
La 10km di Parigi si conferma una delle corse più amate d’Europa. L’edizione 2026 ha fatto registrare numeri da record con oltre 44mila partecipanti al via, primato assoluto per la manifestazione francese. Un successo che riflette la crescita costante della corsa su strada Oltralpe: la distanza dei 10 chilometri è oggi la preferita dai runner e in Francia il numero dei praticanti ha raggiunto quota 13,2 milioni. In questo contesto straordinario si inserisce anche l’impresa di Silvia Bonollo.
Quella che doveva essere semplicemente un’avventura si è trasformata in una vera prova di forza e determinazione per l’atleta, capace di migliorare il proprio record personale sui 10 chilometri in una delle gare più prestigiose del continente. Nonostante le difficoltà incontrate lungo il percorso, la gallaratese ha tagliato il traguardo con l’ottimo tempo di 48’51”. “È stata un’esperienza davvero emozionante e speciale per me – esordisce orgogliosa Silvia Bonollo –. Parigi è da sempre la mia città preferita e poter correre tra le sue strade più iconiche è stato come realizzare un sogno”.
Com’era strutturato il percorso e come lo ha affrontato?
“La gara è partita dal Trocadéro, con una vista spettacolare sulla Torre Eiffel, e si è conclusa sugli Champs-Élysées, uno dei viali più famosi al mondo. Il percorso era molto affascinante ma anche piuttosto vario dal punto di vista tecnico: il fondo cambiava spesso, passando dall’asfalto ai caratteristici sanpietrini parigini, e non mancavano alcune leggere pendenze, compresa quella finale verso il traguardo. La partenza in discesa dal Trocadéro ha richiesto particolare attenzione nella gestione del ritmo, rendendo la gara ancora più impegnativa”.
Quali emozioni ha provato durante la gara? Ha incontrato momenti di difficoltà?
“Nonostante le difficoltà, la gara è andata molto bene e sono riuscita a migliorare il mio personal best sui 10 chilometri, un risultato che mi rende particolarmente felice. Proprio nel tratto finale sugli Champs-Élysées, a metà della salita, ho vissuto un momento di grande difficoltà e ho pensato di non farcela: ero davvero al limite. In quell’istante una persona lungo il percorso mi ha urlato “Ouvre tes yeux”, una frase che mi ha colpita e che mi ha dato la spinta per reagire. Mancavano circa 500 metri al traguardo e da lì sono riuscita a ritrovare le energie necessarie per chiudere la gara”.
Com’è stato correre nella sua città preferita?
“L’atmosfera è stata incredibile. Ho sentito un grande sostegno del pubblico lungo tutto il percorso e questo mi ha aiutata moltissimo. A rendere questa esperienza ancora più speciale c’era anche Alice, una mia cara amica, che ha condiviso con me questa avventura ed è stata sempre presente per sostenermi e incitarmi”.
Vuole condividere questo traguardo con qualcuno in particolare?
“Non posso che ringraziare di cuore mamma e papà, che nello sport e nella vita non mi hanno mai fatto mancare nulla e che anche per questa esperienza mi hanno supportata e sostenuta in ogni momento. Un grazie sincero va anche a tutte le persone che mi hanno incoraggiata e sostenuta: il loro affetto è stato fondamentale”.
Davide Puppi
































