Tra il profumo della griglia, le risate e la soddisfazione per un obiettivo raggiunto, il Gavirate ha celebrato mercoledì sera al “Vittore Anessi” la conclusione della stagione 2025/26. Un momento di festa e condivisione che ha riunito dirigenti, staff, giocatori, volontari e amici del club rossoblù, chiamati a salutarsi dopo un’annata intensa culminata con la salvezza conquistata ai playout contro il Canegrate.

Una permanenza in Promozione che rappresenta il traguardo più visibile, ma che per il presidente Massimo Foghinazzi è soltanto una parte del percorso. Nel corso della serata, tra una portata e l’altra, il numero uno rossoblù ha voluto ringraziare tutte le persone che hanno contribuito alla stagione: dai volontari che quotidianamente dedicano tempo ed energie alla società, allo staff tecnico e dirigenziale, fino ai ragazzi scesi in campo durante l’anno. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al direttore sportivo Giuseppe Miele, che nel momento più delicato della stagione ha accettato di mettersi in gioco in prima persona contribuendo con Silvio Palumbo a guidare la squadra verso l’obiettivo. Il passaggio più significativo del discorso di Foghinazzi è stato quello che, in un’unica frase, ha saputo amalgamare al meglio passato, presente e futuro: “Ci siamo salvati per una partita, ma il nostro valore è stato ben più alto di quella partita e lo dimostreremo l’anno prossimo“.

Lo sguardo è dunque già rivolto al futuro, pur con una partenza importante da registrare. A salutare il Gavirate sarà infatti il capitano Andrea Morbioli, autentico trascinatore della squadra e protagonista assoluto della salvezza appena conquistata: i gol del bomber classe ’91 hanno spesso fatto la differenza, ma ancor più rilevante è stato il peso specifico esercitato all’interno dello spogliatoio. Il trasferimento in Veneto priverà i rossoblù di un punto di riferimento tecnico e umano, salutato con affetto da compagni e dirigenti nel corso della serata.

Pur consapevoli della portata che un giocatore come Morbioli ha avuto, non cambierà la filosofia del Gavirate, confermata anche dai numeri. La formazione rossoblù ha infatti chiuso al primo posto il Progetto Valorizzazione Giovani del Girone C di Promozione, schierando per tutta la stagione una delle rose più giovani non solo della Lombardia, ma probabilmente dell’intero panorama nazionale. A margine della serata (l’intervista integrale nel video in basso), Foghinazzi ha dichiarato: “La stagione si è conclusa nel migliore dei modi perché è stata una grande palestra per tanti giovani che hanno avuto la possibilità di confrontarsi con il calcio dei grandi. Siamo stati la squadra più giovane della categoria e crediamo anche una delle più giovani d’Italia. Siamo orgogliosi del traguardo raggiunto, anche se a mio avviso il valore della squadra è stato superiore rispetto a quanto racconta la classifica. Se guardiamo i numeri siamo arrivati a quattro punti dal sesto posto e per lunghi tratti della stagione abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo. L’insegnamento più importante è che siamo nella direzione giusta: il progetto Gavirate-Varese nasce per dare ai giovani della provincia un’opportunità concreta di crescere e arrivare ad esordire nella prima squadra del capoluogo. Continueremo su questa strada, con una Juniores Nazionale del Varese composta dai 2009 e una Prima Squadra a Gavirate che per noi rappresenta una sorta di Unde 23, costruita attorno ai ragazzi che stanno completando il loro percorso di crescita“.

A testimoniare la solidità della sinergia con il Varese erano presenti anche diversi rappresentanti biancorossi: il direttore generale Giovanni Rosati, il direttore sportivo Alessio Battaglino, il ds dell’Agonistica Cosimo Bufano e il dg del settore giovanile Costanzo Celestini. Una presenza significativa che conferma come il progetto condiviso continui a rappresentare uno dei pilastri della crescita delle due realtà. La festa si è così conclusa nel clima che ha accompagnato tutta la serata: sorrisi, abbracci e tanta voglia di guardare avanti. Perché se la salvezza ha rappresentato il punto d’arrivo di una stagione lunga e complessa, per il Gavirate sembra essere soprattutto il punto di partenza verso un nuovo capitolo da costruire ancora una volta all’insegna dei giovani.

Matteo Carraro

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