Imbarazzante, inguardabile, vergognosa, aberrante. Sceglietelo voi l’aggettivo per descrivere la sconfitta per 104-75 con cui la Pallacanestro Varese esce dal PalaBarbuto dopo la sfida con una Guerri Napoli in crisi aperta, contesta dalla curva che veniva da 5 sconfitte consecutive.

Il disastro totale biancorosso si consuma tutto nel primo tempo: 47-19 al 20′, 6 punti segnati in un quarto con il primo canestro arrivato a 3:20′ dalla fine del secondo quarto, 33 rimbalzi concessi, 1/21 da tre punti. Numeri che non sono altro che la fotografia di una partita non giocata, in maniera totalmente ingiustificata, da una Varese probabilmente già con la pancia piena per essersi salvata (sebbene la matematica sia ancora da certificare ma non ci sono dubbi a riguardo) e senza la minima ambizione di provare a conquistare un posto nei prossimi playoff, nonostante le parole di coach Kastritis in conferenza stampa post gara.

Mi congratulo con Napoli per la vittoria di stasera, hanno dato prova, fin dal primo possesso, di voler vincere molto più di noi. Non siamo mai riusciti a cambiare inerzia ad una partita che è sembrata segnata fin dall’inizio. Già all’intervallo la partita si era messa male e non c’è nulla da analizzare a livello tecnico-tattico. L’ho detto tante volte e lo ripeto anche oggi, nelle ultime partite del campionato non conta la classifica ma la voglia di vincere le partite, chi ne ha di più porta a casa i due punti. Non mi piace quello che ogni tanto mi viene detto o chiesto, ossia che Varese gioca in questo momento senza obiettivi o pressione. Quello che si è visto stasera non fa parte della nostra identità, perché noi cerchiamo di essere competitivi sempre. Anche oggi, nonostante la sconfitta, se guardiamo la classifica, dobbiamo dire che abbiamo un obiettivo che sono i playoff. Lo dico con molta umiltà ma so quello che abbiamo fatto finora in stagione e ripeto che i playoff sono il nostro obiettivo. Ora non è il momento di dire qualcosa di negativo sui nostri giocatori, perché tramite il loro lavoro e la loro etica del lavoro ci hanno portato dove siamo oggi. Ora dobbiamo capire tutti insieme che anche se stiamo stanchi mentalmente dobbiamo essere più forti di questo, perché adesso si vede chi è un giocatore di alto o di basso livello. Indipendentemente da quale sarà il risultato finale della nostra stagione vogliamo giocare le ultime partite ad alto livello“, il commento del coach greco a fine partita.

Alessandro Burin

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