alle Finals, idati riportati dalla Federazione sono significativi: 22.500 i biglietti venduti complessivamente per le sette partite tra venerdì, sabato e domenica (con un doppio sold-out domenica per le finali di IHL Serie A e Coppa Italia), cui si aggiungono gli accrediti rilasciati da Fondazione Milano Cortina (ente organizzatore delle Finals insieme alla FISG) per un totale di 30mila eccessi con 150 rappresentanti dei media da tutto il mondo. Tutte le sette partite sono state trasmesse in streaming o in televisione, con Sky Sport, Rai Sport e FISG.tv che hanno coperto l’evento in maniera integrale con molte ore di diretta; anche sui social l’evento ha avuto particolare riscontro con la pagina IG di Italia Hockey che ha avuto 770.749 visualizzazioni.
Numeri di cui il presidente FISG Andrea Gios è assolutamente entusiasta, come riportato ai microfoni della Federazione: “A conti fatti il resoconto di questo evento non può che essere estremamente positivo. Prima di tutto voglio ringraziare Fondazione Milano Cortina perché ci ha permesso di realizzare una tre giorni così preziosa, approntando in tempi rapidissimi spogliatoi, spazi per le squadre e per i media oltre a una pista ghiacciata che si è dimostrata funzionale. Ci sono ancora dei dettagli da sistemare nell’impianto, ma il buon andamento delle Milano Hockey Finals è il miglior viatico per le prossime Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026”. Il massimo dirigente della FISG ha poi evidenziato: “Importantissimi anche i dati del pubblico. Questa tre giorni ha dimostrato quanta passione ci sia in Italia per l’hockey su ghiaccio e soprattutto a Milano, speriamo quindi che ciò possa essere di buon auspicio per risolvere le problematiche del capoluogo lombardo relative all’assenza di un impianto dedicato. Ringrazio le otto squadre presenti, che hanno cambiato i loro programmi (rinviando delle partite di Alps Hockey League e spostando avanti di una settimana l’inizio del Master Round di IHL ndr) per poter essere presenti. Importante anche la presenza di Sky Sport e Rai Sport che hanno permesso di diffondere in tutta Italia le immagini delle partite. In conclusione, la FISG è stata molto contenta di questa esperienza che a livello di spettacolo sul ghiaccio, interesse e numeri sugli spalti è pienamente riuscita”.
Gli ottimi riscontri sportivi (da sottolineare come i prezzi calmierati dell’evento abbiano senz’altro agevolato in tal senso) e l’entusiasmo lasciato da una tre giorni di grande hockey (riproporre anche nei prossimi anni il format che unisce le Finali Scudetto alle Final Four di Coppa Italia non sarebbe male), non mascherano però del tutto la problematica principale delle Finals: la Milano Santagiulia Ice Hockey Arena è ancora un cantiere, sia all’esterno che all’interno. Il test event del weekend (che solitamente, come ribadito dai giornali Oltreoceano, si fa un anno prima…), con l’élite dell’hockey italiano presente, avrebbe meritato ben altro “trattamento”: al di là dell’organizzazione logistica deficitaria (figlia anche delle tempistiche ristrette e del ritardo dei lavori), l’aver ospitato un evento del genere in un impianto non ancora ultimato (e le Olimpiadi inizieranno tra meno di un mese…) non rende del tutto giustizia alle squadre presenti né ai tifosi che sono giunti a Milano.
La mancata apertura dei parcheggi ha reso estremamente difficoltoso l’accesso all’Arena (oltretutto le indicazioni stradali lasciano alquanto desiderare), i cui interni sono al momento “impresentabili”: tra cavi fluttuanti, polvere, qualche detrito e aree non ancora ultimate, qualcuno ha anche temuto per l’incolumità dei presenti. I servizi non ancora del tutto operativi hanno suscitato più di qualche perplessità, così come l’assenza di punti ristoro interni con i piccoli street food all’esterno insufficienti per un’affluenza del genere (venerdì sera, in occasione della partita dei Mastini, parecchi tifosi gialloneri si sono lamentati di come le birre fossero già finite al termine del primo drittel) nonché viziati da prezzi fin troppo alti. Sono ancora tantissimi i lavori e le migliorie da completare e il “cantiere milanese” è aperto 24 ore su 24 per quella che è un’autentica battaglia contro il tempo. Oggettivamente non il miglior biglietto da visita possibile in vista delle Olimpiadi, soprattutto per chi è venuto dall’estero; l’augurio è che nelle prossime tre settimane gli addetti ai lavori compiano un autentico miracolo per rendere la Milano Santagiulia Ice Hockey Arena davvero degna di un evento del calibro delle Olimpiadi Invernali.
TC
Foto in alto Diego Barbieri











































